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Skunk Jukebox: Cthulhu loves you

6 giugno 2012

Qua a Metal Skunk proviamo tutti una grande devozione nei confronti di Cthulhu, devozione che diventa particolarmente intensa con questi primi caldi, quando si va in spiaggia e, con lo sguardo romanticamente lanciato in contemplazione degli ampi orizzonti marini, non si può non dedicare un pensiero alla nostra divinità di riferimento, che da eoni riposa negli abissi oceanici in attesa di scatenare il caos e porre fine alle tribolazioni di questo derelitto genere umano divorandoci tutti. Vi ricordo che noi adepti verremo mangiati per ultimi e che pertanto siete sempre in tempo per aderire all’unica vera fede, quella nei Grandi Antichi. Io sto per fondare la chiesa di Cthulhu di Piazza Bologna e siete tutti invitati all’inaugurazione, che si terrà sulla terrazza di Luciano il sesto giovedì del mese dalle dodici a mezzogiorno (mi spiace, questa volta Tori Amos non viene). Il programma prevede: aperitivo a base di anelli di totano e insalata di polpo, recita in growl di passi selezionati del Necronomicon e sacrificio rituale di un ospite scelto a caso tra quelli che si chiamano Roberto Bargone. Purtroppo il nome sul bicchiere di plastica verrà scritto nel dialetto di R’Lyeh, il che potrebbe generare un po’ di confusione, per cui se avete l’herpes mi fate il favore di restare a casa. Se l’iniziativa avrà successo apriremo delle congregazioni anche a Portonaccio e a Montesacro, ché dalla versione dei Manoscritti Pnakotici interpretata con google translator si evince che il grande Cthulhu giacerebbe non in fondo al Pacifico bensì nelle acque dell’Aniene, il che spiegherebbe i continui ritardi nell’apertura della Metro B1 nonché le dimensioni anomale delle zanzare che infestano l’area. Come inno ufficiale abbiamo scelto questo nuovo brano dei PUTERAEON, tratto dal fresco di stampa Cult Cthulhu, che cade come il peperoncino sul pulpo a la gallega:

The Esoteric Order, esordio del combo svedese, dedito a un death metal old school di stampo, chi l’avrebbe mai detto, svedese, mi fu consigliato all’epoca da un lettore mio concittadino e non mi dispiacque affatto (qua la recensione). Si spera che nel frattempo abbiano mantenuto quella componente doom che li distingueva un minimo dalla pletora di connazionali che vedono nel primo dei Grave il vertice assoluto raggiunto dalla musica occidentale nel secolo scorso.

Ed è secondo album anche per gli ALLEGAEON. Condivido il parere di Roberto, che aveva accolto in modo abbastanza freddo il precedente Fragments Of Form And Function, dove l’act del Colorado frullava chitarre swedish,  riff chugga chugga a stelle e strisce e momenti più modernisti come non piacciono a noi. A giudicare da questo estratto dal nuovo Formshifter non devono aver cambiato troppo strada. Però anche loro hanno la parola Aeon nel moniker, magari vanno bene per evocare Cthulhu, che ne sai. Non vi aggiorno sugli Infernaeon perché non ne conservo un buon ricordo.

Quella dei NIGHTRAGE è una suggestiva epopea popolare death metal sulla quale Ken Loach potrebbe benissimo fare un film, soprattutto in un momento così difficile per la Grecia, dalla quale oltre dieci anni fa, sciolti i suoi Exhumation, Marios Iliopoulos si era trasferito a Göteborg e aveva messo su una band dalla line-up surreale dove figuravano Tompa e Gus G. Il debutto Sweet Vengeance mi era parso carino, poi avevo smesso di seguirli. Usciva troppa roba così in quel periodo. Oggi scopro che Marios è tornato nella sua Tessalonica e ha rifondato il gruppo in patria. L’ultimo disco, Insidious, risale a un anno fa. Ne hanno appena tratto un video:

E restiamo in tema di paesi costretti a indebitarsi con il Fondo Monetario per colpa delle agenzie di rating con i portoghesi DISAFFECTED, che in vita mia non credo di essermi mai filato ma ricordo che passavano sempre il video di Vast The Long Tomorrow su Into The Pit ai tempi in cui io e Piero Tola spendevamo tutta la paghetta in vhs vergini sulle quali registrare Headbangers Ball. Fecero un disco e poi più nulla. Il millennio successivo si sono riformati e, mo’ che il death tecnico va pure di moda, hanno fatto uscire un altro album intitolato, con un impareggiabile guizzo di genialità, Rebirth. Ovviamente i suoni sono cambiati ma, a giudicare da questa The Rebirth Of…, il risultato non dovrebbe essere disprezzabile. Sempre meglio degli Spawn Of Possession, comunque.

Premio anvedi del primo semestre 2012. Nel video si vede una sciantosa che barcolla in mezzo a dei tendaggi Ikea come se avesse fatto colazione con la ketamina. Ma noi latini, si sa, la gnocca da qualche parte ce la dobbiamo sempre buttare.

E restiamo su questi lidi stilistici con i notevolissimi GOROD. Li ho visti di recente dal vivo di spalla agli Obscura e spaccarono il culo a tutti, headliner compresi. Al momento i francesi sono una delle migliori band che suonano questo genere, e non solo in Europa. Se uscite pazzi per il death tecnico fatevi un piacere e recuperate A Perfect Absolution, uscito qualche mese fa su Listenable. Premio miglior disco estremo che non ho avuto voglia di recensire ex aequo con i Goatwhore.

Cthulhu vi ama. Crudi.

12 commenti leave one →
  1. 6 giugno 2012 12:05

    e invece Shub Niggurath dove abiterà più o meno? Sardegna, Abruzzo, Afghanistan?

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  2. 6 giugno 2012 13:37

    Grave errore teologico: i veri cultisti saranno mangiati per *primi*. Così si risparmieranno l’orrore e la follia che seguiranno. (;,;)

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  3. 6 giugno 2012 13:46

    Il mio preferito resta sempre Nyarlathothep

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  4. fredrik permalink
    6 giugno 2012 14:47

    Marios per me era l’uomo giusto per sostituire Jesper Stromblad negli In Flames: un macina riff, con ottimo gusto melodico negli assoli, piacevolmente heavy classico. Insidious merita, non ne fanno mica più così tanti di dischi così gusto goteborg anni 90…

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  5. MorphineChild permalink
    6 giugno 2012 20:19

    Azathoth resta il mio preferito

    e i Gorod spaccano!

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    • MorphineChild permalink
      6 giugno 2012 20:20

      me lo immagino immerso nel suo sonno incubico al ritmo di Drip Drip dei Comus

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  6. Mezman permalink
    7 giugno 2012 09:24

    Perché c’è un piccolo arabo pazzo in ognuno di noi

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  7. sergente kabukiman permalink
    7 giugno 2012 11:57

    però a red hook gli affitti sono molto bassi

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