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Skunk Jukebox: di finti vichinghi e metallari de facto

17 ottobre 2019

You think you know me

Una delle caratteristiche che rendono Metal Skunk un blog diverso dai soliti è il nostro interessarci maniacalmente a gruppi marginali per noi importantissimi e non avere, di contro, alcun interesse per gruppi considerati fondamentali da vecchie e nuove generazioni. Ad esempio noi non abbiamo alcuna idea di cosa stiano facendo gli AMON AMARTH, per i quali un sacco di gente perde la testa ma che, a mio personale modo di vedere, hanno perso senso dopo il primo disco. A recensire l’ultimo loro album ci ha pensato il solito Belardi, colui che ci aiuta a non perdere il contatto con la merda che gira nell’impianto fognario del metal (grazie, Marco. Li muerti tua): questa Shield Wall è la canzone scelta per il video, che ovviamente parla di vichinghi e ovviamente è uguale a pressoché qualsiasi cosa pubblicata dagli Amon Amarth negli ultimi vent’anni. Peraltro il termine vichinghi si lega più che altro a norvegesi e danesi, perché gli svedesi erano tendenzialmente vareghi – che si differenziavano dai vichinghi perché, invece di navigare verso Ovest, si rivolgevano al Sud-Est risalendo i fiumi e bazzicando perlopiù le aree dell’attuale Bielorussia e Ucraina fino a Bisanzio. Però immagino che dire vikings raise the shield wall faccia più figo che varangians raise the shield wall.

Stanno per tornare gli ALCEST con un nuovo album chiamato Spiritual Instinct, verso il quale nutriamo buone aspettative. Era già uscita un’anticipazione (Protection) ma non ci era garbata più di tanto. Questa Sapphire invece è splendida e alza di parecchio l’asticella del fomento. Alcune parti ricordano la melodia finale di The Seventh Daemonarch dei Daemonarch, ma dato che quel disco ce lo ricordiamo ormai in pochissimi credo che la somiglianza non sia voluta. Non vedo l’ora di rivederli dal vivo, perché l’ultima volta fu un’esperienza meravigliosa.

L’unica volta che vi abbiamo parlato dei NAILED TO OBSCURITY è stato nel report dell’ultimo Wacken: io non li conoscevo, sono capitato per caso davanti al loro palco e sono rimasto davvero molto impressionato. Il loro ultimo Black Frost è di quest’anno, finirà molto probabilmente in playlist e qui sotto potete vedere il video di The Aberrant Host in versione live. Se vi piace la roba svedese di fine anni Novanta vi consiglio di approfondirli.

Vi ricorderete sicuramente degli ENEMYNSIDE, gruppo thrash capitolino che fa uscire un disco ogni cinque anni, grossomodo. Orbene, dopo Whatever Comes del 2012 i Nostri stanno per ritornare, anche se in realtà avevano già fatto uscire un EP l’anno scorso. Questa Frozen Prison Cell è l’anticipazione dell’imminente Chaos Machine: il pezzo spacca abbastanza, ha un bel tiro, bei riffoni, discreta cazzimma e pure il video non è per niente male. Attendiamo la probabile recensione del Belardi per maggiori informazioni.

Battezziamo anche il debutto dei MYRONATH, gruppo svedese composto da facce più o meno note tra cui Lars Broddesson, ex batterista dei Marduk per Wormwood e Serpent Sermon. Il disco si chiama Into the Qliphoth ed è uscito pochi giorni fa; per ora ho sentito solo il video in questione e promette bene: black melodico anni Novanta tipicamente svedese, suggestivo e suonato con discreta perizia tecnica, senza troppe carnevalate ma senza neanche tralasciare l’atmosfera. Li terremo d’occhio.

I KORPIKLAANI sono un gruppo ormai bollito, il che è fisiologico visto che tra una cazzata e l’altra il primo disco a nome Shaman è del 1999. È un peccato, perché i loro primi album erano spettacolari e anche successivamente hanno composto parecchie cose quantomeno pregevoli. Il loro ultimo album Kulkija non era nulla di che, così come Juomamaa, pezzo ivi contenuto che adesso è stato tradotto in inglese come Land of the Thousand Drinks per celebrare il loro tour americano. Noi ve lo proponiamo, magari alla settima birra media potreste trovarci qualche spunto interessante per ribaltare il tavolo:

Non conoscevo i VINTERSEA ma ero stato tratto in inganno dal titolo del nuovo video, Old Ones. Mi aspettavo prevedibilmente qualcosa alla Sulphur Aeon, e invece mi ritrovo una robaccia pettinata con alla voce una tipa malese che si sforza di cantare in screaming. Immagino comunque che avranno un certo seguito, dato che la tipa nel video va in giro scollata e scosciata e fa pure le lesbicate con un’altra tipa. Se vi piacciono le orientali guardatelo senz’audio:

Un altro battesimo di fuoco è quello dei bolognesi TENEBRA, da poco usciti con l’EP di debutto col titolo geniale di Gen Nero. Doom occulto e settantiano come da migliore tradizione italiana, che puzza di cantina, posaceneri ricolmi e videocassette impolverate di Mario Bava. Scarlet Woman ha un bel tiro, è coinvolgente e ha dei bei riffoni come Baal comanda. Anche in questo caso la cantante è una donna, ma davvero nulla a che vedere con quei caconi dei Vintersea di cui si parlava prima.

Ho finalmente una risposta alla domanda su quale sia il gruppo metal col nome più imbecille di sempre: signore e signori, ecco a voi i METAL DE FACTO, gruppo finlandese il cui motto è Making power metal great again e che si presentano a noi con questa The Conqueror, piacevolissima frociata in doppio pedale portatrice di fomento e melodie da cantare in coro tutti insieme abbracciati sotto alla doccia. Il nome è controproducente, perché suona come una giustificazione: ok, non è che suoniamo proprio come i Judas Priest dei primi anni Ottanta, però se ci pensate abbiamo le chitarre distorte, gli assoloni, il doppio pedale, quindi tecnicamente, de facto, siamo metal. Non ho però capito però perché nei testi parlano dell’impero romano e poi vanno a girare il video arrampicati su un aereo militare. Viva la Finlandia. (EDIT: dopo aver finito di scrivere l’articolo ho continuato ad ascoltare i grandissimi METAL DE FACTO e mi sto fomentando assai. Possibilissima sorpresa in playlist) (EDIT 2: dopo tre giorni di ascolti continui posso affermare che The Conqueror è la canzone più bella di tutti i tempi)

Questo invece è il nuovo estratto dal prossimo disco orchestrale dei BLIND GUARDIAN. Lo lascio qui, ditemi voi che ne pensate perché io ho già detto.

Gli UNE MISÈRE sono islandesi e fanno una roba mezzo hardcore, mezzo postcore e mezzo deathcore coi testi che parlano di lui che si è disintossicato e che essere sobri è bellissimo. So che gli islandesi hanno problemi particolari con l’alcol, ma a noi, che siamo persone normali ed equilibrate a cui non viene in mente di berci una bottiglia di grappa appena svegli, di ‘ste cose ce ne frega pochissimo. Il pezzo si chiama Failures ed è una palla al piede. Prodotti da Nuclear Blast, che proprio non se ne perde una.

E per finire in bellezza un enorme HAIL per i MEMBRANCE, gruppo veneziano autore di due album finora ma che non conoscevo. Open Sewer è un divertentissimo cazzeggio mezzo death’n’roll e mezzo brutal(‘n’roll) che ti pianta un sorriso fisso in faccia e ti fa partire la capoccia su e giù. In più nel video ci sono pure i Muppets. L’anno scorso hanno fatto anche uno split chiamato HIGHWAY TO SCHIFO insieme ad altri soggetti del calibro di Cattivator of Death, Skorbutiks e Basara, ma di che cazzo stiamo parlando. Se non vi prendono bene avete qualche problema. HAIL MEMBRANCE! (barg)

3 commenti leave one →
  1. Cattivone permalink
    17 ottobre 2019 19:30

    È stata in esperienza surreale e bellissima vedere citati i Sulphur Aeon e contestualmente vedere l’anteprima del video dei Vintersea. A vedere l’anteprima sembra più corretto accostarli agli imprescindibili Amaranthe, per non correre rischi credo che seguirò il tuo consiglio di guardarlo senz’audio.

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  2. Fredrik DZ0 permalink
    17 ottobre 2019 21:28

    Hail to schifo celo e ne vado fiero.

    "Mi piace"

  3. weareblind permalink
    18 ottobre 2019 07:27

    A proposito della scosciata, ma Blog di donne belle?

    Piace a 1 persona

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