Il gruppo post-metal di Boston torna dopo dieci anni ed è rimasto così uguale a se stesso, nel bene e nel male, che pare lo abbiano estratto dalla formalina.
Il gruppo post-metal di Boston torna dopo dieci anni ed è rimasto così uguale a se stesso, nel bene e nel male, che pare lo abbiano estratto dalla formalina.
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Solito concerto impeccabile di Mikael Åkerfeldt e compari, nonostante le inquietanti previsioni meteo. In apertura i pazzerelli di Denver, che dal vivo hanno enfatizzato il proprio lato più death metal.
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Cofondatore dei Morbid Angel, padre dei formidabili Nocturnus, ci lascia un pioniere visionario e appassionato che indicò nuove strade al death metal.
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Addio a uno dei volti più noti e trasversali degli ultimi 40 anni di cinema. Per noi resterà soprattutto il detective John Trent de Il seme della follia.
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Nuovo viaggio nel lato strano (ma cupo e a suo modo gotico) dell’underground nazionale, coi ritorni di Lili Refrain, Ramon Moro e Mai Mai Mai.
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Myles e Mark hanno trovato la loro poltrona in uno spazio vuoto a metà tra il metal e il rock commerciale. E giustamente non hanno intenzione di lasciarla.
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Oggi riscopriamo il controverso For Snow Covered the Northland, per alcuni una lagna piatta e monocorde, per altri uno dei migliori dischi di black melodico usciti dalla Svezia.
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Puntata tutta dedicata alle nuove uscite Heavy Psych Sounds, con Monsternaut, Lord Elephant, Oreyeon, Tons, Belzebong e Weedpecker.
Read more »Quarant’anni passati in un baleno e due ore e mezza di magia incredibile. Con un occhio mai chiuso su realtà e presente. Il ritorno di Pelù e compagni al di sopra delle migliori aspettative.
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Un secolo fa Lovecraft scrisse un racconto che tutti ritengono di conoscere ma è in realtà un’opera complessa e paradossale, frammenti senza progressione narrativa che, ricomposti, svelano un orrore assoluto.
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Il gruppo post-metal di Boston torna dopo dieci anni ed è rimasto così uguale a se stesso, nel bene e nel male, che pare lo abbiano estratto dalla formalina.
Nuovo viaggio nel lato strano (ma cupo e a suo modo gotico) dell’underground nazionale, coi ritorni di Lili Refrain, Ramon Moro e Mai Mai Mai.
Myles e Mark hanno trovato la loro poltrona in uno spazio vuoto a metà tra il metal e il rock commerciale. E giustamente non hanno intenzione di lasciarla.
I Leatherwitch di Marta Gabriel, ex Crystal Viper, l’esordio degli ateniesi Night Spectre e il derby iberico tra Toxikull e Whirlwind.
Puntata tutta dedicata alle nuove uscite Heavy Psych Sounds, con Monsternaut, Lord Elephant, Oreyeon, Tons, Belzebong e Weedpecker.
Emuli dei Testament dall’Isola della Riunione, danesi del Nicaragua che amano la Svezia e truculenze death latine dalla Costa Rica.
Il disco è molto bello, ma se questo giramondo ucraino su Spotify ha più ascoltatori degli Emperor non è certo per la qualità della sua musica.
Presenza fisica, gioco lineare, solidità in campo. I vichinghi non ci regalano chissà quale battaglia spettacolare ma una vittoria è sempre una vittoria.
Cofondatore dei Morbid Angel, padre dei formidabili Nocturnus, ci lascia un pioniere visionario e appassionato che indicò nuove strade al death metal.
Addio a uno dei volti più noti e trasversali degli ultimi 40 anni di cinema. Per noi resterà soprattutto il detective John Trent de Il seme della follia.
Addio a Roger Svensson, al secolo B-War, bassista della formazione classica dei Marduk nonché dei sottovalutatissimi Allegiance.
Non sappiamo perché ma Cisneros ha rotto con il vecchio compare e ha deciso di portare avanti da solo la leggenda californiana. Questo primo assaggio non fa ben sperare.
Un secolo fa Lovecraft scrisse un racconto che tutti ritengono di conoscere ma è in realtà un’opera complessa e paradossale, frammenti senza progressione narrativa che, ricomposti, svelano un orrore assoluto.
Non il capolavoro descritto da certi marchettari impenitenti né la schifezza di cui si ulula in alcune discussioni sui social. Tante cose potevano girare meglio ma Steven Spielberg rimane un fuoriclasse anche a mezzo servizio.
Due film indipendenti che hanno avuto un successo inatteso. Una nuova generazione si scontra con le proprie paure e affolla i cinema per esorcizzarle.
Prima dell’avvento delle anteprime digitali, noi scribacchini almeno riuscivamo a rimediare qualche disco gratis. Ora ci restano solo comunicati dai toni roboanti e a volte surreali.
Solito concerto impeccabile di Mikael Åkerfeldt e compari, nonostante le inquietanti previsioni meteo. In apertura i pazzerelli di Denver, che dal vivo hanno enfatizzato il proprio lato più death metal.
Quarant’anni passati in un baleno e due ore e mezza di magia incredibile. Con un occhio mai chiuso su realtà e presente. Il ritorno di Pelù e compagni al di sopra delle migliori aspettative.
Un cartellone di tutto rispetto, ampi spazi alberati, tanta ombra, ottima varietà di scelte alimentari e prezzi onesti: proprio non possiamo mancare all’edizione 2026 di uno dei festival estivi migliori d’Italia.
Molti nomi di richiamo (Europe, Alice Cooper, Primus, Savatage, Foo Fighters, Bring me the Horizon, Helloween, In Flames, Opeth, la doppietta SOAD / QOTSA, Voivod, Malmsteen, Converge, Steel Panther), bei festival (Luppolo, Padova MF, Porretta Prog, Kaptura, eResia) e tantissimo altro.
Da appuntamenti ormai consolidati come il Frantic e l’In the Best Tradition a nuove realtà come il Southammer e il Suburbiae, la lunga estate calda del Centro-Sud.
Per la prima volta il Meazza ospita un concerto metal, e non sarebbe potuta andare meglio di così, con i Maiden (e i Trivium) che ce la mettono tutta per non sfigurare di fronte a 45mila spettatori.
Oggi riscopriamo il controverso For Snow Covered the Northland, per alcuni una lagna piatta e monocorde, per altri uno dei migliori dischi di black melodico usciti dalla Svezia.
Gli eterni incompresi Obscenity, i Gorgoroth senza Infernus, l’incontro tra Christopher Lee e il metallo, Koldbrann, Eluveitie, Merrimack, 36 Crazyfists e altri ventennali.
Sui dischi dei thrasher tedeschi di solito non c’è molto di nuovo da dire, quindi Belardi vi parla di quella volta che, dopo una birra di troppo, chiuse il suo ferocissimo cane fuori casa per tutta la notte.
The Infinite Wonders of Creation e Dreamquest videro il chitarrista abbandonare il power all’italiana per sperimentazioni più ambiziose che non ebbero però il riscontro sperato.
Negli anni ’90 dalla Svezia uscivano talmente tante perle death e black metal che la selezione naturale mieteva vittime di grande talento. Oggi riscopriamo Cardinal Sin, Decameron e The Ancients Rebirth.
Ultimo trascurabile Lp del gruppo norvegese, già finito da un pezzo con l’abbandono di Nordavind. Una raccolta di canzoni spompate e insulse che non sanno mai dove andare a parare.
