Monthly Archives: maggio 2019

Avere vent’anni: SUMMONING – Stronghold

Stronghold è così diverso dai dischi che lo precedono e seguono che tendenzialmente non lo considero neanche un vero e proprio disco dei Summoning. Già i Summoning sono il gruppo strano per eccellenza, ma all’interno della loro discografia questo è il disco più strano in assoluto. Talmente strano che fa tutto il giro e diventa, contestualizzato rispetto agli altri, il

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Avere vent’anni: IN FLAMES – Colony

Gabriele Traversa: Colony è un disco bellissimo. Malinconico, intenso, arrabbiato. Ogni singola traccia è un orgasmo: l’adrenalinica Embody the Invisible, la poppeggiante Ordinary Story, la potente Scorn e via discorrendo. Dopo quest’album i giovanotti più cool di Goteborg non saranno più gli stessi, è vero, ma Colony era e resta un disco riuscitissimo. Quelli che affermano il contrario sono gli

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Avere vent’anni: IMMOLATION – Failures For Gods

Failures For Gods rappresenta l’inizio del secondo corso degli Immolation. Non Here In After, ma questo disco qua. Il problema del gruppo di Dolan e Vigna a metà anni Novanta era il dover dare un seguito dignitoso a Dawn of Possession, ovvero un’inculata in tutti i sensi: il debutto del 1991 è uno dei motivi per cui, ogni volta che pubblicherai un

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Avere vent’anni: HYPERION – Where Stone is Unscarred

Praticamente, qualche anno fa quei nomadi di merda che infestano Roma presero di mira casa mia e mi fecero il cosiddetto “servizio”. Agosto: vado a mare, torno e trovo tutto sottosopra, ma nessun danno visibile, qualche manata sporca sui muri con tanto di impronte digitali che Arsenio Lupin spostati, due Ray-Ban spariti, le borse di mia moglie e qualche orologio

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