I “sussurratori” olandesi si riavvicinano al black dopo una fase più sperimentale. Registrato in presa diretta e riamplificato in una torre idrica, il risultato è a tratti ostico ma coraggioso e coerente.
I “sussurratori” olandesi si riavvicinano al black dopo una fase più sperimentale. Registrato in presa diretta e riamplificato in una torre idrica, il risultato è a tratti ostico ma coraggioso e coerente.
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Korn, Amon Amarth, Uriah Heep, Monolord, Wolves in the Throne Room, Evergrey, Archspire, le doppiette Carnifex/Despised Icon, Fleshcrawl/Avulsed e Beast in Black/Sonata Arctica, il tour maideniano di Blaze Bayley e tantissimo altro.
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Dal ritorno degli Horror Vacui all’esordio di Mylla Issues, passando per gli splendidi The Spiritual Bat, dalle chitarre all’elettronica, tutta la musica per festeggiare il vostro Samhain.
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Saturday Night Wrist dei Deftones, Volk del Laibach, l’inizio della fine dei Virgin Steele, Borknagar, My Dying Bride, Isis, The Haunted, Hammerfall, Anaal Nathrakh e altri ventennali.
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Un disco che univa la tradizione con quanto di nuovo il metal stava proponendo all’epoca e che segnò l’ingresso nella musica dura di parte di una generazione.
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Josh Graham dei Neurosis e Julie Christmas si incontrano al South By Southwest, si detestano e iniziano una storia. Da questo malato rapporto a distanza nacque un meraviglioso album di disagio e splendore freddo.
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L’artista romana conta diversi vecchi estimatori in redazione. Questa volta a parlarne è un non adepto, che nondimeno è rimasto subito avvinto dai rituali della sacerdotessa capitolina.
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Un pezzo di vita, un gruppo visto innumerevoli volte che segnò una stagione favolosa per noi metallari dell’occulto romani. Semper fidelis allo scudo teschiato.
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Tutta la Santissima Trinità delle cantautrici oscure si è manifestata in questo 2026. Abbiamo messo in fila le loro ultime pubblicazioni, dalla meno alla più convincente.
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Dall’infanzia operaia nella Ruhr alla nascita dei Kreator, il racconto di come una scintilla di passione accesa dai Kiss cambiò il corso di una vita e fece la storia del thrash metal.
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I “sussurratori” olandesi si riavvicinano al black dopo una fase più sperimentale. Registrato in presa diretta e riamplificato in una torre idrica, il risultato è a tratti ostico ma coraggioso e coerente.
Dal ritorno degli Horror Vacui all’esordio di Mylla Issues, passando per gli splendidi The Spiritual Bat, dalle chitarre all’elettronica, tutta la musica per festeggiare il vostro Samhain.
Tutta la Santissima Trinità delle cantautrici oscure si è manifestata in questo 2026. Abbiamo messo in fila le loro ultime pubblicazioni, dalla meno alla più convincente.
Se gli album degli svedesi sono diventati una colonna sonora per parchi a tema vichinghi, cambierebbe qualcosa se li componesse un algoritmo? È la domanda che sorge ascoltando The Allfather Awakens.
Il terzo disco dei californiani continua ad attraversare una magnifica terra di mezzo tra doom americano classico e NWOBHM occulta. Ortodossia, attitudine, i suoni giusti. Mancano i ganci veri.
Gli elvetici recuperano gli inediti presenti nella raccolta omonima del 1995, che segnò il loro addio alle scene. A oltre trent’anni di distanza, quei brani sembrano ancora provenire dal futuro.
Il brutal eccentrico del Sallow Moth, il “weirdo thrash” dei Nuclear Tomb, l’assalto senza sosta dei Ripper, l’album di transizione degli Eternal Evil e il ritorno a rutti e bestemmie dei Nunslaughter.
Rassegna di uscite doom con voce femminile tra alti e bassi (in ogni senso): gli australiani Devil Electric, gli inglesi Druidess, gli americani Riastrad, gli spagnoli Hela e i silvani Mothertomb.
Molto più dell’ennesimo revival anni ’80, i thrasher belgi non hanno mai sbagliato un disco e, a giudicare da quanto spaccano i nuovi singoli, confidiamo sarà il caso anche dell’imminente Weaponize Chaos.
Incontriamo l’autore di uno dei dischi più interessanti usciti quest’anno dall’Italia, un lungo viaggio tra elettronica in bassa fedeltà, condizioni totalitarie, attitudine punk, fantascienza e archeologia.
Dall’infanzia operaia nella Ruhr alla nascita dei Kreator, il racconto di come una scintilla di passione accesa dai Kiss cambiò il corso di una vita e fece la storia del thrash metal.
Trey Azagthoth non caccia un disco dal 2017, e probabilmente è meglio così. Il redivivo idillio tra Vincent e Sandoval si è intanto spezzato per ragioni misteriose ma intuibili.
Korn, Amon Amarth, Uriah Heep, Monolord, Wolves in the Throne Room, Evergrey, Archspire, le doppiette Carnifex/Despised Icon, Fleshcrawl/Avulsed e Beast in Black/Sonata Arctica, il tour maideniano di Blaze Bayley e tantissimo altro.
L’artista romana conta diversi vecchi estimatori in redazione. Questa volta a parlarne è un non adepto, che nondimeno è rimasto subito avvinto dai rituali della sacerdotessa capitolina.
I Drink The Sea rappresentano una delle migliori pagine del rock americano degli ultimi anni. E, dato il curriculum stellare di chi ci suona, dal vivo c’è stato anche spazio per un momento nostalgia.
Tutto esaurito al Defrag per un cartellone con Impaled Nazarene, Whiskey Ritual, Dead Chasm, Crawling Chaos, Idlegod e A Cat in the Brain.
La leggenda del thrash albionico si conferma in forma eccellente. Ad accompagnarli un gruppo crossover scemotto che piace ai giovani e un piccolo culto dimenticato della scena inglese. Ma che ci faceva Graham Bonnett tra il pubblico?
Persosi i blackster svedesi per cause di forza maggiore, il Venturini rimane soverchiato dall’imponenza del concerto dei polacchi e resta invece un po’ deluso dai norvegesi.
Un assalto sonoro frenetico e impetuoso, una ferocia e un nichilismo genuinamente black metal. Se i Taake avessero composto musica da villaggi turistici sarebbe uscito qualcosa di simile.
Il cantante dei Biohazard vuole convincerci che è grazie alla ginnastica che non è diventato un buzzicone come tanti di noi. Noi sappiamo che la verità è un’altra.
Dagli appelli per finanziare i progetti di Marcela Bovio alle salsicce di Steve Souza, passando per la scomparsa di Jennifer Finch. Una riflessione sul crowdfunding e non solo.
Ricorre oggi il compleanno di H.P. Lovecraft: lo celebriamo con una breve disamina dedicata a La musica di Erich Zann e ai musicisti che si sono ispirati a questo celebre racconto del Maestro di Providence.
Saturday Night Wrist dei Deftones, Volk del Laibach, l’inizio della fine dei Virgin Steele, Borknagar, My Dying Bride, Isis, The Haunted, Hammerfall, Anaal Nathrakh e altri ventennali.
Un disco che univa la tradizione con quanto di nuovo il metal stava proponendo all’epoca e che segnò l’ingresso nella musica dura di parte di una generazione.
L’approdo alla Napalm non fu un tradimento delle radici, tutt’altro. Un disco di metallo vichingo autentico e ispiratissimo, fra ballate faroesi, mitologia nordica e strutture progressive.
Josh Graham dei Neurosis e Julie Christmas si incontrano al South By Southwest, si detestano e iniziano una storia. Da questo malato rapporto a distanza nacque un meraviglioso album di disagio e splendore freddo.
Un pezzo di vita, un gruppo visto innumerevoli volte che segnò una stagione favolosa per noi metallari dell’occulto romani. Semper fidelis allo scudo teschiato.
Dalla violenza inaudita di Reign In Blood alla complessità di Master of Puppets, dall’assalto alle classifiche di Europe e Bon Jovi al ribollire del sottobosco estremo. La direzione era però la stessa: conquistare il mondo.
