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OMNIUM GATHERUM // IN MOURNING // HEIDRA @Traffic, Roma, 11.10.2019

12 ottobre 2019

Arrivo in tempo per gli HEIDRA from Denmark. Mai stato più contento di non essermi perso un gruppo d’apertura: cinque vichingoni, tutti uguali (testa rasata e barba lunga, è la regola) e tutti sul pezzo; perché il pubblico è ancora molto scarso ma loro ci tengono a far bene, perché “il folk-viking è il nostro lavoro”, frase che nessuno della band ha pronunciato ma che sicuramente sarà scritta lungo la fiancata delle loro automobili… Tutte uguali, credo. Anche i suoni sono nettamente superiori alla media dei gruppi d’apertura metal, o meglio, si riescono a sentire tutti gli strumenti, un mezzo miracolo per quanto mi riguarda. E poi quegli ululati vintersorghiani tra uno scream e l’altro, che bello sentirli dal vivo. C’è poco da fare: se fai ‘sti cori e vieni da sopra il Reno hai il mondo ai tuoi piedi, e chi è sotto al palco in un attimo è lì, tra i ghiacciai a combattere draghi e giganti; se invece sei di Laurentino 38 puoi solo ottenere l’effetto contrario: al massimo sembreranno i lamenti di uno a cui è appena cascato l’iPhone sull’alluce sinistro.

Una rapida ricreazione e tocca agli svedesi IN MOURNING, che portano in giro il nuovo album Garden of Storms. Cambiano le carte in tavola: non siamo più nelle lande di permafrost a prendere a badilate di neve i giganti di ghiaccio, no, siamo in territori opethiani (i primi Opeth, eh, I PRIMI, capito? Non abbandonate la recensione, per favore!) e katatoniani, e io so benissimo cosa fare: ordino una cinquantina di amari e mi siedo sulla poltrona in fondo al locale, accavallando le gambe, perché questo è un gruppo raffinato, e va gustato come tale. Una roba a metà tra un convengo di critici d’arte e un reading di poesie di Boito. Gli In Mourning sono un’ottima band: puliti, precisi, riflessivi, lenti, meditativi, con quei tempi dilatati che ben conosciamo (do per scontato che almeno i primi Katatonia li abbiate sentiti). Mentre suonavano mi sono immaginato uno di quei film nordeuropei con il cielo plumbeo e una ragazza, bella quanto depressa, con un cappottone ingombrante che gira per i giardini pubblici della sua città, accarezzando gli alberi e osservando di tanto in tanto i bambini che sfrecciano sorridenti sui pattini, segnali di speranza per la sua anima devota all’autodistruzione e al suicidio.

Nella pausa che precede gli headliner della serata esco dalla zona In Mourning e faccio due chiacchiere con un ragazzo che è venuto al concerto con la maglietta di Metal Skunk (questo report è dedicato a te, mighty warrior, continua a diffondere il nostro verbo).

Già gruppo feticcio di Roberto, che ne ha parlato in più occasioni, ormai otto full alle spalle (l’ultimo – The Burning Cold – è dell’anno scorso), gli OMNIUM GATHERUM (nome più facile no, eh? Che ne so, Bloody Beast non vi piaceva?) sono una band particolare. Ho passato l’intero loro live set cercando di accostargli qualche altra band di death melodico scandinavo, ma non ci sono riuscito. Primi In Flames? Mmm… no! Troppa libidine per i riffoni. Sì, ok, la chitarra maideniana, certo, ma i primi In Flames i riffoni li avevano proprio col contagocce, questi finlandesi no, questi je danno giù pesante. Dark Tranquillity? Nemmeno… Sono passati due-tre pezzi e ancora non mi sono rotto le palle, quindi scartati pure loro.

Sono andato avanti così tutto il tempo, anche quando ho preso l’autobus a mezzanotte. Alla fine sono arrivato alla conclusione che gli Omnium Gatherum suonano simili agli Omnium Gatherum, e nel 2019 non è poco, amici miei, non è poco affatto. Bravi. Menzione speciale per il cantante che, oltre ad essere un tipo simpatico e un ottimo urlatore, presenta una pettinatura stile primo Fabrizio Corona (capelli stirati all’indietro e arrotolati all’insù) che sicuramente lo farà scopare tantissimo. Lasciacene qualcuna pure a noi però, non te le finì.

Vabbè, comunque, tutta ‘sta pippa di report e in realtà la cosa principale che volevo scrivere è che il cantante degli Heidra, verso la fine della serata, se ne va in giro in CIABATTE DA MARE per il cortiletto del Traffic. Ho capito che ottobre a Roma è ballerino, ma tu, vichingo del frozen north, hai vinto tutto. Che quelle ciabatte possano essere l’arma vincente contro i giganti di ghiaccio di domani. (Gabriele Traversa)

2 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    12 ottobre 2019 23:19

    Omnium gatherum sentiti con Insomnium, molto buoni.

    "Mi piace"

  2. 20 ottobre 2019 11:22

    Grande Gabriele! Eccomi, mi spiace che venerdì scorso poi non sono riuscito a salutarti a fine concerto, grazie mille per la bella chiacchierata sui discutibili effetti del folk/viking inizio anni 2000. Comunque tutto sommato bella serata, gli Heidra sono il mio nuovo gruppo viking metal feticcio preferito. Speriamo la prossima volta di riuscire a beccarci a qualche live con anche gli altri della redazione!

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