Vai al contenuto

BLIND GUARDIAN TWILIGHT ORCHESTRA – Legacy of the Dark Lands

5 dicembre 2019

Ascolto insistentemente questo disco da quando è uscito, almeno due volte al giorno. E soffro come un cane. Non letteralmente come un cane, ovvio, perché il mio cane ad esempio soffre solo quando lo spazzoliamo e il pettine incontra quei fastidiosi nodi talmente elaborati che sembra che di notte arrivi il folletto degli Yorkshire che si diverte a fare nodi marinari ghignando malignamente. Quando il pettine incontra un nodo, il piccolo agente speciale Dale Cooper fa cai! cai!, mentre quando io ascolto il disco orchestrale dei Blind Guardian, bestemmio. E bestemmio forte e sparando nel mucchio, come le anime perse che bestemmiavano Dio e lor parenti, l’umana spezie e ‘l loco e ‘l tempo e ‘l seme di lor semenza e di lor nascimenti.

E allora perché ho ascoltato così a lungo l’ottimo Legacy of the Dark Lands, visto che era una tale sofferenza e visto che i Blind Guardian non ne azzeccano una ormai da troppo tempo? Per dar loro quantomeno il beneficio del dubbio: ci lavoravano da vent’anni, cioè dall’epoca in cui erano ancora un gruppo migliore di praticamente chiunque altro, e quindi magari, tra le pieghe nascoste dei sessantasette cazzo di minuti dell’opera in questione, si sarebbe potuto trovare un piccolo scintillìo della grandezza passata. L’avrò trovato, questo scintillìo? Let’s find out.

Molti di voi avranno già intuito la risposta, che è COL CAZZO. Legacy of the Dark Lands è spazzatura per minorenni (anagrafici o meno) che per qualche motivo pensano di elevarsi culturalmente con un pastone immondo in cui la caricatura di Hansi Kursch urla sopra un tappeto di oschestrazioni tamarre zumpappà. Che poi fosse almeno una cosa un minimo ricercata, strutturata, che ne so: è una tamarrata, la brutta copia di una colonna sonora per un brutto film di serie B hollywoodiano a tema fantasy. È una roba senza senso, stupida, sbagliata e di cattivo gusto. È un insulto agli stessi Blind Guardian, alla loro storia e a tutto ciò che di meraviglioso sono riusciti a creare in passato. Non c’è nulla da salvare qua dentro, e il fatto che in alcuni sporadici momenti si percepisce che certe melodie avrebbero potuto avere miglior fortuna se inserite in un contesto tradizionale non è che un’aggravante, una pesantissima aggravante.

Legacy of the Dark Lands è la conseguenza dei malintesi sull’essenza dei Blind Guardian, malintesi stratificati nel corso di più di vent’anni e che li hanno rigidamente incasellati, banalizzandoli e in ultima istanza fraintendendoli, nell’angusta nicchia dedicata ai gruppi sinfonici. Caratteristica, quella sinfonica, che nei Blind Guardian è sì fondante ma non esclusiva, anche perché loro le cose migliori le hanno fatte quando ancora pestavano forte. E dunque ora, di fronte a questo grottesco abominio, molti si sdilinquiscono parlando di sublimazione di uno stile, grado zero dei Blind Guardian, il disco che avrebbero sempre voluto fare, e così via. Noi non risponderemo, non argomenteremo, non approfondiremo il nostro giudizio, che – permetteteci di dirlo – è l’unico giudizio possibile sull’argomento. Se avete un’opinione diversa vi prego di non commentare e non romperci i coglioni. Siamo stanchi di questionare, dibattere, scontrarci con opinioni che non sono vietate per legge solo perché nessun legislatore ha ancora avuto modo di subire i Blind Guardian orchestrali. Questo disco è una porcheria che non ha il suo spazio nel mondo, e non fa neanche ridere: siamo ai livelli di Lulu, o di uno qualsiasi dei dischi di canzoncine di Natale cantati da Tarja Turunen o che so io. Non merita neanche di essere descritto. Legacy of the Dark Lands è la pietra tombale non tanto sulla speranza che i Blind Guardian possano mai ritornare un gruppo decente, perché quella già era andata irrimediabilmente da parecchio; è la pietra tombale sulla loro credibilità. E ora speriamo solo di dimenticarci in fretta che questa cosa sia mai successa. (barg)

10 commenti leave one →
  1. Pesso permalink
    5 dicembre 2019 10:12

    Ho sentito una canzone e tanto mi è bastato per decidere di non avvicinarmici neanche per sbaglio.

    "Mi piace"

  2. Magus79 permalink
    5 dicembre 2019 10:25

    Trainspotting non fare i capricci che la befana ti porta il carbone 🤣

    "Mi piace"

  3. Mirko permalink
    5 dicembre 2019 10:47

    ecco, io direi che mentre il paragone con “Lulu” è fuorviante ma quello con Tarja è perfetto. Tarja è un caso esemplare che, assieme a questa chiavica dei BG, spiega alla grande cosa significa fraintendere il concetto di “orchestrale” e sbagliare ogni accostamento alla musica classica. Questa è al musica che potrebbe comporre qualcuno affetto da grave ritardo mentale che per anni ascoltasse solo i grandi Savatage o, che ne so, i primi due full degli Emperor (fantastici).

    “Lulu” invece è orribile ma, a suo modo, interessante e originale. Lo vedo più come un esperimento pensato, attuato e riuscito malissimo da degli artisti ormai bolliti. E poi “Lulu” fa rima con il celebre “BuBuBu” dei Solafald, cosa non da sottovalutare.

    "Mi piace"

  4. loStraniero permalink
    5 dicembre 2019 10:51

    concordo e aggiungo: è talmente noioso da far pensare ad uno scherzo di quando i Blind Guardian sapevano ancora scherzare, prendersi in giro, però facevano grande musica! Come siamo arrivati a questo? Secondo me sta roba non è solo colpa loro, ma di quei fan che sbavano ad ogni porcheria griffata krefeld, che hanno gli ormoni a palla al solo sentire parlare di orchestra. E così si sentono dire che sono sempre meravigliosi, malgrado pure le copertine ormai siano delle porcate immonde. Come se non bastasse scrivono un concept su una storia a cui frega cazzi a nessuno, fai l’opera della viita (de che?) e poi scegli di vaneggiare su harmony….va beh dai, anche basta.

    "Mi piace"

  5. blackinmind permalink
    5 dicembre 2019 11:36

    Bella la foto di Faletti quando faceva il Testimone di Bagnacavallo, ma in nero.

    "Mi piace"

  6. weareblind permalink
    5 dicembre 2019 12:09

    Satana, i Solefald… Che pena sti BG.

    "Mi piace"

  7. Crisuommolo permalink
    5 dicembre 2019 14:00

    Su di me ha avuto due effetti: 1) Rendere sgradevole persino l’ascolto di “Imaginations”; 2) Indurmi all’ascolto reiterato e compulsivo di “The deluge” dei Manilla road.

    "Mi piace"

  8. Lorenzo (l'altro) permalink
    5 dicembre 2019 15:51

    E allora i Nevermore???

    "Mi piace"

  9. Alberto Massidda permalink
    5 dicembre 2019 23:58

    Però è quasi bello vederti soffrire così, Roberto: riesci a manifestare autenticità anche in questi frangenti xD

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: