Un album che funziona a sprazzi, perde il confronto con l’eccellente predecessore ma regge in modo dignitoso l’enorme responsabilità di chiudere una carriera quarantennale.
Una serata di solo thrash metal con
un graditissimo headlliner da Ferrara in un cartellone toscanissimo, per svariate ore di sfrenato headbanging.
Un album che funziona a sprazzi, perde il confronto con l’eccellente predecessore ma regge in modo dignitoso l’enorme responsabilità di chiudere una carriera quarantennale.
Read more »
Leprous, Messa, Igor Cavalera solista, Forgotten Tomb, Urgehal e Harakiri for the Sky tra i principali appuntamenti segnati sull’agenda.
Read more »
Un gran rimescolone di attitudine hard rock, punk e reminiscenze a cavallo fra speed e metallo estremo, per un album che sulla carta dovrebbe piacerci ma non convince fino in fondo.
Read more »
Un condannato all’impiccagione salvato all’ultimo momento dalla fidanzata. La struggente ballata di Jean Ritchie ha fatto la storia del folk ed è stata ripresa anche dai Led Zeppelin.
Read more »
Il debutto degli Mgła, i primi dischi dal vivo di Rhapsody e Sacred Steel , Gory Blister, Elvenking, Nocturnal Depression, Pagan Altar, Samael, Norther e tanto altro.
Read more »
L’asticella di uno suono già parossistico venne alzata ancora e le canzoni iniziarono già a risentirne. L’inclusione di Through the Fire and Flames nel videogioco Guitar Hero aprì però il gruppo di Herman Li a un pubblico del tutto nuovo.
Read more »
Una bella serata per i fanatici toscani delle sonorità di fine anni Ottanta, a cavallo fra death metal tecnico e techno-thrash.
Read more »
Cryptopsy, Alter Bridge, Agnostic Front, Sylosis, l’accoppiata Messa/Ponte del Diavolo, il terzetto mortale Mayhem/Marduk/Immolation, vari festival interessanti (Night of the Werewolves, Prog Night Fest, Stige Fest…) e tantissimi eventi mediopiccoli.
Read more »
Il trio di Ostia ha uno status che non deriva da alcuna generosità campanilista ma è stato conquistato sul campo, in virtù di un amalgama sonoro che prima, semplicemente, non esisteva.
Read more »
Un album che funziona a sprazzi, perde il confronto con l’eccellente predecessore ma regge in modo dignitoso l’enorme responsabilità di chiudere una carriera quarantennale.
Un gran rimescolone di attitudine hard rock, punk e reminiscenze a cavallo fra speed e metallo estremo, per un album che sulla carta dovrebbe piacerci ma non convince fino in fondo.
Con oltre un decennio di ritardo, Weinrich si inserisce nel filone ritualistico con voce femminile. Per quanto gli possiamo voler bene, il risultato purtroppo delude.
Il trio di Ostia ha uno status che non deriva da alcuna generosità campanilista ma è stato conquistato sul campo, in virtù di un amalgama sonoro che prima, semplicemente, non esisteva.
Dal nuovo Ribspreader all’imminente ritorno dei Paganizer, dai truculenti Putrevore alle cupe melodie dei Dead Sun, andiamo a vedere che combina l’iperattivo svedese con i suoi 50 (contati) gruppi.
Le aspettative verso Mille Petrozza sono da tempo bassissime, ma nonostante tutto lui riesce comunque a fare peggio. Ormai si è ridotto persino a fare il verso al power metal, pur di raccattare il più alto numero possibile di ascoltatori.
Cominciamo l’anno con una playlist di roba che avevamo lasciato indietro l’anno scorso, ma ottima per riprendere la forma: gli andalusi Hunger, gli statunitensi Sölicitör e del Piemonte gli epici Hounds.
Dopo una nuova reunion e il deludente Black Metal Cult, Meyhna’ch, uno dei nomi simbolo delle Légions Noires, torna con un disco all’altezza del suo glorioso passato.
Il Belardi si lancia in qualche succinta considerazione in vista dell’uscita, a marzo, di Goliath, che segna il ritorno di Rob Dukes dietro il microfono. Il risultato è un articolo lungo quanto due recensioni (e dai toni ottimisti).
L’uscita del nuovo singolo Adversary ha generato in redazione una breve quanto intensa riflessione filosofica, la conclusione della quale è stato ammettere che Ross Dolan e soci siano il più grande gruppo death metal di tutti i tempi.
Abbiamo assistito alla proiezione di Megadeth: Behind the Mask, che propone l’ascolto dell’imminente album di addio e una lunga intervista a Mustaine. Ecco le conclusioni che ne abbiamo tratto.
Chiacchierata a orario improbabile con uno dei protagonisti assoluti del dark sound italiano, sul cui ultimo disco calano le ombre della dark wave, del death rock e… Di Aleister Crowley.
Un condannato all’impiccagione salvato all’ultimo momento dalla fidanzata. La struggente ballata di Jean Ritchie ha fatto la storia del folk ed è stata ripresa anche dai Led Zeppelin.
Se siete sopravvissuti alla puntata precedente, Traversa vi propone altri brani che vi faranno perdere il controllo del veicolo. E non necessariamente per il fomento.
I dischi migliori (e peggiori) dell’anno, i concerti più belli e le migliori rivelazioni italiane secondo i discutibili gusti dei deprecabili redattori. Ora vogliamo sentire le vostre classifiche.
Il tradizionale classificone con il meglio dell’anno metallico appena trascorso secondo i discutibili gusti dei tizi di Metal Skunk. Domani le playlist individuali con le nostre brutte facce.
Una serata di solo thrash metal con
un graditissimo headlliner da Ferrara in un cartellone toscanissimo, per svariate ore di sfrenato headbanging.
Leprous, Messa, Igor Cavalera solista, Forgotten Tomb, Urgehal e Harakiri for the Sky tra i principali appuntamenti segnati sull’agenda.
Una bella serata per i fanatici toscani delle sonorità di fine anni Ottanta, a cavallo fra death metal tecnico e techno-thrash.
Cryptopsy, Alter Bridge, Agnostic Front, Sylosis, l’accoppiata Messa/Ponte del Diavolo, il terzetto mortale Mayhem/Marduk/Immolation, vari festival interessanti (Night of the Werewolves, Prog Night Fest, Stige Fest…) e tantissimi eventi mediopiccoli.
Il debutto degli Mgła, i primi dischi dal vivo di Rhapsody e Sacred Steel , Gory Blister, Elvenking, Nocturnal Depression, Pagan Altar, Samael, Norther e tanto altro.
L’asticella di uno suono già parossistico venne alzata ancora e le canzoni iniziarono già a risentirne. L’inclusione di Through the Fire and Flames nel videogioco Guitar Hero aprì però il gruppo di Herman Li a un pubblico del tutto nuovo.
Quando l’album acustico non è una parentesi o un esperimento laterale ma un disco necessario, figlio di una precisa fase del percorso artistico di una band.
Vent’anni fa Tobias Sammet iniziò a mettere in secondo piano il suo gruppo principale per dare sempre più spazio al progetto Avantasia. Qui sembrava quasi distratto, anche se il gioco reggeva ancora abbastanza.
Mezz’ora di macello con brani brevi e frenetici dove si incrociano la furia iconoclasta del NYHC con gli schemi classici del thrash. Il primo disco targato Earache mise d’accordo punk e metallari e aprì la strada al grind.
Un ricordo del Duca Bianco a dieci anni dalla sua morte e dalla pubblicazione del suo testamento artistico.
