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Un’altra amara sconfitta per il carro di buoi: AMARANTHE – Helix

5 novembre 2018

Mentre ascoltavo l’ultimo capolavoro degli Amaranthe mi è venuta in mente la lettera che un marinaio ligure del ‘500 scrisse a suo fratello dopo essere stato catturato e reso schiavo dai pirati ottomani ed essere stato rinchiuso nelle galere (bagni) di Algeri:

Carissimo fratello, la presente facio per avvisare come sono pervenuto al re de Argero e sono nel bagno di questo re. Non porria stare più peggio al mondo di come io sto. E chi è stato a Argero lo sa come stanno gli schiavi del re. Io te prego per la passione di Cristo me cerchi di cavarmi da qui. Vendi e impegna quanto io tengo e mia moglie impegni la sua dotta per cercare di cavarmi da questa cattiveria. Dio ti dia la grazia che non abbi mai a provare simile cativerio.

Provate ad immaginare lo stato d’animo di quest’uomo. Catturato dai turchi, preso come schiavo, picchiato e sodomizzato probabilmente su base quotidiana, considerate le abitudini dei turchi, e mentre la notte è accucciato in posizione fetale sul lurido angolo di pavimento di una cella, col culo che brucia e le lacrime che scorrono calde sulle guance, pensa alla sua Liguria, ai monti verdi e la brezza di salsedine che spira la mattina dal mare blu di fronte alla sua finestra, al pesto col basilico e alla moglie che gli dice buongiorno al mattino. La sua unica possibilità di fuggire da una vita di schiavitù e sodomia è quella di vendere tutto ciò che ha per pagare il riscatto. E scrive questa lettera al fratello, sapendo che è la sua unica possibilità, e per fargli capire come sta sceglie accuratamente le parole. È seduto per terra su una sola natica, circondato dagli escrementi degli altri schiavi che dormono là intorno, lo squittìo dei topi e il fruscio delle blatte come unico suono, insieme ai lamenti dei suoi compagni e al battito ritmico di una sentinella berbera che sta violentando uno schiavo quattordicenne, che piange e invoca nell’ordine pietà, Dio e la morte. E in quest’incubo lui prende la penna e scrive non porria stare più peggio al mondo di come io sto. Il grado zero della disperazione. Non avere neanche le parole per descrivere la propria miseria, e il ricorso all’immaginazione del destinatario: immagina la situazione peggiore del mondo; io sto così

Se avesse il fratello davanti lo scongiurerebbe in ginocchio, congiungendo le mani e abbassando la fronte. Riesce a rendere lo stesso stato di prostrazione solo scrivendo io te prego per la passione di Cristo me cerchi di cavarmi da qui. Immaginate quest’uomo che scrive queste parole mentre nelle umide pareti della cella echeggiano le agghiaccianti urla di dolore del ragazzino, e nel frattempo lui si ricorda delle proprie, di urla, e gli si gela il sangue a pensare che presto gli toccherà urlare di nuovo. Fuori, il caldo asfissiante del Maghreb che fa decomporre più velocemente i cadaveri di schiavi morti nella cella, annegati nel vomito e negli escrementi; dentro, il freddo cupo del terrore e della rassegnazione. Un solo commiato possibile dal fratello: Dio ti dia la grazia che non abbi mai a provare simile cativerio.

Non voglio sminuire l’esperienza devastante del povero marinaio ligure, ma mi sono sentito così durante l’ascolto di Helix, la nuova impresa degli Amaranthe. Sono andato a rileggere quello che avevo scritto al tempo del loro debutto per descriverli, ben sette anni fa, e la frase è questa: sono la cosa più tremenda mai partorita nella storia della musica e sinceramente non credo di esagerare. Non c’erano effettivamente altre parole da dire. Non porria stare più peggio al mondo di come io sto. Non ho mai sentito niente di peggio degli Amaranthe e io di cose ne ho sentite parecchie. E avrete ormai capito, miei 24 affezionati lettori, che io ascolto pure parecchia roba imbarazzante. Ma per gli Amaranthe non c’è alcuna giustificazione. Non credo peraltro che possano piacere ad alcun lettore di Metal Skunk. Voglio dire, se vi piacessero gli Amaranthe stareste leggendo qualcun altro, mica Metal Skunk.

“Merda! Ti piace il soprannome che ti ho trovato? Merda! Erano mesi che lo cercavo. Era facile: merda!”

È peraltro una delle cose più disoneste mai accadute al mondo del metal. Quando si diceva “Eh ma sai che bello se il metal fosse in cima a tutte le classifiche?” io pensavo che il lato negativo sarebbe stato che le case discografiche avrebbero cercato di monetizzare la cosa creando il metal commerciale, che è una cosa sinceramente controsenso e che è ben diversa dal classico gruppo che si ammorbidisce o ripulisce la produzione. E invece il metal commerciale è arrivato, e pure nel momento in cui il metal non tira più un cazzo. Però qualche ragazzina col piercing al labbro esiste ancora, no? quindi spremiamo quelle. E riecco i tre cantanti: sempre la strappona alla voce femminile, il bello e impossibile con la voce pulita e il malvagio cicciobombo col growl. Tutto pianificato a tavolino nei minimi dettagli, tanto da strizzare l’occhio praticamente a qualsiasi cosa, o meglio a quanto di peggio sia mai accaduto alla musica: il finto rap da bimbominkia delle canzoni estive che ti ritrovi mentre compri il gelato al chioschetto; la dance tamarra delle giostre; la musica cretina delle afroamericane mezze nude che agitano il culo in televisione; la musichetta scema da Sanremo tipo Emma Marrone; il DJENT, perché ragazzi il djent esiste davvero e non è un’invenzione dei siti americani: esiste e non ci puoi fare un cazzo, e ovviamente c’è pure lui qua; e tutto quanto ovviamente in versione infinitamente peggiore, e ovviamente aggiungendoci pure il metallino di plastica figlio di quella pestilenza di gruppo chiamato Epica (che, peraltro, in confronto agli Amaranthe sembrano i Black Sabbath del 1972) con in più quell’altra fastidiosissima caratteristica del metal (?) moderno chiamata breakdown e, dulcis in fundo, la cantante discinta che ammicca alla telecamera. Non manca niente, direi. Avevo parlato male degli Eluveitie ma pure gli Eluveitie in confronto a questi sono proprio di un’altra galassia. Ho ascoltato cinque volte questo disco. Cinque. È un’esperienza per la passione di Cristo non voglio mai più ripetere, e che non auguro a nessuno. Per questo, caro lettore, te ne ho parlato così in dettaglio: così magari non ti verrà voglia di sentire questa roba degradante. E, per non farti correre alcun rischio, ho sostituito l’usuale videoclip del gruppo a fine recensione con uno dei Birdflesh. Perché noi di Metal Skunk ci teniamo a te, nostro affezionatissimo lettore. Dio ti dia la grazia che non abbi mai a provare simile cativerio. (barg)

15 commenti leave one →
  1. Cattivone permalink
    5 novembre 2018 11:16

    Mercoledì a Trezzo gli Amaranthe apriranno ai Powerwolf, e io sarò lì.
    Bene, ora so cosa aspettarmi.

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  2. AndreaFuturoExChitarrista permalink
    5 novembre 2018 12:03

    Cristo ! Ora solo per sapere di cosa parli , penso che li ascolterò !
    Anche se basta la copertina a far venire i brividi !

    “Sarah, ti sei mai domandata quale spiegazione dare a quello che sta succedendo? Ti voglio dare la risposta che mi sono dato io: noi siamo stati puniti dal Creatore. Ci ha lanciato una specie di maledizione affinché potessimo vedere com’è fatto l’Inferno! Forse era stanco di vederci scannare l’uno con l’altro e ha voluto punirci così. Forse voleva dimostrarci che lui è sempre il padrone. Forse egli ha visto… ha visto che la superbia si stava impadronendo di noi e che ci illudevamo di poter fare a meno di lui.”

    (Cit.il giorno degli Zombie – G.A.Romero)

    Piace a 1 persona

    • 5 novembre 2018 12:09

      citazione meravigliosa di un film che colpevolmente non riguardo da troppo tempo, la riutilizzerò quando mi ricapiterà di recensire un simile cativerio.

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      • AndreaFuturoExChitarrista permalink
        5 novembre 2018 13:52

        Anch’io non lo guardo da troppo tempo … solo che se lo guardo mi ricordo quanto sono vecchio e che il vecchio George è scomparso … e che film decenti ( e che dicano qualcosa) sugli zombie forse non ci saranno più.

        Lo farò dopo aver svezzato il pargolo con zombie.

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  3. 5 novembre 2018 12:20

    li ho subiti quest’estate a Barcellona mentre aspettavo i Tankard sul secondo palco. Bo mi è sembrata una roba da smascellamento in una disco di rimini. però agli spagnoli sembrava piacere. sono comunque convinto che ci sia ancora di peggio sinceramente.
    e lei è una bella fica.

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  4. Snaghi permalink
    5 novembre 2018 13:32

    Cosa ti spinge ad ascoltare tali cose 5 volte per intero? Io, che amo le porcherie, prima di ascoltarli pensavo fossero una cosa divertente… invece no, fan proprio cagare

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  5. AndreaFuturoExChitarrista permalink
    5 novembre 2018 14:13

    Ho provato ad ascoltarli , ho visto anche un paio di video.
    …. è vero … è merda allo stato puro .. non musicalmente .. c’è anche di peggio .. ma concettualmente .. nel video la tipa sembra una lap dancer … e gli altri sembrano usciti come movenze da una boy band … poi VERAMENTE le canzoni fanno cagare .. ruffiane , pescando da mille generi , tutti “mainstream” , con suoni plasticosi …
    insomma … cazzo serve essere metallari se poi rischi che ti accostano anche a questi ?
    come dicevano quelli .. mai come ora death to false metal

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  6. Polpo permalink
    5 novembre 2018 16:00

    Se penso che la mente dietro cotanta escremenza è l’autore di un paio dei dischi di power metal più ganzi della scorsa decade mi vien male…alle gonadi e allo stomaco, contemporaneamente.

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  7. Daniele Cariboni permalink
    5 novembre 2018 16:22

    Ho voluto provare a farmi del male. Ho ascoltato la prima su spotify e la seconda su youtube, per vederli pure in faccia.
    Mi hanno annoiato a morte, ma non mi sembrano peggio di tanta altra robaccia che c’è in giro. Roba americana plastificata, parrebbe, se non per il fatto di non essere americani, ma svedesi (con buona gioia per gli occhi, tra l’altro)…

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  8. Andrea permalink
    5 novembre 2018 19:09

    Vi prego, ditemi che non sono veri….

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  9. 5 novembre 2018 19:20

    semplice pop music che nulla ha a che spartire col metal. ma proprio nulla. l’equivoco è proprio qui. e non è nemmeno il pop più penoso che esista, si trovano cose infinitamente peggiori. del resto in Italia si spaccia Vasco Rossi per rock….basta stare alla larga e, ripeto, escludere a priori che ci sia alcunché di metal in questa roba, così come non c’era nulla di metal, tanto per dire , nelle ruggenti schitarrate soliste di Dody Battaglia dei Pooh anni ’80. Certo, fa un po’ ridere quel finto growl, ma a incazzarsi dovrebbero essere i cultori del pop, non quelli del metal… Cmq, musica di m… , sia chiaro, praticamente inascoltabile anche per il più sprovveduto e imberbe metal kid

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  10. 5 novembre 2018 19:24

    ogni epoca ha le sue croci, comunque…https://www.youtube.com/watch?v=F9ARcLTcqoA

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  11. weareblind permalink
    5 novembre 2018 20:13

    Ehhhhh ma rispetto a Bububu?

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  12. Dave permalink
    5 novembre 2018 20:38

    Ma sti cazzi?

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  13. weareblind permalink
    8 novembre 2018 21:31

    https://metalitalia.com/album/amaranthe-helix/

    Aiaiaiai

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