Ricca carrellata di singoli, demo ed Ep meritevoli della vostra attenzione. Nel piatto Fer de Lance, Savage Master, Strega, Sonic Wolves e altri ancora.
Il mezzo flop di Another Perfect Day aveva quasi ucciso il gruppo. La Bronze Records aveva deciso che Lemmy era un dinosauro senza più nulla da dire. E invece il disco successivo consolidò la leggenda.
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Ricorre oggi il compleanno di H.P. Lovecraft: lo celebriamo con una breve disamina dedicata a La musica di Erich Zann e ai musicisti che si sono ispirati a questo celebre racconto del Maestro di Providence.
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Ricca carrellata di singoli, demo ed Ep meritevoli della vostra attenzione. Nel piatto Fer de Lance, Savage Master, Strega, Sonic Wolves e altri ancora.
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L’esordio solista del virtuoso di Norristown aprì orizzonti inesplorati e ridefinì l’idea stessa di cosa fosse un bassista, con creatività perentoria, tecnica inarrivabile e un immenso anelito di libertà.
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Terza anticipazione dell’attesissimo ritorno degli autori del disco dell’anno 2024 per noialtri depravati di Metal Skunk. Dalle premesse, si direbbe un ritorno al passato.
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Il resoconto annuale del festival più istituzionale del metallo europeo: più che un semplice concerto, una irrinunciabile meta di pellegrinaggio.
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Terzo album del duo spagnolo, autore di un maestoso doom atmosferico che sconfina nel prog e nel neofolk e ci fa sognare la scomparsa dell’Umanità.
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I Pharmacist non sono più semplici cloni dei Carcass. I Nothingness perdono in melodia e sorprendono meno. I Thætas sperimentano con brutalità e dissonanze. Gli Agenbite Misery mettono in musica (estrema) l’Ulisse di Joyce.
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Da Uppsala due gruppi molto particolari. I primi eruttano una miscela nerissima di sludge, post-hardcore e death/black; i secondi fanno gothic/doom con il sassofono.
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Un ex Incantation mette insieme una formazione psichedelica con Flo Mounier, Steve Tucker e addirittura Derek Sherinian. Il risultato è un cervellotico puttanaio senza né capo né coda.
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Ricca carrellata di singoli, demo ed Ep meritevoli della vostra attenzione. Nel piatto Fer de Lance, Savage Master, Strega, Sonic Wolves e altri ancora.
Terzo album del duo spagnolo, autore di un maestoso doom atmosferico che sconfina nel prog e nel neofolk e ci fa sognare la scomparsa dell’Umanità.
I Pharmacist non sono più semplici cloni dei Carcass. I Nothingness perdono in melodia e sorprendono meno. I Thætas sperimentano con brutalità e dissonanze. Gli Agenbite Misery mettono in musica (estrema) l’Ulisse di Joyce.
Da Uppsala due gruppi molto particolari. I primi eruttano una miscela nerissima di sludge, post-hardcore e death/black; i secondi fanno gothic/doom con il sassofono.
Puntata dedicata alla sempre interessantissima scena d’oltralpe con i sabbathiani Cornucopia, i barricaderi Dionysiaque e gli irriducibili Pénitent.
Un ex Incantation mette insieme una formazione psichedelica con Flo Mounier, Steve Tucker e addirittura Derek Sherinian. Il risultato è un cervellotico puttanaio senza né capo né coda.
Una sbronza di borchie, satanassi, tupa tupa e vaffanculo con Speedslut, Hellionight, Ruyned e il ritorno dopo vent’anni dei Bewitched.
Il gruppo dal cui embrione nacquero gli Arcturus ci riporta ai fasti della Norvegia di metà anni ’90. Meglio del precedente Ransvart ma i suoni sono davvero troppo puliti.
Terza anticipazione dell’attesissimo ritorno degli autori del disco dell’anno 2024 per noialtri depravati di Metal Skunk. Dalle premesse, si direbbe un ritorno al passato.
Con il recente album omonimo il gruppo di Busto Arsizio ha trovato una forma compiuta e spiccato un salto impressionante in termini di maturità. Abbiamo approfondito con loro.
Steve Sylvester a una settimana dal Luppolo in Rock annuncia l’uscita di Pandemonium e il ritorno alla line-up con due chitarristi, entrambi facce conosciute.
Un cazzeggio tarantiniano vi ricorda che la formidabile band inglese sta per tornare a infestare i nostri pensieri più macabri in tempo per l’autunno.
Ricorre oggi il compleanno di H.P. Lovecraft: lo celebriamo con una breve disamina dedicata a La musica di Erich Zann e ai musicisti che si sono ispirati a questo celebre racconto del Maestro di Providence.
Dopo aver mandato in tilt l’IA di Telegram, che spesso non riesce a riassumere i suoi articoli, Belardi cerca di far impazzire l’algoritmo di ChatGPT. Chi vincerà?
A che serve l’IA se c’è la lingua automatica di giornalisti, uffici stampa e content creator? Otto orridi neologismi e otto pezzi grind come antidoto.
Un secolo fa Lovecraft scrisse un racconto che tutti ritengono di conoscere ma è in realtà un’opera complessa e paradossale, frammenti senza progressione narrativa che, ricomposti, svelano un orrore assoluto.
Il resoconto annuale del festival più istituzionale del metallo europeo: più che un semplice concerto, una irrinunciabile meta di pellegrinaggio.
Il Parco Schuster si trasforma in una succursale del deserto del Mojave con la consacrazione dei Fu Manchu, l’ipnotismo degli Stoned Jesus nonché L’Ira del Baccano, Fvzz Popvli, Gorilla Pulp, Aganoor e The Black Flamingo.
Nonostante la chiusura di molti locali, anche ad agosto gli eventi non mancano, a partire dai festival: il Metal for Emergency coi Carcass, il Malpaga, il Rock Inn Somma, il Summer Metal Fest e ancora Primus, Cryptopsy, Death Angel e tanto altro.
Siamo stati al primo giorno di questo promettente festival del Monferrato: a guidare il cartellone c’erano Obscura, Sadist e Ponte del Diavolo.
I Venom redivivi, la conferma degli Overkill, il black impostatissimo dei Marduk e quello balneare dei Rotting Christ, i nostri amati Cripple Bastards e una bella selezione di gruppi italiani a sfidare il caldo opprimente del Parco delle Colonie Padane.
Solito concerto impeccabile di Mikael Åkerfeldt e compari, nonostante le inquietanti previsioni meteo. In apertura i pazzerelli di Denver, che dal vivo hanno enfatizzato il proprio lato più death metal.
Il mezzo flop di Another Perfect Day aveva quasi ucciso il gruppo. La Bronze Records aveva deciso che Lemmy era un dinosauro senza più nulla da dire. E invece il disco successivo consolidò la leggenda.
L’esordio solista del virtuoso di Norristown aprì orizzonti inesplorati e ridefinì l’idea stessa di cosa fosse un bassista, con creatività perentoria, tecnica inarrivabile e un immenso anelito di libertà.
Puntata all’insegna del death e del black più cruenti con Grave, Cattle Decapitation, Deaden, Impious Havoc, Sterbend e altra roba putrida.
Il primo album pubblicato dai canadesi dopo la morte di Piggy, con i riff che aveva lasciato in eredità, è la lunga elaborazione di un lutto, tra sindrome dell’arto fantasma e progressive in senso lato.
Un esordio che fu un fulmine a ciel sereno per la scena estrema del nuovo millennio. E che ancora oggi fa proseliti insospettabili
Compie trent’anni un disco formidabile, di una band che fu tra le ultime occasioni di attualizzare il metallo senza recidere i legami con il passato. Per questo anche i detrattori dovrebbero rimpiangerli
