Pipponi: OPETH – Sorceress

opethsorceressfinalcdPer un breve periodo gli Opeth rientravano tra i gruppi preferiti di molti metallari. Poi c’è stato un lungo periodo nel quale piacevano perlopiù alle lolitas col piercing al labbro, agli emo-froci di Piazza del Popolo, ai giovani fan degli ultimi Metallica e, in generale, a gente che non ci capiva un cazzo di musica, men che meno di metal, ma che si spacciava da fine sommelier della merda dicendo frasi definitive e altisonanti in merito a Deliverance e Damnation e le verità universali in essi serbate. Personalmente gli svedesi non mi hanno mai fatto impazzire, infatti non ho avvertito l’esigenza di dire la mia nemmeno sui primi due dischi, dei quali abbiamo celebrato il ventennale su questi poderosi schermi (qui e qua). Forse giusto My Arms, Your Hearse mi piacque tanto, ma credo più perché coevo al mio reale avvicinamento a loro che per motivi diciamo artistici, dopodiché li ho semplicemente ignorati per moltissimi anni per recuperare quanto fatto molto avanti con l’età e scoprire che non era proprio tutta merda. Infine, e siamo ad oggi, è iniziata la fase finale a partire dalla quale ho iniziato veramente a farmeli piacere, principiando proprio da quell’Heritage che tanti insulti ha ricevuto un po’ da tutti, sia dai primigeni fan metallari, sia dagli emo-imbecilli e restante circo Barnum del disagio post-adolescenziale mai superato. Questa è la fase che alcuni detrattori definiscono ‘del kebab’, per via delle sonorità orientali inserite qui e là, che mi fa sempre tanto ridere ma che non corrisponde a verità. Diciamo, più puntualmente e utilizzando l’appropriata terminologia tennica, che questa è la fase dei pipponi, dei pipponi progressive rock nello specifico.

Con questo termine altamente tecnico non voglio dare alcun giudizio di valore perché, ad esempio, a me piacciono più nella fase dei pipponi che in quelle precedenti, tranne nel caso di Pale Communion in cui Akerfeldt ha perso per un attimo il senso della misura e dai virtuosismi progressive è passato al puro onanismo citazionistico autocompiaciuto, rovesciandosi litri e litri del suo stesso sperma in faccia dicendo uuh quanto è doce, cioè lo stadio finale e più deteriore dei pipponi. Prima che assistiate al solito bailamme di fazioni, da una parte gli eredi dei metallari intolleranti che continueranno a dirvi che si stava meglio quando si stava peggio, dall’altra gli ormai ex-giovini medalz che si lamenteranno perché si è perso il senso del magico, in aggiunta a quelli che fino a due giorni fa sentivano solo Radio Deejay e adesso si definiscono metallari perché fan degli Opeth, prima di tutto ciò e di prendere le vostre brave posizioni di principio, fatevi una semplice domanda: vi piace o meno il rock progressivo degli anni ’70? Se la risposta è sì, allora ascoltatevi Sorceress perché potrebbe piacervi anche questo. Se la risposta è no, il consiglio è di passare molto agilmente ad altro. Pace & bene. (Charles)

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