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BEHEMOTH – The Satanist (Nuclear Blast)

16 aprile 2014

395440Mai avrei pensato di dire ciò che sto per dire ma The Satanist è uno dei dischi dell’anno, punto. È strano che sia io a scriverlo perché non mi sono mai interessato granché alla band polacca, colpevole, a mio parere, di essersi adagiata sul trono di gruppo per adolescenti che hanno appena scoperto il metal estremo e che provano piacere sessuale al solo sentir pronunciare le parole blast beat. 

A ben vedere, gli ultimi lavori dei Behemoth confermano questa mia teoria: canzoni sparate a 300 bpm e infarcite di doppio pedale, riff al fulmicotone, blast beat; il tutto senza però centrare davvero il bersaglio, cioè scrivere pezzi ispirati nei quali la velocità d’esecuzione sia al servizio delle idee e non l’idea stessa. Da questo concetto nasce la mia opinione negativa sugli album più recenti (Evangelion su tutti), dischi piatti e privi di mordente dai quali emerge come unico concetto il fatto che Inferno è un batterista con i controcoglioni (esticazzi). Ecco perché, quando Spotify mi consigliò di ascoltare The Satanist, il mio approccio fu dei più scettici, e mai come allora mi resi conto di essermi sbagliato in pieno. Già l’opener Blow Your Trumpets Gabriel basta da sola a spazzare via gli ultimi tre dischi senza tanti complimenti: atmosfera azzeccatissima per il concept, velocità dosata con sapienza alternata a passaggi più cupi nei quali fa capolino un uso magistrale di effetti come canti gregoriani, trombe e tutto quanto sia adatto a tessere le lodi del divin capro. Discorso analogo può esser fatto per i pezzi che spingono molto di più sull’acceleratore come Furor Divinus o la mia preferita, Ora Pro Nobis Lucifer: finalmente un lavoro di chitarre fatto con tutti i crismi del caso, amalgamato alla perfezione con il basso che assume in The Satanist un ruolo assolutamente centrale; a fare da contorno troviamo il solito impeccabile Inferno e un Nergal che ha imparato come dosare growl, scream e tutte le varie tonalità intermedie capaci di dare corpo e varietà ad una canzone. Non ho idea di cosa sia successo ai Behemoth negli ultimi anni (a parte, ovviamente, le sventure di Nergal), fatto sta che pare finalmente che i nostri abbiano imparato come comporre un disco di black/death metal fatto a modino, invece di semplici collage di sfuriate in doppia cassa adatti solo ad un pubblico musicalmente ancora “acerbo”. Speriamo solo che sia l’inizio di un percorso lungo e fruttuoso e non una semplice meteora, il che tradotto vuol dire: speriamo che ‘sto disco venda come merita così che la Nuclear Blast non vada a rompere i coglioni imponendo ai Behemoth di suonare quel che hanno suonato negli ultimi anni: ovvero, metal estremo mediocre e banale.

18 commenti leave one →
  1. sergente kabukiman permalink
    16 aprile 2014 13:34

    ho sempre considerato i behemoth una band per poppanti, ma incuriosito dalle belle parole di metal skunk ho dato un paio di ascolti a questo nuovo album, e ora ho rafforzato la mia idea: nergal è uno dei più grandi incompetenti della storia del metal, con l’aggiunta che è anche paraculo quindi la gente che lo segue ci sta ed è pure molta. e non vale neanche il discorso “sono bravi musicisti” perchè oggi come oggi con internet, corsi online e youtube tutti sono bravi a suonare con un po’di esercizio. non me ne vogliate, ma la penso così

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    • Snaghi permalink
      16 aprile 2014 14:31

      secondo me per diventare bravi musicisti non basta internet e youtube…

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  2. Snaghi permalink
    16 aprile 2014 14:29

    disco meraviglioso

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  3. yukluk permalink
    16 aprile 2014 16:54

    I gusti sono gusti, ci mancherebbe, ognuno è libero di ascoltare quel cazzo che gli pare, io stesso schifo gruppi osannati da mezzo mondo.. a me piacciono e me li ascolto, e me ne frego siano o meno un gruppo per poppanti… io a 37 anni sono ben lontano ormai dall esserlo, ma ripeto me ne frego e me li sento ;-)

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  4. Nervi permalink
    17 aprile 2014 03:14

    La cosa che mi ha impressionato di più di questo disco è l’incredibile evoluzione che ha subito lo stile vocale di Nergal rispetto agli album passati. Sembra che la brutta esperienza della malattia lo abbia portato a superare definitivamente alcune remore personali, sia nel campo musicale sia in quello spirituale. In certi brani, più che la voce di un cantante, pare quasi di sentire il ruggire di un leone! Fantastico. Se in passato i Behemoth mi piacevano e basta, finalmente fanno dei brani che “gasano”, e una “O father o Satan o Sun!” ascoltata dopo la bevuta di qualche bevanda energetica è un’esperienza che consiglio.

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  5. Lorenzo permalink
    29 maggio 2014 20:40

    Disco bellissimo.
    Il primo che sento dei Behemoth, poi, perché li pensavo dei semplici pagliacci. Ma Messe Noire, Ora Pro Nobis Lucifer e In Absence ov Light sono pezzoni. Il demonio ci si sente benissimo, secondo me, forte e oscuro.
    Tra l’altro (coincidenza?) l’altro giorno li stavo ascoltando in cuffia mentre andavo a vedere la porta alchemica di Piazza Vittorio e tra i ruderi c’era un gatto nero e ciccione che si crogiolava al sole con le zampe all’aria e i denti di fuori con un ghigno…
    Behemoth in persona.

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  6. Angelripper permalink
    18 marzo 2015 08:14

    Il mio consiglio è…se volete capirre un disco lasciate perdere le recensioni.Anche perché se devo leggere cose del tipo “:Già l’opener Blow Your Trumpets Gabriel basta da sola a spazzare via gli ultimi tre dischi” mi vien da ridere.Ti piace il nuovo disco?Bravo, parla di questo senza scrivere stupidaggini sul resto.Il problema di alcuni recens…ops…scribacchini e che spesso si cimentano a parlare senza conoscere ed è questo il caso.Il recensore ammette di non aver mai cagato granché i Behemoth, difficilmente potrà capirci qualcosa.Detto da un 39 enne che li ha visti dal vivo (gruppo per adolescenti?!).Comunque bel disco…molto black metal e minimale, hanno perso quel mix di death e black atmosferico che li aveva resi grandi.

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