Calciatori famosi destinati al metallo

Tanti finiscono per intrufolarsi nel nero mondo delle droghe: ho visto gente annusare i pennarelli e leccare la Coccoina, e un compagno di classe sminuzzare il gesso della lavagna, smontare una Bic e dare una tirata. Se ho visto questo, posso solo fantasticare sulle materie sintetiche necessarie a soddisfare il fabbisogno d’elementi del genere vent’anni dopo i primi esperimenti. Io invece mi sentivo innocente allorché compravo la Gazzetta dello Sport e, settimana dopo settimana, alla voce pagelle, studiavo i voti ricevuti dai miei beniamini calcistici.

Con ciò sono diventato mio malgrado un drogato, era inevitabile. Ho sviluppato una dipendenza da Football Manager, ex Scudetto e Championship Manager, una simulazione calcistica un tempo basata su un rettangolo con pallini in movimento che spostano una palla ed oggi dotata di una grafica tridimensionale tuttavia di basso livello. L’arma segreta di quest’ultimo risiede nel suo database, uno sterminato monte-dati che cataloga ogni squadra di calcio voi conosciate – da quelle indiane alla blasonata Premier – includendo il preparatore atletico delle giovanili così come il suo centravanti. Chi gioca può gestire tutto oppure delegare a proprio piacimento. Chi non gioca, come molte squadre in carne e ossa ammettono, ne fa ampio uso e va a scovare giovani talenti in Danimarca o in Serbia, o ovunque si voglia scovarne senza dover scomodare flotte di osservatori liquidati con stipendio, vitto e alloggio.

Per quanto oggi riesca tutto sommato a tenermi a debita distanza da quel videogame appartenente al filone della simulazione (ve ne è per tutti i gusti, dallo storico Flight Simulator a quello in cui siete un contadino e piantate e raccogliete le patate senza trafficare con una ONG, fare caporalato né durare la benché minima fatica fisica), Football Manager alloggerà per sempre nel mio cuore. Ed è anche per questo che, attraverso il mio accurato scouting, salverò la carriera di calciatori sottovalutati, sfortunati o dimenticati, ricollocandoli nientemeno che nella musica che amiamo.

bernardeschi

FEDERICO BERNARDESCHI (Bring me the Horizon)

Giocatore simbolo nei sogni dei tifosi viola, gobbo predestinato nella realtà. Poiché – ora che siam grandi lo dovremmo sapere – il Berna nacque a Carrara ed è a Carrara che nascono i gobbi. Per dirvene uno, Buffon. Bernardeschi lo ricordo alla sua prima stagione da protagonista, la terza in maglia viola, culminata col raggiungimento della fatidica doppia cifra. Poi lo vendettero, una quarantina di milioni cui si sommeranno quelli per Chiesa e per Vlahovic. Un trasloco, in pratica. Con Berna fu doloroso per loro, che si dica dei gigliati o si dica dei gobbi: l’arrivo a Torino in gonna nera, il capello biondo platino paparazzato da ogni rivista scandalistica di questa penisola. Del Berna che seguì Firenze ho un ricordo frammentario e forse è meglio così, ma una cosa è certa: in nazionale il Mancio tira fuori da lui qualcosa del Bernardeschi che ricordavo. E me lo fa apprezzare. L’altra cosa che indico come certa è che i Bring me the Horizon, in caso di partenza a parametro zero dalla corte di Allegri, sarebbero una destinazione ben più realistica di Tottenham o Bayer Leverkusen.

DMYTRO CHYGRYNSKIY (Obscura)

Classe 1986 e cresciuto nello Shakhtar Donetsk, Dmytro si rivela ben presto uno dei difensori centrali più ambiti dell’intera Europa Orientale. Per intenderci, un suo pari livello dei giorni attuali è Zabarnyi della Dinamo Kiev. Una volta acquistato per 25 milioni di euro dal Barcellona, il 2009, anziché essere il punto di svolta della sua carriera, non sarà altro che l’inizio di un incubo, fra panchina, ripetuti infortuni, e una minusvalenza con cui tornerà allo Shakhtar un anno più tardi senza più riconfermarsi sui livelli a cui l’avevamo conosciuto e apprezzato. La folta criniera castana ordinata da una passata lo suggerisce come batterista in un gruppo death metal tecnico di stampo europeo; un vero peccato che gli Obscura abbiano cambiato batterista meno di due anni fa (Diepold per Lanser, se non erro il quarto da inizio carriera: provate a cacciare Dmytro Chygrynskyi e ne riparliamo).

SIMON KJAER (Enslaved)

La sfortuna di Simon Kjaer risiede nella lunga gavetta che lo ha visto alternarsi fra buone prestazioni, infortuni e tanta panca negli anni che lo videro vestire le maglie di Palermo, Wolfsburg, Roma e molte altre ancora. Acquisito dai rossoneri in prestito dall’Atalanta, dove praticamente non vide mai il pallone, Kjaer ha presto risalito le gerarchie complice la scarsa continuità del partner di reparto Alessio Romagnoli. Titolare indiscusso, è stato riscattato per una cifra esigua per poi subire un grave infortunio che l’avrebbe tenuto fuori per tutta la stagione corrente. Un’ottima occasione, dato il look, per entrare negli Enslaved o in qualunque altro gruppo nordico con attitudine prog fricchettona anni Settanta, come chitarrista solista sbrodolone o meglio ancora al posto di Grutle Kjellson, che ci propina le solite cose da troppo, davvero troppo tempo.

ALBERTO AQUILANI (Cynic)

Al lavoro con la primavera della Fiorentina, Alberto Aquilani è stato per anni rappresentante di uno dei migliori vivai calcistici italiani: quello della Roma. Fra cui, oltre a Totti e De Rossi, verrebbe da menzionarne molti altri, dai due Pellegrini (Lorenzo e Luca) a Politano passando per RomagnoliFlorenzi, l’emergente terzino Calafiori e chissà quanti altri ancora. Aquilani, centrocampista centrale e per la precisione regista, dopo il costoso trasferimento a Liverpool cambia maglia ripetute volte vivendo una seconda rinascita calcistica proprio a Firenze. Fisicamente fragile, si è ritirato nel 2018 in seguito a un’ultima esperienza estera, in Spagna, al Las Palmas. Il suo capello liscio corvino e la sua struttura esile mi suggeriscono un rilancio nei Cynic così da creare un sodalizio unilaterale a tutto tondo con Paul Masvidal.

EDGAR DAVIDS (Blasphemy)

Fra le più cocenti delusioni riguardanti il mondo rossonero, Edgar Davids fu frettolosamente ceduto alla Juventus per divenire, in breve, un centrocampista fra i più forti e arcigni in circolazione. Breve la sua parentesi sulla panchina dell’Olhanense, in una serie minore portoghese, con l’esonero che è sopraggiunto dopo pochissimi mesi. Sofferente da molti anni di glaucoma, Edgar Davids ha portato per intere stagioni un occhiale protettivo sul rettangolo di gioco, il che lo rese un perfetto e indissolubile simbolo del war metal oltre che un ideale turnista per formazioni veterane quali i Blasphemy. Il problema, a quel punto, sarebbe trovargli un nomignolo all’altezza di quello riservato ai compagni di formazione, non più Moreno Torricelli e Daniel Fonseca, bensì Nocturnal Grave Desecrator and Black Winds, Caller of the Storms, Three Black Hearts on Damnation and Impurity. Una prima stagione di rodaggio potrebbe risultare d’uopo: occhio, Blasphemy, a non cederlo presto come fece Berlusconi.

PAOLO MONTERO (Cannibal Corpse)

Die, shattered you’ll die
Bones broken in half
Blood flowing freely
Limbs severed in hate
Brains splattered, demise
Skin eaten in wrath
Eyes ripped from your head
Lie shattered, you die

For believing you could be free
Weakness only invigorates me
These broken bones once yours, I hold
Cause of death will never unfold

Torn, mangled, and maimed
Life withers away
In hellish decay
Bones shattered, you die

For not seeing things I see
Your pummeled body strengthens me
These broken bones keep me aware
Of how I lust to shred and tear

Every bone broken is my only goal
Sucking the marrow of your fractured femurs
Every bone broken, your truculent toll
Succumbling to my offensive demeanor
Every bone broken enhances my soul
Your twisted corpse is contorted dead rot
Every bone broken, your life I stole
I’ll kill again and I’ll never get caught

[Solo – O’Brien]

The snapping and cracking of skeletal remains
The pleasure of devouring decomposed flesh
The feeling of power from crushing your skull
The stench of decay overwhelming my brain

I slaughtered your body and returned it to dirt
Not a trace of proof that you ever existed
Pure satisfaction through what I have accomplished
I’ll kill again and I’ll never get caught

(lyrics Paul Mazurkiewicz, Paolo Montero – 1998)

OGUCHI ONYEWU (Sepultura)

Colosso di due metri per cento chili e arcigno difensore centrale, il Milan lo presentò in pompa magna a parametro zero nell’era del Milan capace di prendere solo gente a parametro zero. Per intenderci, nello stesso anno gran parte del budget mercato fu sputtanato su Klaas Huntelaar, ed era stato ceduto Kakà in Spagna per 67 milioni di Euro. Contemporaneamente fu preso David Beckham, per un Milan decisamente all’americana. La cosa per cui ricordiamo Onyewu fu una brutta entrata subita in allenamento da Zlatan Ibrahimovic: i due scatenarono una clamorosa rissa nel corso della quale lo svedese si fratturò una costola. Onyewu scomparve, e un buon motivo per toglierlo dalla formalina sarebbe riutilizzarlo come frontman nei Sepultura in caso Eloy Casagrande volesse raggiungere lo step seguente Derrick Green, o in caso vogliate metter fine ai Sepultura stessi frantumando una ad una le loro costole in seguito a una plettrata sbagliata da Kisser in studio.

Bonus: ricostituire i Brujeria attraverso il calcio moderno

Lo sapevate, vero, che Nicholas Barker ha fatto un disco pure con gli Ancient? È del 2016, e, nello stesso anno, il colosso anglosassone pubblicò anche Pocho Aztlan coi Brujeria. Là dentro sono tutti molto impegnati, dai Lock Up ai Napalm Death passando per gli anni storici in cui vi militarono membri di Faith no More, Fear Factory, Carcass e molti altri ancora. La soluzione per rimpinzare i Brujeria di personalità affidabili e capaci d’innalzare una line-up solida, se non indistruttibile? Utilizzare gli illustri squalificati del calcio mondiale: coloro che, per una ragione o per un’altra, ebbero più di un buon motivo per finire tutti assieme nei Brujeria. Jonathan BachiniMario JardelSebastiano RossiFrancesco Flachi, il celebre René HiguitaAdrian MutuMark Iuliano. (Marco Belardi)

6 commenti

  • Nei Brujeria ci vedrei bene pure Pato Aguilera, Edmundo “O Animal” e Valderrama.

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  • Francesco Flachi genio e Isolotto,

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  • Bela’ a sto punto vorrei avere più notizie sulle tue fortune come allenatore di football manager. Anche io ho una certa dipendenza dal gioco, anche se ho più che altro momenti di totale dipendenza, alternati ad altri totale disintossicamento. Ora sono al secondo periodo ed ho un Vis Aurelia che mi aspetta al terzo di anno di Eccellenza.

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    • Gabriele Brawler

      Ci vorrebbe un gruppo di recupero Skunk-iano di Football Manager. Io per ora sto tentando la carriera col San Giovanni nel campionato di San Marino, dopo anni passati a vegetare nelle categorie basse siciliane (e dopo una Serie C vinta col Palermo in un vecchio save).

      Comunque, a proposito di Brujeria, ai tempi apostrofavo Arevalo Rios (meteora rosanero) come “il bassista dei Brujeria” per quel suo look da narcotrafficante

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  • Io avrei visto bene Mauro Tassotti nella line-up dei Cripple Bastards. Ha il physique du rôle, per così dire..

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  • a quando un c’è posta per te del metallo ?!??

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