Il cambio di stagione mette sempre in difficoltà gli adepti della fiamma nera, che troveranno refrigerio nelle nuove uscite di Apolaustic, Totenwache e Drudkh.
Il cambio di stagione mette sempre in difficoltà gli adepti della fiamma nera, che troveranno refrigerio nelle nuove uscite di Apolaustic, Totenwache e Drudkh.
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La formazione bustocca affina il suo death metal lento e denso con atmosfere più cupe e e visionarie. Si può parlare ormai di una scuola nazionale?
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Dieci anni per comporre un disco thrash metal non saranno un po’ troppi? Salvo la produzione stantia, il nuovo singolo non è manco male ma le aspettative non sono proprio alle stelle.
Read more »Tape trading, concerti, amicizie internazionali e una scena estrema che stava ancora prendendo forma. in un’intervista fitta di ricordi e dettagli preziosi su un’epoca pionieristica e irripetibile.
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Il Belardi torna a ravanare nei bassifondi di Bandcamp alla ricerca di nuovi gruppi thrash metal sconosciuti ai più. Oggi getta l’amo in Belgio e Francia.
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Costruita una band perfetta, Blackmore la portò negli studi Musicland di Moroder, dove in 10 giorni vide la luce il vaso di Pandora dal quale scaturirono molte delle cose che più amiamo.
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I canadesi, all’apice del successo, mollano la Season of Mist, si mettono in proprio e il loro death tecnico si fa più melodico e meno arzigogolato. Ma cosa c’entrano le avventure erotiche del proprietario della palestra dove va Venturini?
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Nonostante le tematiche, i Cradle of Filth non c’entrano nulla. Quello che vi aspetta è un massacro raw black metal ossessivo, nervoso e cacofonico.
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Due album che si ascolteranno solo per i nomi in copertina e verranno dimenticati subito dopo. Cronos non convince ma non fa danni, Barnes resta prigioniero della mediocrità.
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Il testamento di Tompa e, probabilmente, della band è un album che, inevitabilmente, parla di morte e di “aldilà” con consapevolezza dolorosa e la volontà di lasciare un’ultima traccia.
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Il cambio di stagione mette sempre in difficoltà gli adepti della fiamma nera, che troveranno refrigerio nelle nuove uscite di Apolaustic, Totenwache e Drudkh.
La formazione bustocca affina il suo death metal lento e denso con atmosfere più cupe e e visionarie. Si può parlare ormai di una scuola nazionale?
Il Belardi torna a ravanare nei bassifondi di Bandcamp alla ricerca di nuovi gruppi thrash metal sconosciuti ai più. Oggi getta l’amo in Belgio e Francia.
I canadesi, all’apice del successo, mollano la Season of Mist, si mettono in proprio e il loro death tecnico si fa più melodico e meno arzigogolato. Ma cosa c’entrano le avventure erotiche del proprietario della palestra dove va Venturini?
Nonostante le tematiche, i Cradle of Filth non c’entrano nulla. Quello che vi aspetta è un massacro raw black metal ossessivo, nervoso e cacofonico.
Derivativo o meno, l’esordio sulla lunga distanza dei catanesi devoti al Fato Misericordioso diverte e fa muovere la testolina a colpi di rock macabro e deviato.
Due album che si ascolteranno solo per i nomi in copertina e verranno dimenticati subito dopo. Cronos non convince ma non fa danni, Barnes resta prigioniero della mediocrità.
Il testamento di Tompa e, probabilmente, della band è un album che, inevitabilmente, parla di morte e di “aldilà” con consapevolezza dolorosa e la volontà di lasciare un’ultima traccia.
Dieci anni per comporre un disco thrash metal non saranno un po’ troppi? Salvo la produzione stantia, il nuovo singolo non è manco male ma le aspettative non sono proprio alle stelle.
Tape trading, concerti, amicizie internazionali e una scena estrema che stava ancora prendendo forma. in un’intervista fitta di ricordi e dettagli preziosi su un’epoca pionieristica e irripetibile.
Il nuovo pezzo dei Cronos & Friends è una cacatina evanescente, blasfema nel riallacciarsi alle glorie passate. E i norvegesi, ormai, non si sa più se ci siano o ci facciano.
Ci eravamo approcciati a questo brano con aspettative così basse che alla fine ci è quasi piaciuto. Il problema è un altro: a che cacchio servono i Dimmu Borgir nel 2026?
Il caso Tortora, una delle più note “colonne infami” della nostra storia, raccontato in una serie di grande forza, intensità e audacia. Un negativo che, sviluppato, rivela una foto fin troppo attuale.
Perché il binomio tra canzone italiane e metallo violento non dovrebbe diventare una tendenza tra le case d’alta moda? Ecco un paio di suggerimenti.
Un ricordo del defunto primo chitarrista Hillel Slovak viene contrabbandato da Netflix come un racconto dei primi anni del gruppo. I fan accaniti troveranno poco che già non sappiano.
Usciti anche stavolta incolumi dal sabato sera? Il romantico Traversa vi ricorda che anche un tamponamento, in fondo, è un atto d’amore tra due macchine che va rispettato.
Chiusura di stagione per quelli di Firenze Metal, in una delle sue attivissime branche secondarie, con un festival a tinte glam rock che ha infiammato la desolata periferia fiorentina in un weekend d’esodo vacanziero.
Opera IX, 16, Psychonaut 4, Agent Steel, Galvanizer e Ponte del Diavolo e …Gutalax tra gli appuntamenti da segnare in agenda.
Un mese intensissimo in cui spicca la reunion dei The Gathering e una miriade di festival e festivalini, tra cui il Church of Crow Doom, l’Heavy Psych Sounds, il Desert Fox, l’Isola Rock e il The Tower Music Meeting.
L’arabista di redazione è ovviamente un grande fan del gruppo tunisino e non poteva perdersi la loro data milanese. Nell’attesa, si è anche goduto il folk metal in calzamaglia del gruppo di supporto.
Gli ucraini, da sempre in fissa con la Grande Guerra, si esibiscono proprio lungo la linea del fronte del Piave. Dopodiché passano un guaio con la Guardia di Finanza.
Siamo andati a vedere il misterioso duo viking francese al Santeria a Milano e ci siamo riappacificati con questo progetto e con la leggerezza del carro di buoi.
Costruita una band perfetta, Blackmore la portò negli studi Musicland di Moroder, dove in 10 giorni vide la luce il vaso di Pandora dal quale scaturirono molte delle cose che più amiamo.
Blackmore e Dio condividono la loro ossessione per il fiabesco e il fantastico e, dopo un acerbo esordio, pubblicano un disco che non era più solo hard rock. Era qualcosa di mai sentito prima.
Now, Diabolical dei Satyricon, il “ritorno al passato” dei Moonspell, l’omonimo dei Sodom, Jesu, Eagles of Death Metal e altri ventennali.
Un album magnifico, doloroso e cupo, il cui problema principale è l’inevitabile confronto con quel classico colossale che è il suo predecessore.
Misterioso gruppo di emuli dei Dark Tranquillity che, dopo questo promettente debutto, sparì nel nulla a causa della tragica scomparsa dello sconosciuto e talentuoso chitarrista.
Il primo disco dei genovesi senza Claudio si rivelò, a sorpresa, il migliore dalla reunion dopo Mater of All Evil, in perfetto equilibrio tra impatto e sperimentazione. Ed è invecchiato benissimo.
