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ELUVEITIE – Helvetios (Nuclear Blast)

26 gennaio 2012

Avete presente la mia recensione al precedente album degli Eluveitie? Copiaincollatela per questo. Stessi concetti: fotocopie degli ultimi Dark Tranquillity con gli strumenti folk, inattaccabilità formale, cura certosina di ogni aspetto dal look alla produzione alla confezione. Il folk metal è diventato parecchio di moda negli ultimi anni, e gli Eluveitie sanno benissimo cosa fare e come farlo: death melodico facile facile, stile strofa da pogo/break/ritornello arioso; strumenti folk che accompagnano le partiture più incazzate per poi salire alla ribalta in alcuni break; e, quando proprio vogliono giocare sporco, pure le voci femminili. Non c’è una nota fuori posto: tutto suona esattamente come dovrebbe suonare un disco del genere. A margine, da rimarcare pure gli occasionali intermezzi evocativi tra un pezzo e l’altro, l’uso di un idioma a me sconosciuto che ricondurrà alla loro appartenenza elvetica e più in generale tutta l’ambientazione pagana/boschiva da barbecue in montagna che fa sbrodolare il metallaro moderno e dalla quale, lo ammetto, non rimango indifferente neanche io.

Everything Remains As It Never Was era molto meglio però. L’arma in più di Helvetios è il singolo, A Rose For Epona, micidiale canzoncina bubblegum che ricorda l’altro inno powerpop Omnos (da Evocation I: The Arcane Dominion); è un colpo davvero bassissimo, perché non c’entra assolutamente nulla -ma nulla nulla nulla- col resto del disco, che come detto è melodeath abbastanza sparato e quasi interamente cantato in growl. E -di contro- il disco intero non è all’altezza del singolo, che sarà pure sputtanatissimo ma quantomeno ha il suo fascino.  Le altre canzoni passano via senza lasciare niente: priva di nerbo la parte solista, affidata agli elementi folk; in totale pilota automatico la parte ritmica, presa di peso da Damage Done dei Dark Tranquillity come già fatto nei dischi precedenti e prima ancora da valanghe di altri gruppi.

Credo comunque che gli Eluveitie potranno dormire sonni tranquilli; sia perché Gheddafi (che si era espresso alle Nazioni Unite a proposito della necessità di eliminare la Svizzera dalle carte geografiche) è morto; sia perché alla fine venderanno comunque un sacco di copie, dato che alla fine Helvetios brutto non è  e i metallari più giovinotti pare si accontentino di poco; e sia perché A Song For Epona farà sicuramente innamorare molte ragazze e molti leghisti della provincia veneta. Poi quando ascoltano il disco intero ridiamo però. Ad maiora. (barg)

PS. Inevitabile:

10 commenti leave one →
  1. Uno che passava di lì permalink
    26 gennaio 2012 12:15

    Cavolo, ho pensato subito anch’io ad OoT.
    Secondo me Slania non era poi malaccio, però sì, tutto quello che è venuto dopo è banalotto.

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  2. MorphineChild permalink
    26 gennaio 2012 16:23

    dopo il disco acustico li avevo completamente persi di vista, tanta era la noia che mi aveva causato! tuttavia, slania era un dischetto che si faceva ascoltare con piacere

    non sapevo che Gheddafi volesse lo smembramento della svizzera. poi chissà quanti soldi aveva nelle loro banche. OCCUPY SWITZERLAND! altro che wall street!

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  3. Fabio permalink
    26 gennaio 2012 21:55

    Non so il motivo… ma se non era per il suono (abbastanza insistente) del piffero… sto brano mi ricorda tanto dei brani degli evanescence… boh…

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  4. franco riva permalink
    30 gennaio 2012 17:53

    va a cagare terun

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  5. m4trock permalink
    3 febbraio 2012 01:51

    da ascoltare fino a Slania, poi hanno perso davvero il senso di esistere
    A Rose for Epona non si può proprio sentire in mezzo all’album xD

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  6. jester19 permalink
    10 febbraio 2012 23:43

    dai robi, si vede che non hai capito un c….o della vita

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  7. 22 febbraio 2012 02:45

    inquietanti rimembranze melodiche:

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