Gli alieni si sono presi PAUL MASVIDAL, oppure viceversa

È da quando ho comprato a scatola chiusa Abducted, o qualcosa a caso dei miei beniamini Voivod, che mi ritrovo ciclicamente a ragionare sul longevo binomio tra alieni e metal. I problemi che ne derivano, o meglio ancora gli effetti collaterali, in realtà sono tutti quanti in casa Cynic, nascosti da una fitta coltre di disinformazione mista a batteristi in conflitto col loro leader di lungo corso. Dovrebbe fare notizia l’uscita di un EP firmato Paul Masvidal e intitolato Mythical, ma gli è accaduto qualcosa, e quel qualcosa dovrà uscire alla luce del sole prima che per lui sia troppo tardi. A causa del suo processo di trasformazione, trasmigrazione o altre terminologie tipiche del death metal tecnico, non lo riconoscerete in quello di Traced in Air, dato che all’epoca si manifestava come una semplice versione a capello corto del Paul Masvidal degli anni di Focus e Human.

Le circostanze che hanno fatto precipitare il tutto partono da Kindly Bent To Free Us, laddove si poteva percepire un senso diffuso di rottura con i cliché tradizionali della musica dei Cynic pur riuscendo a riconoscerli alla prima botta. C’era continuità anche se pareva non esisterne affatto. Soltanto che Paul, nel frattempo, si era abbandonato ad un look denim casual basic H&M con annesso taglio di capelli, cortissimi, lasciando trasparire alcuni accenni di fiera brizzolatura. Altrove, Sean Reinert scappa. 

Ma non fraintendetelo. Sean Reinert non scappa in seguito a dissidi relazionali o di natura lavorativa con Paul. Lui capisce che la situazione sta precipitando e si mette al sicuro, punto.

Esce l’hashtag #MASVIDALIEN, che darà il titolo al futuro sito ufficiale dell’artista americano. L’ex chitarrista dei Death a quel punto presenta la nuova Strandberg signature Masvidalien Cosmo: look grigio sporcato da texture in stile colpi di spugna intrisa di vernice, come nei peggiori arredi low-cost da outlet d’abbigliamento; la sua forma è stranissima ed il ponte volge lo sguardo al minimal. Ergonomia neanche per il cazzo, ma complessivamente si può affermare che l’oggetto abbia un suo perché. Personalmente mi limiterei ad appenderla alla parete di un Hard Rock Cafè e non andrei oltre, ma non sono un chitarrista, e lui ci deve avere visto il futuro, pianeti lontani. L’attività social di Paul Masvidal nel frattempo si infittisce, inizia a postare di tutto e di più sugli alieni fra cui l’inquietante frase “my fellow citizens of the galazy, I salute you”. È partito per la tangente. Prende a comparire in pubblico con al collo questi ciondoli raffiguranti la testa di un extraterrestre, probabilmente sono conchiglie raccattate a qualche mercatino etnico che egli stesso ha provveduto a modificare con indomabile perizia, e dipingendo a tempera.

Questo tizio qua stava dentro a On The Seventh Day God Created… Master assieme a uno dei redneck più grezzi dell’intero ecosistema metallico: Paul Speckmann. Maremma puttana. Specificato ciò, Paul una mattina si alza per fare colazione a base di krumiri con gocce di cioccolato belga e cristalli di sale dell’Himalaya, quando una luce accecante lo attira giù in garage. Si avvicinano due ombre con la testa sovradimensionata: le dita sono prominenti come a volergli suggerire un contatto, ed il profilo rivela una timida protuberanza che potrebbe essere malintesa come un messaggio di desiderio. Paul Masvidal scompare, ma non sapremo mai come e perché. Lo hanno rapito? Oppure è lui ad avere deciso di soggiogarli con il manico della sua signature Cosmo, in segno di dominanza?

Ricomparirà dal nulla, irriconoscibile, con un EP registrato che sembra la colonna sonora che Thom Yorke registrerebbe per una produzione cinematografica bielorussa. A testimonianza delle ingiustizie subite dai temuti grigi, lo rivedremo così addobbato. Fettine di cocomero divelte nell’angolo in basso a sinistra, ciondolo spaziale ereditato dai nuovi amici in sostituzione di quello artigianale/sudamericano, e un paricollo alla Steve Jobs sovrastato da quel devastante leopardato che di fatto regna su tutto il fotogramma: a ridosso della linea dei terzi, nello sfondo così come in primo piano. Oscura perfino i fiori sulla sinistra, dimostrando di saper vincere sulle cose colorate. Non è il tipo di fotografia sulla quale uno spavaldo fotoamatore avanzato porrebbe la propria firma: non la vedreste per colpa di quel leopardato. Che trasuda diva, red carpet, stilosità e la certezza che i Cynic li ritroveremo nel 2050, ovvero quando la sbornia gli sarà definitivamente passata.

A quel punto un buon terapeuta interviene e cerca di metterci una pezza, cosa che noi di Metal Skunk abbiamo già tentato – invano – con un Trey Azagthoth in balia della sua stessa band.

Innanzitutto suggeriamo di evitare il confronto diretto con individui di pari o superiore pericolosità intellettiva. È recente la pubblicazione di una foto che ritrae Paul Masvidal al fianco di un sempre più esaurito – o calato nel personaggio – Devin Townsend. Ecco, no. Riparti dalla semplicità, inizia a frequentare qualche pizzeria, fai a cazzotti con qualcuno a cui il cameriere ha passato LA TUA capricciosa: ma Devin Townsend no. E invece, Paul, sei già finito a farci la foto accanto con al seguito tutti quei giocattoli dalla dubbia utilità finale.

Inoltre potresti dare un ascolto a questo disco qua, con cui ti saluto perché sotto le ingenti pressioni dell’amico di lungo corso Tiziano, sono contrattualmente obbligato a scrivere che ti voglio bene e che possiedo The Portal Tapes in triplice copia autografata con coloranti naturali.

Questo disco qua è uscito fuori da una discussione col buon Piero Tola, più o meno nel periodo in cui la morte di cinque alpinisti a settimana mi faceva dubitare sulla fattibilità di un articolo-parodia sul death metal tecnico – del periodo 1991/1993 – sotto forma di scalata. Sicuramente, Paul, tu già lo conosci, provenendo da quelle zone ed epoche.

Hellwitch – Syzygial Miscreancy

Non ne pubblico la copertina, dato che è tremenda e mi serve lo spazio per un’ultima immagine. In pratica gli Atheist estremizzati fino al limite del possibile. Quelli di Piece of Time si intende. Album del 1990, quindi uscito a giochi per niente fatti. Date un ascolto ai suoi arrangiamenti, al dinamismo dei pezzi, e ditemi se il gruppo capitanato da Patrick Ranieri era lontanamente accostabile al termine debuttanti. Bellissimo, una autentica chicca. Mettilo su Paul, sono sicuro che ti farà bene. (Marco Belardi)

 

4 commenti

  • A proposito di H&M, quanto era fuori e spassoso HM????? Soprattutto le lettere schizzate che pubblicavano! Qualcuno qui se lo ricorda?

    Piace a 2 people

  • da ottimi individuatori di filoni, non vi siete lasciati sfuggire il “longevo binomio tra alieni e metal”. In realtà è meno evidente del binomio con horror, il fantasy, la guerra e altre cose proibitissime fra cui il NSBM, tuttavia meriterebbe una qualche ricerca. Per esempio, “In search of truth” degli Evergrey, musicalmente non irrinunciabile, ma comunque interessante e incentrato sulla storia di Bagliori nel buio. Da lì si può solo crescere.

    "Mi piace"

    • una band che ha dato tanto al binomio metal-alieni erano gli abruzzesi Rising Moon, addotti in qualche lontano pianeta credo da parecchi anni visto che non credo facciano più nulla… purtroppo:

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...