I DEMON SPELL offrono la vostra anima agli Dei del rock’n’roll
Facevano sul serio i catanesi Demon Spell. Non che ne dubitassimo, sulla scorta dell’ottimo Ep d’esordio. Blessed Be the Dark invece è la prima uscita sulla lunga distanza, otto brani, trentaquattro minuti, non una caduta di tono. Già, è un disco tutto (o quasi) a spron battuto, veloce, nervoso, scuro. Delle pattuglie che portano avanti l’insegnamento del Fato Misericordioso e del suo Re Diamante, i Demon Spell non sono i più originali ma trattano la materia a modo loro. La grammatica è quella, ben codificata, loro ne privilegiano la parte più rock’n’roll rispetto a quella più teatrale. Non mancano i falsetti ma questo è disco di rock’n’roll cupo e macabro, ritmi veloci e chitarre serrate. Fa impressione, ricordandone le pennate lente stile Windhand dei primi album degli Haunted, il lavoro di Francesco Bauso, qui impegnato sempre o quasi con riff heavy metal veloci e concitati. Suona anche dei buoni assoli, veloci pure quelli, ma l’impressione che lascia il disco è che le sue sei corde siano costantemente in tiro, in tensione.

Praticamente un ritorno alla parte più rock’n’roll del metallo nero primordiale anni ’80. L’influenza dei danesi è dominante, ovvio, ma come attitudine si prende pure da un certo terzetto di Newcastle upon Tyne e dalle loro declamazioni satan-alcoliche. I Demon Spell non la buttano per davvero in caciara perché poi le strutture, i riff e i falsetti per non mandarli in vacca devi suonare preciso, ma l’attitudine è quella e questo più che un disco da evocazioni sataniche è un disco da scapoccio. Anche perché è breve, in trentaquattro minuti la faccenda si chiude più o meno col tenore con qui era iniziata. Non è un male, è cazzimma. Non emerge un brano più di un altro. Le tre anticipazioni (o singoli) sono tutte e tre inattaccabili, Dive the Hellfire, Curse of the Undead e soprattutto As Lucifer Smiles. Se trovate i Demon Spell troppo derivativi non è che abbia chissà che argomento per convincervi del contrario, ci mancherebbe. Però un bel dischetto di rock’n’roll deviato e divertente non mi dite che non ci vuole. Bella conferma, i Demon Spell. Anche se non dovessero scostarsi più troppo da certi binari, di band così appassionate nel dannare le anime dei malcapitati c’è sempre un bisogno impellente. (Lorenzo Centini)
