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Skunk Jukebox: quel gommificio nella nebbia

13 gennaio 2020

Ragazzi, è inverno. Fa freddo, c’è vento, ogni tanto piove e qui nel regno delle tenebre padane la nebbia inghiotte i pioppi. L’odio per la gente sale ancora di più e di uscire la sera non se ne parla neanche dietro lauto compenso; e con tempismo micidiale esce il nuovo video dei MY DYING BRIDE, che è meraviglioso. Niente mezzi termini: ascoltatelo e non potrete che essere d’accordo. Quasi otto minuti che scorrono via veloci come il sangue da una vena tagliata in una vasca da bagno calda e tutto esattamente dove deve essere, con un violino da lacrime, la voce di Stainthorpe che ti strappa via il cuore e le chitarre di Craghan che ti trasportano nel cuore della desolazione. Il disco si chiamerà The Ghost of Orion e uscirà i primi di marzo, quando sarà già troppo caldo per goderselo appieno; ma intanto abbiamo questa The Broken Shore ad accompagnarci nel buio.

I VISION DIVINE sono più o meno da sempre un gruppo perfetto. Questo sia inteso nel bene e nel male, perché il rischio è sempre quello di apparire eccessivamente freddi e distanti. The 26th Machine non fa eccezione: è tutto fatto bene, anche troppo, dalla parte strumentale alla parte vocale agli arrangiamenti; nessun difetto, niente che possa fornire appiglio per una critica formale, nessuna sbavatura. Sono la sublimazione di tutto il meglio del power metal italiano, lo stadio finale della sua evoluzione, e se nel 1997 mi avessero detto che l’Italia sarebbe riuscita a partorire qualcosa del genere sinceramente non ci avrei mai creduto. Purtroppo, però, non mi ritrovo ad ascoltarli troppo spesso; ma ogni volta che capita mi ritrovo sempre piacevolmente sorpreso.

Come avrete sentito, stanno tornando i DEMONS & WIZARDS, a quindici anni esatti dal secondo Touched by the Crimson King. Vi abbiamo parlato della commovente esibizione al Wacken e ora è tempo di guardare il primo singolo, Diabolic, tratto dall’album in uscita il 21 febbraio e intitolato con enorme sforzo di fantasia III. Il pezzo è lungo e complesso, tanto che all’inizio non riusciva a prendermi più di tanto; con il crescere degli ascolti invece sono riuscito a entrare di più nello spirito della cosa e ora sono abbastanza fomentato per l’uscita dell’album. Jon Schaffer con l’età è se possibile diventato ancora più cazzuto, e d’altro canto è bello sentire la voce di Hansi Kursch su qualcosa che non faccia schifo ai cani morti.

Dalla Svezia arrivano gli AERODYNE, gruppo di bellocci street metal con video incentrati su mignotte e superalcolici, come da tradizione. Il pezzo è in qualche modo ispirato alla Russia, come si evince dal titolo, dalla vodka, dai finti mafiosi russi con i tatuaggi fatti a pennarello e dalle foto di Eltsin e Putin che campeggiano sulla parete. Non è molto credibile perché credo sia difficile trovare un russo disposto ad appendere una foto di Eltsin sulla parete di casa. Comunque March Davai ha dei bei suoni e anche un discreto tiro, ma alla lunga è un po’ moscetta. Ascoltateli se vi piacciono gli uomini con l’eyeliner.

A proposito di bellocci: avevamo già parlato dei Twilight Force, gruppo power metal i cui componenti vanno vestiti da elfi e coboldi. Il precedente cantante non aveva alcun pregio tranne quello di essere bello: sfiatato, mezzo stonato, impersonale e anonimo, però vuoi mettere le ragazzine che affollavano i concerti? Ora Christian Eriksson (quasi omonimo del più noto centrocampista del Tottenham) se n’è andato, sostituito dal nostro Alessandro Conti, già in Luca Turilli’s Rhapsody e Trick or Treat, che avrà pure la panza ma di voce spacca decisamente; invece il nuovo gruppo dell’Erikssen si chiama NORTHTALE, e oltre al nostro amico sfiatato ci sono anche Bill Hudson (Trans-Siberian Orchestra, I Am Morbid, UDO) alla chitarra e Patrick Johansson (Malmsteen, WASP) alla batteria. Il pezzo è scontatissimo, ma caruccio.

Prendiamoci un momento di pausa per farci quattro risate con Do or Die dei MACHINE HEAD, il gruppo capitanato dal cantante più irritante e fastidioso in circolazione, colui che per non farsi mancare niente fece anche la spia ai danni di Phil Anselmo, senza il quale peraltro Robb Flynn a quest’ora probabilmente suonerebbe cover degli Anthrax in cambio di un panino al prosciutto e un sorso di birra rancida in qualche orribile bettola di Oakland. Il pezzo fa schifo, lui RAPPA facendo gesti stupidi con le mani e non sta zitto un attimo, perché oltre a tutto il resto è anche narcisista e se la crede manco fosse Phil Anselmo, appunto. Buon ascolto, ma anche no.

Non avevo mai sentito i CYHRA, che sono il gruppo fondato da Jesper Stromblad qualche tempo fa. Il mio primo impatto dunque è proprio questa Battle from Within, specie di petulante ballatona strappalacrime sulla depressione, il suicidio e l’Inter dell’epoca Mazzarri. Il video è fatto di spezzoni inviati dai fan che reggono cartelli con i testi, in stile lyric video amatoriale. Ad ogni modo il cantante stava negli Amaranthe e già questo basterebbe per inquadrare il tutto. Mi dispiace per Jesper Stromblad perché da ragazzino era un mio idolo assoluto.

In mezzo a tanta merda c’è anche spazio per una cosa bella: Shut Up and Drive dei fattoni americani ECSTATIC VISION è un meraviglioso gioiellino, e il disco da cui è tratta, For the Masses, non è finito nella playlist del 2019 solo perché non l’ho sentito in tempo. Il pezzo è spettacolare, il video è divertente ed è anche prodotto dalla nostrana Heavy Psych Sound: non manca niente. Mettetevi comodi, fate in modo di avere uno stato d’animo allegro e premete play.

Dopo questa sublime parentesi strafattona possiamo rituffarci a capofitto nell’impianto fognario di Nuova Delhi con gli ELEINE, gruppo svedese tutto incentrato sui grossi argomenti della cantante, Madeleine Liljestam, ex modella che nel video di Enemies ancheggia legnosamente su un tappeto di chitarroni stoppati, tastieroni drammatici e liquame vario. Enemies è stato votato come video dell’anno in tutte le bocciofile, le latterie e i gommifici d’Europa: ci verrebbe da chiedere anche a voi cosa ne pensate ma vi vogliamo bene, quindi, se proprio dovete, guardatelo a volume spento.

E non potevano mancare i SOILWORK, che qui su Metal Skunk vengono citati solo da Belardi quando gli piglia la scimmia di informarsi su ciò che ascolta il metallaro medio. La notizia (…) in teoria è che è uscita una versione di questa Feverish cantata in coppia con la galattica Alissa White-Gluz, anche se il video vede il solo Speed Strid alla voce. Poco male, mannaggia: il pezzo fa schifetto come prevedibile, ma il video è quantomeno decente dato che scimmiotta i film horror degli anni Settanta in una specie di operazione-Grindhouse con dieci anni di ritardo.

Si rifanno vivi anche i VICTORIUS, gruppo tedesco di power metal veloce e piuttosto scemo con testi su ninja e dinosauri e che sembra uscito da una compilation di brutte sigle dei cartoni animati anni Ottanta. Praticamente un clone dei Gloryhammer, ma molto peggio – e a me i Gloryhammer non sono mai piaciuti. Super Sonic Samurai è una canzoncina moscia e noiosa, e il video non fa neanche ridere. Del resto il power metal nel 2019 ha già fatto il miracolo con i Metal De Facto, direi che può bastare.

Gli SPOIL ENGINE sono un gruppo belga-olandese e fanno un groove metal moderno con una donna che canta in growl. Praticamente tutto ciò che a Metal Skunk adoriamo alla follia. Questa The Hallow ha l’unica particolarità di avere l’inspiegabile collaborazione di Jeff Walker. Lo so, è una merda, ma del resto la vita è sacrificio e sofferenza. Sono comunque sempre più sorpreso di come la gente possa ascoltare certa roba, perché immagino che qualcuno la ascolti davvero.

Un’altra roba terrificante è Over the Moon dei KINGCROWN, gruppo di attempati francesi tra cui spicca Joe Amore, storico membro dei Nightmare che qui sfoggia una condizione non esattamente invidiabile. Sembra una versione anziana di Bon Jovi dopo aver salito dodici piani di scale a piedi ed aver giocato ad acchiapparello con un rinoceronte. Non infieriamo perché sta roba credo che non possa piacere neanche ai cani di Marco Belardi.

L’anno scorso il nostro arabista di redazione, Edoardo Giardina, dopo essere stato sei mesi per studio in Marocco è tornato in Madrepatria e, per beccarlo dopo così tanto tempo, sono andato insieme a lui ad un concerto in un posto a Rozzano. Amici e fratelli del vero metal, è stato uno dei concerti più assurdi che abbia mai visto. Non voglio approfondire il nonsense della serata visto che erano tutti gruppi italiani, ma la cosa importante è che come headliner c’erano anche ‘sti JINJER, gruppo ucraino che non avevo mai sentito nominare ma per il quale c’era grandissimo fomento da parte dell’udienza. Non dispiacevano neanche al Giardina, se ben ricordo; o quantomeno di sicuro gli piaceva la cantante. Però è proprio l’opposto della roba che piace a me, mannaggia. E non mi piace manco la cantante.

Il nuovo dei CHILDREN OF BODOM fa schifo: ve lo dico perché l’ho ascoltato tutto per colpa del solito Belardi, che lo ha recensito e ha continuato a ripetere anche successivamente che era un bel disco. Invece è proprio una merda e se voi aveste la sventura di premere play su questo tremendo video animato di Hexed ne avreste contezza anche voi.

Vi abbiamo già dato la notizia incredibile che i 69 EYES esistono ancora e fanno dischi. Se non avevate letto la recensione dell’ultimo album e questa notizia vi ha colto di sorpresa prendetevi qualche minuto per rifiatare. Quando e se vi riprendete, potete dare un ascolto a questa The Last House on the Left, che a parte il gran titolo dimostra come il gruppo di Jyrki sia diventato un carrozzone da circo: qui partecipano nientemeno che Dani Filth, Wednesday 13 e la figlia di Alice Cooper.

Chiudiamo in bellezza con il ritorno dei capitolini DOOMRAISER, gruppo che chiunque abbia frequentato i posti giusti a Roma negli ultimi quindici anni si è trovato davanti molteplici volte. Chimera è l’anticipazione del loro quinto disco The Dark Side of Old Europa, che arriva dopo cinque lunghi anni di silenzio. Riffoni sabbathiani, atmosfere sanvitusiane, whisky del discount e una generale sensazione di essere nel giusto. Ora aspettiamo il disco intero, che uscirà il 24 gennaio. Daje. (barg)

7 commenti leave one →
  1. Fabrizio Casuccio permalink
    13 gennaio 2020 11:06

    Sì ma due parole su Neil Peart? Avete fatto una laudatio funebris ‘n’artro pò pure a Sbirulino, in passato.

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  2. Mirko permalink
    13 gennaio 2020 12:06

    il pezzo degli ELEINE fa schifo pure a volume spento….mai visto tanto pattume in un solo post, non prendetela come una offesa, tutt’altro….vado a mettere su Viva Emptiness, tanto in casa non ho lamette e la mia cucina non è a gas

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  3. Bacc0 permalink
    13 gennaio 2020 13:51

    Che tristezza il metal contemporaneo, vera pattumiera

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    • Magus79 permalink
      13 gennaio 2020 14:25

      Mah, di dischi validi ne escono ancora, solo che quelli di metal skunk se li perdono quasi tutti

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      • Bacc0 permalink
        13 gennaio 2020 15:13

        Si certamente, diciamo che la scena più mainstream è davvero una cloaca di questi tempi

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  4. Fredrik DZ0 permalink
    13 gennaio 2020 21:18

    Spenderei due righe anche per l’ottimo ritorno dei lunarsea. Li avevo persi di vista troppi anni fa e adesso ho scoperto il nuovo earthling / terrestre che spacca cvli che è una bellezza.

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