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Avere vent’anni: CHILDREN OF BODOM – Hatebreeder

25 aprile 2019

Hatebreeder è davvero un album fichissimo, ed è tanto più vero se considerate che, in pratica, piace a chiunque: piace a quelli che ascoltano heavy metal o power metal (al netto della voce strillata, che effettivamente può fare da spartiacque per chi non è realmente abituato ad uno che urla nel microfono senza che si capisca un cazzo di quello che blatera), piace a quelli che ascoltano thrash, piace a quelli che ascoltano black metal e anche a molti che ascoltano death. Ecco, magari farà cacare a qualche fattone che s’ammazza di canne con nelle orecchie esclusivamente stonersludgesoutherndoomerda, ma sta gente è fortunatamente una minoranza e quindi non fa realmente testo.

Vent’anni fa i Children Of Bodom riuscirono, credo piuttosto inconsapevolmente, nella creazione della prima chimera musicale nata dalla fusione di vari sottogeneri del metallo creandone uno tutto loro. Certo, ibridazioni tra generi già esistevano da tempo, che ne so, rock e jazz, rock e classica, rap e metal, funk e metal, polka e liscio, ma mai qualcosa che, pur rimanendo saldamente nell’alveo di un certo genere musicale, è il risultato della mescolanza di vari stili. Che poi, se ci pensate, il rock ed ancor di più il metal sono facili alla contaminazione con altre sonorità ben più di tutti gli altri generi che vi possano venire in mente, il difficile era farlo tra roba che era già nella categoria metal.

Voglio dire, magari oggi vi parrà pure normale che possa andare in giro gente che sostanzialmente suona power metal con alla voce uno che canta tipo Demonaz, ma all’epoca non lo era affatto ed Hatebreeder è stato rivoluzionario per davvero. Anche la produzione ha avuto il suo peso nel consacrare il secondo album dei finlandesi alla storia: Hatebreeder a livello di suoni sembra molto più simile ad un disco degli Stratovarius post-Episode che non ad un demo black metal registrato in cantina con un microfono ed un quattro tracce a cassetta, distaccandosi ancor più dal precedente Something Wild che, se pure era un album stellare e mostrava sicuramente un gruppo dal potenziale enorme, era prodotto assolutamente alla cazzo di cane, cosa che lo penalizzava nonostante la bontà del materiale.

Hatebreeder invece suona in maniera fantastica, con l’unico difetto di un’eccessiva plasticosità della batteria che a tratti può effettivamente dar fastidio, pure se con un minutaggio complessivo di meno di tre quarti d’ora comunque non si arriva mai a venirne completamente nauseati. Il capolavoro dell’album per quanto mi riguarda rimane Downfall, ma sono tutte gemme: Warheart, Bed Of Razors, Silent Night Bodom Night. Se acchiappate Hatebreeder e lo riascoltate dalla prima all’ultima nota non vi sembrerà assolutamente un disco di venti anni or sono, anzi. Che poi è il pregio vero dei capolavori: sono detti immortali proprio perché non invecchiano mai. (Cesare Carrozzi)

10 commenti leave one →
  1. Lincoln Sternn permalink
    25 aprile 2019 10:00

    Breve testimonianza personale. Mi ricordo che ai tempi della scuola eravamo 4 metallari in classe. Non conoscevamo ancora moltissimi gruppi oltre ai, diciamo, più famosi e ognuno di noi era un po’ fissato con un gruppo in particolare. Ognuno aveva anche la sua opinione sui Children Of Bodom. Faccio questa premessa per dire che, nella mia esperienza, non serviva essere dei fattoni stonersludgesoutherndoomerda per non farsi piacere questo gruppo, e non eravamo affatto la minoranza, anzi.
    A me ad esempio che ero in fissa con i Black Sabbath e i Judas Priest facevano (e fanno tuttora) cagarissimo. Il mio compagno di banco idolatrava Metallica e Megadeth. I Children? Cagarissimo. L’altro era un Maiden-maniaco e i Children lo facevano contorcere dallo schifo. L’unico che apprezzava era quello fissato con i Manowar. Gruppi preferiti a parte, eravamo comunque gente abituata a ogni sonorità dai Blue Öyster Cult ai Meshuggah, per dire, quindi il problema non era il genere.
    Ho poi conosciuto all’università altri seguaci del metallo e, oh, ce ne fosse stato uno a cui piaceva sto gruppo.
    Non so, per me rimangono un mistero, sono consapevole oggettivamente del valore ma come dicevo, ne io ne il 95% dei metallari che ho conosciuto in vita mia li ha mai apprezzati.

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    • 25 aprile 2019 11:05

      Ovviamente il seguace dei Manowar era quello che aveva già capito tutto della vita

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      • Lincoln Sternn permalink
        26 aprile 2019 09:55

        Ti assicuro, io non sono da meno in quanto a culto dei Manowar, Into Glory Ride è uno dei miei 5 album preferiti di tutti i tempi e, come dicevo, i Children proprio non li reggo. Sarà un caso ma di quel nucleo metallico del liceo quello che poi negli anni si è più allontanato dal metal è stato proprio quello a cui piacevano i Children. Non so nemmeno se ancora lo ascolta questo genere, mentre io e gli altri siamo rimasti, oggi come allora, dei sinceri appassionati. Se all’epoca aveva capito tutto della vita, strada facendo deve essersene dimenticato.

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      • 26 aprile 2019 14:07

        ma sì, scherzavo. alla fine dei conti i Children non piacciono nemmeno a me. Negli ultimi 20 anni ho provato non so quante volte ad ascoltarli per apprezzarli, ma non sono mai riuscito ad andare oltre l’ascolto distratto. trovo qualche riff interessante, qualche spunto piacevole, ma il complesso mi rompe abbastanza i coglioni

        Piace a 1 persona

  2. weareblind permalink
    25 aprile 2019 13:41

    Concordia totale.

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  3. Bacc0 permalink
    25 aprile 2019 14:43

    Bah, roba da ricchioni

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  4. Fredrik DZ0 permalink
    25 aprile 2019 16:53

    nulla da aggiungere… band bruciata troppo presto ma che ha lasciato tre capolavori, di cui questo è il migliore.

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  5. Arkady permalink
    25 aprile 2019 19:00

    C’è da dire una cosa però: se nel ’99 eri un 17enne come me in fissa con il power e iniziavi a suonicchiare abbastanza bene la chitarra elettrica, questo album fu come la manna dal cielo. Questo, The Sound Of Perserverance ed Episode per me pilastri nelle orecchie e nelle dita. Bei tempi: ora suono solo la pubblicità di JustEat

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  6. 25 aprile 2019 23:36

    Dunque, io non riesco mai a ricordare che cazzo di musica fanno i Children of Bodom, perché ho sempre provato ad ascoltarli, ma non mi hanno mai lasciato un segno. Li ho riascoltati per una mezz’oretta questa sera perché prima di esprimermi volevo essere sicuro.

    I Children of Bodom sono una cagata pazzesca.

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  7. sergente kabukiman permalink
    26 aprile 2019 00:22

    noi seguaci dello stonersludgesoutherndoomerda pisciamo sopra questa puttanata per bambocci

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