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Ammirate i maschioni del gruppo (Luca Turilli come Adriano Celentano)

12 ottobre 2015

Mi ero perso l’uscita del nuovo album dei Luca Turilli’s Rhapsody, che è uscito a giugno, ma noi comunque ne parliamo ora perché so che tanto ci volete bene lo stesso. Prometheus (Symphonia Ignis Divinus) è esattamente il tipo di disco che ci si aspettava dal Turillone nazionale, e che di sicuro si sperava facesse, con tutte le caratteristiche tipiche che qui ora enunceremo:

  1. Copertina improbabile con un gusto estetico mutuato da quelle magliette Alchemy con lupi, corvi, capi indiani, angeli con spade fiammeggianti e un paio di lune piene che andavano di moda negli anni novanta e che solitamente erano abbinate a bandane e gilè di jeans con la toppa di Gli Spari Sopra di Vasco sulla schiena.
  2. Titoli tonitruanti in 37 lingue diverse, da pronunciare con accompagnamento di trombetta da bersagliere, ispirati ad altrettanti riferimenti/situazioni/mitologie opportunamente abbinati con la stessa sobrietà e pertinenza delle magliette Alchemy di cui sopra. Nello specifico l’intro si chiama Nova Genesis (Ad Splendorem Angeli Triumphantis) e l’opener Il Cigno Nero, per poi passare attraverso riferimenti a re Salomone, il pantheon vichingo, la mitologia indù, i Rosacroce, l’Arcangelo Gabriele e Tolkien. La ballata si chiama Notturno, tanto per mantenere il profilo basso.
  3. Produzione della madonna e arrangiamenti curati in modo così maniacale da far sospettare che il Turilli, per far uscire un disco ogni due-tre anni, non dorma la notte e salti i pasti solo per pensare agli arrangiamenti così da arrivare poi alla registrazione talmente strafatto di taurina da riuscire a sparare quegli assoli velocissimi che sono un altro trademark del nostro più grande idolo di tutti i tempi.
  4. Stile musicale di base ovviamente rhapsodiano ma semplificato e maggiormente incentrato sulle melodie, quelle immortali melodie turilliane che dai tempi di FOR THE KING FOR THE LAND FOR THE MOUNTAINS riescono a fare scattare i pugni in aria più di un gol della nostra squadra preferita o di un discorso di Lenin in Piazza Rossa nel 1922. Una quantità strabordante di cori e voci operatiche che fanno OH OH OH! OH OH OH!, doppio pedale a tremila, un ritmo da tarantella ogni tanto, maialini allo spiedo, l’odore di diavolina e frasche umide, due passaggi a pallone mentre si cuoce la salsiccia, i cambi di tempo durante gli assoli, le bestemmie forti quando arriva un momento di particolare esaltazione, eccetera.

È una tiritera che si ripete da quasi vent’anni ormai, e una delle cose positive dell’essere un metallaro della mia generazione è che noi abbiamo visto nascere i Rhapsody e li abbiamo fatti finire nel nostro retroterra. Peraltro tra Rhapsody e affini saranno usciti almeno una dozzina di dischi, quindi abbiamo talmente assimilato il senso delle melodie di Turilli che, almeno per me, è un po’ come poteva essere Battisti o Celentano per un ascoltatore di musica italiana degli anni Settanta. Le sue melodie sono fedelissime alla tradizione melodica italiana, e da un certo punto di vista Luca Turilli è quanto di più folk metal ci sia mai stato in Italia, se consideriamo per folk la musica genuinamente popolare degli ultimi cinquant’anni. E i Rhapsody stessi, di conseguenza, sono la non banale trasposizione in metal della tradizione della musica leggera italiana.

Purtroppo Prometheus non è bello come il precedente Ascending To Infinity, più che altro perché manca di pezzi più immediati da cantare sotto alla doccia (io ancora non riesco a togliermi dalla testa il DARK MANTIS! DARK FATE OF ATLANTIS! di quel disco). Si difende comunque benissimo ed è come al solito consigliatissimo per chi non è mai riuscito a fare a meno di amare Turillone nostro per tutti i motivi enunciati sopra. Al minuto 3.46 di Anahata sembra che dica “ammirate i maschioni del gruppo”. Direi di darci appuntamento tutti al prossimo concerto dei Rhapsody, da sempre il miglior antidepressivo del mondo.

27 commenti leave one →
  1. 12 ottobre 2015 11:06

    A me sembrerebbe più “ammirate i maschioni del tempo”. Cmq sì, una di quelle cose immortali alla “Filippo ti apro il culo” dei Behemoth

    Liked by 1 persona

  2. MauriD permalink
    12 ottobre 2015 12:33

    Ammetto di non essere ancora pronto sul piano razionale per quest’ album, e me ne rammarico, poichè sono grande fan dei fulmini che fanno esplodere la luna, pioggie di fuoco e carne alla brace. Tipo che non riesco ad arrivare in fondo. Però ho come il presentimento che se dovessi beccarli dal vivo, comincerei a cantare della rosa e della croce in maniera imbarazzante..

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  3. Vanni Fucci permalink
    12 ottobre 2015 13:31

    Tutto molto bello e molto condivisibile, ma sarei curioso di leggere una disamina dell’ultima porcata dei Virgin Steele (cioè, di Defeis) e del loro declino.

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    • bonzo1979 permalink
      12 ottobre 2015 14:14

      io invece no. vi prego, no. vi prego. non riesco neanche a pensarci. risparmiatelo, in nome di tutto ciò che avete di più sacro. fate finta che si siano sciolti dopo gli Atreus.

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  4. 12 ottobre 2015 14:11

    Aggiungerei anche:
    5. I titoli in latino sgrammaticato (“Symphonia Ignis Divinus”, in questo caso).
    Comunque Turilli è un eroe, fedele a se stesso fino alle estreme conseguenze. Si può amarlo o deriderlo, ma non si può non rispettare la sua coerenza.

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    • Vanni Fucci permalink
      12 ottobre 2015 17:13

      E mantenendo questa coerenza ha trovato anche il (relativo) successo commerciale, non è poco.

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  5. Vanni Fucci permalink
    12 ottobre 2015 14:32

    Per me c’è qualcosa di buono anche in Visions of Eden, ma come band (e non come progetto solista) erano già finiti.
    (per i mod: scusate, nel commento prima ho scritto il nickname incompleto)

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    • bonzo1979 permalink
      12 ottobre 2015 20:20

      concordo, impeccabile: almeno mezzo v.o.e. è buonissimo, ma come band erano finiti.

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  6. Cure_Eclipse permalink
    12 ottobre 2015 14:42

    A proposito di testi fraintesi e Rhapsody, ancora ricordo il “P**** D** Libertà” letto sulla shock mail di non so quanti anni fa e diventato una sorta di grido di battaglia per un periodo tra me e i miei amici.

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  7. legion79 permalink
    13 ottobre 2015 16:18

    Ragazzi dovete recensire il nuovo saurom,un doppio album fantastico,lo sto ascoltando ora e il mondo mi sembra più bello😆
    non potró mai ringraziarvi abbastanza per avermeli fatti scoprire

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