Un’orgia a Venezia e il nuovo ARCHSPIRE: Too Fast To Die

Il proprietario di una palestra in cui andavo tempo fa parlava con molta naturalezza della sua vita sessuale prima del matrimonio. Ne parlava senza vanterie o spacconerie, in maniera molto leggera, quasi naïf. Dai suoi racconti traspariva una disinvoltura che ogni tanto gli ho invidiato.

Una volta raccontò di essere stato coinvolto all’ultimo momento in una situazione singolare persino per lui: un’orgia tra sei uomini e una donna. Era stato contattato da un conoscente per partecipare. L’iniziativa, a quanto gli venne detto, era partita dalla donna, che a sua volta aveva contattato lo stesso conoscente incaricandolo di trovare gli altri. Il luogo scelto per l’incontro era un hotel a Venezia. Ognuno avrebbe dovuto prenotare una stanza singola per poi ritrovarsi tutti insieme al momento stabilito nella stanza della donna. Accettò.

Gli uomini si trovarono al parcheggio del casello autostradale di partenza, ma erano in cinque. A quel punto, uno di loro fece notare che mancava un uomo. L’incaricato rispose che non era riuscito a trovare il sesto e, siccome il giorno si avvicinava, aveva deciso che sarebbero andati in cinque. Qualcuno chiese anche se la donna fosse stata informata ma gli venne risposto di no. Uno in meno cosa volete che cambi? , aggiunse un altro. Dopo un attimo di esitazione, salirono sulla Mercedes grigia dell’incaricato e partirono.

Presero l’autostrada, uscirono al casello e raggiunsero l’hotel. Arrivati nel parcheggio, scesero dall’auto e presero gli zaini con l’essenziale per la notte (ora che ci penso: chissà cosa intendeva con “l’essenziale per la notte”). A quel punto, col bagagliaio ancora aperto, il telefono dell’incaricato vibrò. Un messaggio. L’incaricato imprecò a denti stretti e iniziò a digitare nervosamente. Gli altri chiesero cosa stesse succedendo. “Un attimo !”, rispose stizzito. Seguì qualche secondo di silenzio. Poi sbottò: “Torniamo a casa. È tutto annullato”. Spiegò che la donna stava guardando il parcheggio dalla finestra della sua camera, aveva chiesto se fossero loro quelli scesi dalla Mercedes e vedendo che mancava un uomo aveva deciso di annullare tutto immediatamente. Sbigottiti, ma neanche tanto visto che qualcuno il dubbio sul numero l’aveva sollevato, tornarono indietro. Il proprietario della palestra concluse dicendo che ovviamente non la prese male, anzi si aspettava che sarebbero stati rifiutati. ” D’altronde ognuno ha le sue fantasie sessuali e vanno rispettate”, disse. Non fa una piega.

Vedete quindi come quello che può sembrare un dettaglio superfluo può mandare in malora tutto. Gli Archspire questo lo sanno, e la loro raccolta di soldi su Kickstarter per finanziare il nuovo disco l’hanno pensata molto bene. Come saprete già, la band ha infatti deciso di abbandonare amichevolmente la Season of Mist e farsi letteralmente gli affari propri. Iniziativa lodevole e coraggiosa, bisogna riconoscerlo. D’altra parte, come dicevo, non hanno fatto le cose a caso: la decisione è stata presa in un momento favorevole della loro carriera e, se guardate la pagina Kickstarter dell’iniziativa, si vede che niente è stato lasciato al caso.

Dal punto di vista musicale Too Fast To Die segna una svolta interessante nella discografia della band. La melodia viene fuori molto di più e, sebbene lo stile sia ancora più o meno quello che ci si aspetta da loro, il risultato è più accessibile anche a chi, come me, non riusciva ad apprezzare totalmente la loro musica. I virtuosismi non sono più lì solo per sbrodolarsi addosso note su note di chitarra e colpi su colpi di doppio pedale. In questo caso tutto porta sempre a melodie che aprono e alleggeriscono l’ascolto, e che a loro volta rendono piacevoli, per contrasto, le parti sbrodolone. Oltretutto le stesse melodie sono talmente orecchiabili da entrare in testa già dopo il primo ascolto. La cosa che mi sorprende è che non ho trovato punti deboli. Questo non vuol dire che Too Fast To Die sia un capolavoro, però è genuinamente divertente, immediato e tamarro. (Luca Venturini)

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