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KORPIKLAANI – Manala (Nuclear Blast)

13 agosto 2012

Manala verrà ricordato come il disco dei Korpiklaani con Ievan Polkka. Perché poi grossomodo i dischi della band finlandese si assomigliano un po’ tutti. Ma chi conosceva le due cose (i Korpiklaani e Ievan Polkka, dico) non aspettava altro; un po’ come con gli Alestorm, che alla fine la cover di You Are A Pirate l’hanno fatta davvero. E se interpretiamo i Korpiklaani (ma anche gli Alestorm) per quello che effettivamente sono, cioè dei simpatici beoni che rappresentano un divertente omologo metallaro delle orchestrine da sagra paesana, una cover del genere ci stava tutta. Anche solo per coinvolgere lo spettatore casuale dei festival estivi, che magari i Korpiklaani non li conosce ma Ievan Polkka sì.  Nulla da dire sulla cover in sé, tranne che è grossomodo come ce la si aspettava. Poteva uscire un po’ meglio, ma magari nello specifico caso hanno preferito non osare troppo negli arrangiamenti; non che i gruppi finlandesi in generale e i Korpiklaani in particolare siano mai stati dei maghi dell’arrangiamento, ma tant’è.

Della mediocrità del singolone Rauta e del suo fastidioso giro di basso abbiamo già parlato; e fortunatamente è il pezzo peggiore del disco, pur essendo stato incomprensibilmente scelto per il video ufficiale. E abbiamo già detto anche dell’opener Kunnia e della conclusiva Metsälle, che sono in giro da parecchi mesi e che immagino i fan del gruppo finnico abbiano già mandato a memoria. Per il resto è il classico disco dei Korpiklaani, meno brillante del precedente Ukon Wacka ma che comunque si mantiene sempre a livelli più che accettabili. Da citare quantomeno la strumentale Dolorous o la powerosa Uni, poste in conclusione del disco insieme alla cadenzata bonus track Sumussa Hämärän Aamun. O anche Petoeläimen Kuola, la più thrashettona del lotto, con tanto di growling a sorpresa. O ancora la bucolica Synkkä, la più vicina agli Shaman, il vecchio gruppo di Järvelä. Comunque fare un track by track dell’ottavo disco sempre uguale dei Korpiklaani mi sembra eccessivo. In realtà è il quinto articolo che faccio su Manala, che pure già di per sé non è che fosse un argomento pieno di spunti dialettici. Che si tratta di un concept sul Kalevala l’ho già detto; che sia un disco adatto alle scampagnate autunnali fuoriporta lo potete immaginare da soli; e la parte che piacerà ai fan / non piacerà ai detrattori direi che possiamo anche saltarla.

Come già anticipato, sarà rilasciata un’edizione speciale di Manala in doppio cd, con un disco contenente le stesse canzoni però cantate in inglese. Un’operazione di questo genere dovrebbe probabilmente servire, nelle intenzioni della Nuclear Blast, a fare breccia nel mercato anglosassone; a mio parere sarebbe stato però meglio fare un greatest hits cantato in inglese, dato che Manala, pur essendo un album piuttosto godibile, non è di sicuro il modo migliore per approcciarsi alla band di Jonne  Järvelä. Tranne per il fatto che qui c’è Ievan Polkka, per la quale pronostichiamo un successone su youtube. (barg)

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