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Brutal Assault @Fortress Josefov (CZ) 9-12.08.2017,

11 settembre 2017

È stata la mia prima volta al Brutal Assault (lo dico subito: il festival definitivo), quindi prima della partenza ho lurkato un poco tra forum e blog, per farmi un’idea di come organizzarmi al meglio. Quello che trovo assurdo è che da nessuna parte ho letto riferimenti a due grandi caratteristiche del festival: la puzza di merda di pecora e gli zingari.
Appena scesi dal treno, che dalla stazione centrale di Praga ti porta in un paio d’ore a Jaromer, si viene soverchiati da questo puzzo di merda di pecora che ti accompagna ovunque. L’intero paese, probabilmente infinitesimo rispetto alla campagna che lo circonda, è costantemente permeato dall’olezzo di merda. Dopo un poco credi di esserti abituato ma basta una leggera brezza per riportarti sotto al naso l’odore di sterco di animale e paglia che si secca al sole. Dal momento in cui cominci ad apprezzare questo odore (naturale, vero e che ti ricorda la tua giovinezza in campagna rispetto a quello di carburante e petrolio della città in cui ormai vivi da anni), nel giro di pochissime ore dall’avvento del primo migliaio di partecipanti verrà completamente rimpiazzato dai miasmi di merda e piscio umani, roba da conati di vomito e lacrime agli occhi.
Chiariamo, la gestione igienico-sanitaria è stata nettamente superiore alle mie aspettative. Certo, tutto è perfettibile (qualche cesso in più, qualche doccia in più, non avrebbero fatto male) ma tutto è relativo: bisogna considerare ventimila (ventimila!, quest’anno sold out) metallari che bivaccano 5 giorni su un pezzo di terra, che bevono pressoché solo (buona) birra alla spina da 0.5 a 1 euro e 30 centesimi e mangiano quasi esclusivamente salsicce, patate e fagioli piccanti. Ho visto merda dai colori inverosimili, ho cercato di ricostruire la traiettoria di schizzi di diarrea arrivati ad altezze fisicamente inammissibili. Ho fatto una cacata mentre al cesso accanto a me una ragazza latrava strida così selvagge che per un attimo ho seriamente pensato stesse partorendo.
Io fortunatamente ho dato retta alla mia dolce metà, che ha insistito per andare nel campeggio VIP. Questo è controllato, e ti da la possibilità di montare la tenda in uno spazio pianeggiante decoroso. Altrimenti la regola è che puoi montare la tenda dove cazzo ti pare nei dintorni dell’area festival, fino ad arrivare agli spazi d’erba del paese stesso. Qui non c’è nessun controllo, ho visto persone ubriache camminare e svenire malissimo su tende montate alla meno peggio, ho visto tende montate su discese in pendenza di 45 gradi (che sul serio io mi chiedo come fai ad addormentarti senza rotolare via o finire in coma per mancanza di ossigeno al cervello), ho visto gente pisciare e cacare e vomitare sulle tende (immagino altrui), ho visto tende non picchettate galleggiare nella merda. Ho visto gente lamentarsi per i furti, costanti, notevoli, allucinanti.

who watches the watchmen?

E quindi arriviamo agli zingari. Dove vai vai, gli zingari sono animali. Se penso a comuni denominatori assoluti e universali naturalmente costanti nello spazio-tempo le prime due cose sono: 1) il sapore dei panini del McDonald, e 2) gli zingari che cacano il cazzo. Nel paese vedevi questi gruppetti di ragazzini zingari, agli angoli delle strade, che ti osservano con sguardo assente e ti fanno venire in mente Hostel di Eli Roth. All’interno e nei dintorni del festival la cosa è ancora più divertente: un organizzatore mi ha detto che il problema zingari è talmente elevato che a causa loro qualche anno fa il Brutal ha rischiato di fallire, e che si è scesi a patti con questi garantendogli un certo numero di posti di lavoro, tra cui, udite udite, i controlli. Mettere gli zingari ai controlli altrimenti ti derubano. Questo è un capolavoro. Immaginate la stranezza di farvi controllare le tasche e le borse stando attenti nello stesso momento che non ti freghino. Poi l’organizzatore ha aggiunto ‘Da un paio d’anni la situazione è tranquilla, ma state attenti l’ultima sera, che essendo l’ultima quelli si sbizzarriscono’. Quindi nemmeno la non troppo amichevole polizia ceca, che di notte passava con le camionette per i campeggi VIP in squadroni da venti elementi e svariati cani da azzannamento, può far nulla contro gli invincibili zingari. 

Andrea ‘Paz’ Pazienza in Brasile, 1988 (spoiler: alla fine lo derubano)

Se da un lato condizioni igienico-sanitarie non ottimali possano causare qualche problemino, ad esempio la mia ragazza ha manifestato leggeri fastidi alle vie urinarie (pisciava sangue mentre camminava, bestemmiava Dio e imbruttiva chiunque), d’altra parte c’è da dire che hai la possibilità di goderti il DISAGIO, quello vero. Da qui nasce l’importanza di godersi il festival in tenda, perché è standoci 24 ore su 24, camminando nei momenti morti come un flaneur parigino, che puoi imbatterti casualmente in condizioni di disturbo notevolissime. La farmacista del paese è stata particolarmente gentile con la mia metà, vendendole sotto banco un antibatterico potentissimo, perché per avere la ricetta saremmo dovuti andare a un paese a tipo millemila chilometri di distanza. Dopotutto la farmacista, che parlava praticamente solo ceco, era palesemente preoccupata: probabilmente erano giorni che si ritrovava davanti decine di persone bianche in faccia, con i brividi, che cercavano di farle capire a gesti la necessità impellente di avere prodotti antidiarroici. Il tizio in fila davanti a noi ha comprato due scatole formato famiglia di Imodium, giuro. Io su queste cose posso ritenermi fortunato, dato che vivo con un coinquilino con una tale quantità di malattie veneree che il mio sistema immunitario è ormai talmente potente che durante il Brutal Assault si è rilassato e ha fatto un sospiro di sollievo.

confortevole riposino pomeridiano

confortevole riposino pomeridianoMi ero fatto una lunga lista mentale dei dieci disagi da raccontare, ma è passato troppo tempo e non me li ricordo più purtroppo. Comunque, a parte gli ubriachi che si addormentano semimorti (spessissimo vicino ai cessi, e infatti molti simpaticissimi si divertivano a pisciargli addosso) – il primo giorno avevo deciso di farmi la foto con ognuno di loro, dopo un paio d’ore ho rinunciato perché il numero di caduti è stato superiore a ogni più rosea aspettativa – il mio personaggio preferito è stato quello che senza ombra di dubbio era un barbone. Uno di quei barboni sporchi color grigio/marrone con un’aurea di puzzo ormai disincrostabile e rilevabile a svariati metri di distanza. La prima volta l’ho visto la prima mattina; io ero appena uscito dalla tenda, e zompettavo felice verso i lavandini, per lavarmi la faccia, i denti e mettermi le lenti a contatto. Stavo lì con l’asciugamanino, bene attento a non sporcarlo, e una borsetta rosa a fiorellini di mia mamma con dentro il dentifricio, il sapone, lo spazzolino e dei fazzolettini per l’igiene personale, quando me lo ritrovo davanti che con foga ma cura certosina si lava in profondità il buco del culo. Considerate che i lavandini consistevano in coppie di rubinetti, uno di fronte all’altro, senza separatori. Quindi immaginate il tizio di fronte a lui, che si lava i denti, mentre a venti centimetri di distanza dal suo viso, il barbone si gira, si tira fuori il cazzo e comincia a sciacquarsi la cappella lurida, spruzzando acqua da tutte le parti. Ed era pure scalzo, in mezzo al fango e alla merda, porca puttana. Incredibile la quantità di persone scalze, nei pressi di bagni chimici e pozze di piscio. C’è anche un fiume vicino ai cessi, una specie di lago quasi stagnante di acqua marrone in cui palesemente venivano scaricate le tonnellate di merda raccolte giornalmente. E io c’ho visto gente farcisi il bagno, nuotarci dentro, farcisi i gavettoni, nudi, per evitare la fila della doccia e/o di investire 50 centesimi. L’ultima volta il barbone l’ho visto l’ultima sera. C’era questa fila di 15 bagni chimici, ormai logori e semi-sprofondati nella merda. I bagni erano affiancati a gruppi di 5, con una distanza di un metro e mezzo tra un gruppo e l’altro. Il barbone si arrampica sul primo bagno e poi corre scalzo su tutti i tetti dei bagni chimici saltando da un gruppo all’altro, e facendoli pericolosissimamente oscillare. Arrivato all’ultimo, alza le braccia godendosi gli applausi dei presenti, poi si lancia giù e se non si spezza una caviglia è proprio grazie al terreno reso cedevole dalle pozze di piscio. Nel mentre le persone che stavano cacando, probabilmente concentrate in difficilissime posizioni di equilibrio precario per non toccare nulla, uscivano dai bagni ancora tremolanti con faccia preoccupatissima e la cacata che ancora gli usciva dal culo. Una volta questo barbone mi ha anche abbracciato con gioia, in mezzo a migliaia di persone ha scelto proprio me, perché si vede che per qualche motivo ho la capacità di attirare i disagiati.

dentro ci sono due tizi che dormono, attenzione

Ci tengo poi a ricordare un tizio dai lunghi capelli biondi che nel pomeriggio, durante una pogata, si è preso una gomitata devastante che gli ha chiaramente frantumato il setto nasale. L’uomo, lacerato, ubriaco abbestia, ha quindi pensato di allontanarsi e andare a lasciarsi morire buttandosi in mezzo ai campi. L’ho ritrovato a mezzogiorno del giorno dopo, nella stessa posizione, ancora privo di sensi, sotto un sole che spaccava le pietre e una quantità di sangue raggrumato sulla faccia. Capelli incrostati di sangue e merda. Due anime pie lo hanno preso per i piedi e trascinato in un posto all’ombra. Lì per lì mi sono detto di andare ad avvisare qualcuno, poi mi sono dimenticato. La sera non c’era più, spero non sia morto seppellito dal fango a causa della devastante tempesta che ci ha colpito quel giorno.

la tempesta ha portato alla formazione di piccole pozzanghere nell’area campeggio

Da un punto di vista strettamente musicale c’è poco da dire, una volta visto il bill. Quanta roba a 70 euro. Quanta roba. Il primo giorno mi sono visto un poco di Fleshgod Apocalypse (insieme a Hour of Penance e Graveworm, gli unici a tenere alta la bandiera italica) e poi Gorguts, Cough, Metal Church (meravigliosi, tra i migliori), Dillinger Escape Plan (una grandissima rottura di coglioni), Master’s Hammer (io non conoscevo, ma la mia dolce metà sì, ché lei questi gruppi qua li conosce tutti. Mi sono piaciuti tanto ma il serio imbarazzo che ho provato durante tutto il concerto per il loro percussionista mi ha rovinato l’atmosfera), Overkill (tra i migliori gruppi dal vivo di tutti i tempi, non esagero), Batushka e Wolves in the Throne Room. E già qui un bel bestemmione di giubilo ci starebbe tutto.

poghi allegri di prima mattina

Il secondo giorno Cryptopsy, Havok, Nile e Swans. Pausa-cena con una ottima padellata di salsicce e merda piccante, razione doppia, e poi Emperor (che vincono facile il premio di miglior gruppo della giornata), Suffocation e Rotting Christ. In realtà tra questi ultimi hanno suonato anche gli Opeth, ma mi sono allontanato e li ho ascoltati come sottofondo da molto distante. La mia paura di prendermi una malattia venerea infatti era seconda solo alla paura di prendermi l’omosessualità ascoltando gli Opeth da troppo vicino. Può succedere, e molto più spesso di quanto si possa immaginare. Durante il concerto degli Emperor Dio l’ha presa a male ed è partita una pioggia che ha portato a un temporale durante i Rotting Christ fino all’acquazzone TOTALE del giorno dopo, con reti di ferro che si scardinavano dai blocchi di cemento, tende che volavano via, ubriachi svenuti che venivano seppelliti da vere e proprie cascate di fango.

dio mostra disapprovazione per il live dei Rotting Christ

Il terzo giorno non mi ricordo con certezza i gruppi che ho visto, di sicuro Crowbar, poi un incredibile set versione doom degli Incantation, Carcass ed Electric Wizard. Non avevo grandi aspettative in questi ultimi, date le ultime non esaltanti performance a Roma, e invece mi sono piaciuti parecchio. Liz Buckingham è dimagrita e non ha un più il culo di una balena, Jus Osborn è sempre grasso ma non così grasso. Hanno suonato anche i Trivium ma stavolta non mi sono allontanato, me ne sono proprio andato via. Perché qui il concetto è palese, se ti ascolti i Trivium sei ricchione. L’ultimo giorno mi ricordo Decapitated, Demolition Hammer e Tiamat. Il tizio dei Tiamat, strafatto di acidi, è stato tre quarti del concerto a raccontare storielle come una sorta di Richard Benson pelato (cioè, senza parrucca) con il resto del gruppo imbarazzatissimo che cercava di imbastire una sorta di sottofondo musicale d’atmosfera mentre lui indicava un lampadario pensando fosse una luna gigante. Senza ombra di dubbio il miglior concerto del decennio. Per l’ultimo concertone del festival non ci sono stati dubbi: i Mayhem sono una pietra miliare. Ma a me che cazzo me ne frega a me dei Mayhem quando suonano i Gutalax, porco ***, in casa. Quindi io e un altro gruppo di spartani ci allontaniamo dal palco principale e ci godiamo un’ora e mezza di TUPATUPATUPA, ragazze che si cacciano le tette da fora, lancio ininterrotto di rotoli di carta igienica puliti e sporchi di merda, lancio ininterrotto di preservativi nuovi, gonfiati e pieni di sborra, lancio ininterrotto di scopini per il cesso comprati per l’occasione o presi dai bagni sporchi di merda. Un pogo totale, costante, di tutti. A un certo punto mi giro e c’è un oceano di gente, probabilmente ai Mayhem sono rimasti in trenta; e io sorrido: LA MERDA HA VINTO.

l’uomo più ubriaco del mondo, nudo, si tuffa a pesce nella fanga, estate 2017

Insomma. Ho conosciuto un sacco di persone, tantissimi italiani. Sul serio, dovunque ti giravi sentivi un bestemmione. Forse perché festival del genere in Italia ce li sogniamo, e ai cervelli in fuga si affiancano i metallari in fuga. Tutti quelli che ho conosciuto, se non erano al loro primo Brutal, erano alla loro terza, quinta, ottava edizione consecutiva. Perché l’esperienza è incredibilmente totalizzante, e qualsiasi cosa dovesse succedermi, io so che non mi perderò mai più un Brutal Assault in vita mia, giusto solo questo: più docce meno Trivium. Prima o poi riuscirò a incastrarlo con gli altri mega festival jazz della Repubblica ceca, Obscene Extreme e Fekal Party, e raggiungere quindi la deificazione conclusiva dell’esaltazione della merda.

11 girls vs 1 virus

 

9 commenti leave one →
  1. cattivone permalink
    11 settembre 2017 11:18

    Chi non sa apprezzare queste cose non ha mai imparato a vivere.

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  2. Arkady permalink
    11 settembre 2017 11:44

    Qui cari miei siamo dinanzi a momenti di altissimo giornalismo

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  3. Max Von G permalink
    11 settembre 2017 14:09

    Ogni pezzo del Masticatore è sempre grande Letteratura

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  4. 11 settembre 2017 15:21

    Presente nel 2012 e nel 2013: confermo il resoconto del Masticatore.

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  5. Fanta permalink
    11 settembre 2017 16:16

    Resoconto capolavoro. Mi sono sentito meno solo nell’avere, di recente, avuto a che fare con la merda. Non solo effluvi da collasso, ma proprio merda umana, piscio, fango e acqua marrone. Allagamento nel mio caso, l’ennesimo dopo gli sconvolgimenti che ci fanno rientrare nel cluster climatico dei Paesi tropicali. Considerate poi la combo dei tombini e delle fogne di gesù cristo non manutenute o fintamente svuotate da qualche ditta (maledetti) che appalta servizi (bei servizi, sì) dal Comune X (aggiungete nomi random) e il gioco è fatto.
    Perlomeno lì al Brutal miasmi e schifi organici erano solo un contorno visivo/olfattivo.

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  6. 11 settembre 2017 18:54

    Viva la merda, viva Satana.

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  7. weareblind permalink
    11 settembre 2017 18:59

    Tolti gli Overkill, del resto non me ne frega nulla. Non ci andrò mai. Masticatore, mi tolgo il cappello davanti a te. Il secondo migliore report di sempre.
    https://metalskunk.com/2012/09/20/te-lo-do-io-il-folk-metal-wolfszeit-festival-2012/

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    • cattivone permalink
      12 settembre 2017 10:16

      Io tuttora ogni volta che sento nominare Lipsia non riesco a non pensare a quell’evento.

      Liked by 1 persona

  8. ignis permalink
    12 settembre 2017 00:37

    Onore alla tua dolce metà che conosce i grandi Master’s Hammer.

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