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FRANTIC FEST 2018 – Francavilla al Mare (CH)

22 agosto 2018

Squadra che vince non si cambia. E quindi anche quest’estate se ne è andata con la tripletta Gigione, Brutal Assault 23, Frantic Fest 2. Però coglione si, stronzo no. Memore dell’esperienza dell’anno scorso, stavolta faccio, per la prima volta in vita mia, il pieno alla macchina; e ho cambiato pure le gomme. Mi sono fatto prestare la macchina, che ha persino l’aria condizionata.

Non faccio in tempo a sistemare tutto dal ritorno del Brutal Assault che comincio a risistemare tutto per la partenza verso il Frantic. Faccio tutte le cose a modino, la sera prima. Giusto una cosa mi mancava da comprare, ma la mattina dopo saremmo partiti alle 10 e avevo tutto il tempo, e poi di corsa a prendere la mia fidanzata. La mattina carico la macchina, vado a comprare quella cosa, la metto nel portabagagli, chiudo il portabagagli. E mi rendo conto di aver chiuso il portabagagli con le chiavi dentro.
Segue documento storico:

Alla fine riesco a risolvere, si tratta solo di aspettare un paio d’ore per farmi portare le chiavi di riserva a Stazione Termini. 

IL ROSMARINO DÀ, IL ROSMARINO TOGLIE

C’è una cosa in particolare che il Frantic ha in comune con il Brutal Assault e che secondo me è il concetto che devo far passare: IL FRANTIC È UNA PRESA A BENE. È divertente, sembra una rimpatriata tra amici, occasione irripetibile, uno di quegli eventi a cui non si può rinunciare perché sai che te ne pentiresti. Stanno tutti presi a bene, gli astanti, i musicisti brilli, i campeggianti che si ritrovano nella fanga causa pioggia del giorno prima, persino i punkettoni un po’ coglioni che erano saliti per gli Exploited e che purtoppo sono saltati causa cuore di Wattie che fa le bizze.

È una presa a bene.

È veramente una presa a bene. Gli Exploited sono stati sostituiti all’ultimo con gli Entombed A.D. Mica cazzi. Uno potrebbe pensare vabbè, gli Entombed posso vedermeli quando ripassano. E qui casca l’asino. Perché gli Entombed sono sempre fighi dal vivo, ma al Frantic di più. Sarà che qua si braciano le pecore a tutte le ore, sarà l’atmosfera festaiola, sarà che Petrov di sicuro prima del concerto s’è scolato due litri di Genziana fatta in casa, non lo so. Pensate che il Sindaco, con la scusa di una processione, durante il live degli Entombed ha fatto esplodere i fuochi d’artificio in onore di Davide Straccione, artista visionario, prode semidio italiano, esteta del gesto eroico come godimento amoroso, discendente di D’Annunzio.

A quanto pare poi al Frantic è regola la presenza fissa della coppia borderline da campeggio. Se l’anno scorso si era arrivati al rischio omicidio-suicidio tramite ingestione di sapone liquido per le mani, stavolta penso il punto massimo si sia raggiunto con la rissa violenta tra sorelle durante il concerto degli Enslaved. Questo per farvi capire che cazzo vi siete persi. Una delle sorelle a quanto pare è poi scomparsa nel nulla per una mezz’ora, prima del drammatico ritrovamento nei cessi. Nel frattempo l’altra sorella se la prendeva con il fidanzato, reo di essersi visto il concerto invece di partecipare alle azioni collettive di rastrellamento della zona. Lui rispondeva basito difendendosi con candidi e genuini ‘tu mi hai detto che potevo scegliere tra l’aiutare a cercare e gli Enslaved’. E lui giustamente aveva scelto gli Enslaved. Amico mio, cosa vuoi farci?, hai tutta la comprensione maschile; le donne sono fatte così. Sono belle. Interessanti da studiare, da conoscere, divertenti da ascoltare e spesso spiritose. Hanno in genere occhi meravigliosi. Sono mutevoli, lunatiche, innocentemente perfide, senza convinzioni profonde e senza volontà continue, violente e fragili. Litigano a morte, e si calunniano a vicenda, e si adorano alla follia, e si stringono tra le braccia quasi a spezzarsele, e sono pronte a sbudellarsi per una parola fraintesa. Incerte, dall’umore variabile, le esaltazioni sono a sorpresa, le tenerezze pronte a sparire, l’entusiasmo soggetto a eclissi. Parlano e sparlano di amore, di onore, millantatrici bugiarde bare velenose infide inquietanti pericolose ingannatrici. Un giorno amano solo te e il giorno dopo ti guardano appena perché, insomma, hanno una natura, un fascino, un temperamento da puttane e tutti i loro sentimenti sono simili agli amori delle puttane. Il loro cervello svolazza come foglie al vento. Ma ci piacciono moltissimo.

È una presa a bene.

Come lo scorso anno, il Frantic musicalmente spazia davvero tanto, mantenendo comunque i piedi ben piantati nei sapori di casa nostra. Non c’è problema a saltare dai Birdflesh (dritti dritti dall’Obscene Extreme) a King Dude fino agli Zu (con Jacopo Battaglia alla batteria). Però indipendentemente dai gusti i gruppi tendi a guardarteli tutti, perché la qualità è alta. Di King Dude ad esempio a me in teoria non frega un cazzo, perché questa musica è bella e tutto quanto ma alla lunga mi rompe i coglioni. E invece mi ha fatto scassare dalle risate. E sapete perché? Perché stava preso a bene. A un certo punto ha scherzato pesante (tipo You Italians have created the best things: pasta, pizza. And Fascism.) e io ho pensato eccallà mò succede un casino. Invece si sono fatti tutti una risata. E sapete perché? Perché stavano presi a bene, non c’è spazio per chi rompe i coglioni. Poi i padroni del noise rock Unsane (concerto tiratissimo senza pause), G.B.H. e la band culto Sadistic Intent (Sadistico Intentico). Vi rendete conto quanta cazzo de robba. Tra gli altri italiani impossibile non citare almeno Caronte, The Secret e i miei tanto amati Lento. Sui Lento voglio commentare con quello che gli urlò un tizio a un concerto al mitico Dal Verme, se non erro per il tour di Anxiety Despair Languish: Porcodedd*o non siete più tanto lenti!. E poi gli Hirax, con tanto di djset a fine serata di Katon DePena, il cantante. Per me è stato l’apice, uno spasso totale. Andate a vederli ovunque vi capiti e sappiate che al Frantic sono stati meglio. Anche il bimbo presenza fissa del Frantic, mascotte ufficiale e speranza per un mondo migliore stava preso a bene.

Foto presa a bene di Daniele Di Egidio. Notate che stanno tutti presi a bene.

A questo punto mi tocca citare pure Igorrr, di cui io non avevo mai ascoltato una nota nonostante il suo nome da un poco rimbalza per tutti i festival metal del mondo, e che per quel che mi riguarda è una delle cose più stupide che abbia mai sentito in vita mia. Se un gruppo di ragazzini con conoscenze musicali vaste ma superficiali decidesse di fare un gruppo ‘geniale e innovativo’ probabilmente penserebbe a qualcosa tipo Igorrr. Però i ragazzetti non ce l’hanno il Mac e la cantante bravissima, quindi risolvono facendosi un cannone e accendendo la Playstation. Igorrr no, Igorrr lo fa. Credo il mio problema principale con questa roba sia che il tizio, da classico francese, si prende terribilmente sul serio. E se tu prendi sul serio questa roba, che spesso rasenta il ridicolo, che in alcuni pezzi fa ridere da quanto fa schifo, allora a me viene il sospetto che tu mi stai pigliando per il culo. Perché i momenti in cui prendono di più ricordano i Korn rincoglioniti quando collaboravano con Skrillex, anno domini 2011, e già all’epoca il giochetto aveva rotto il cazzo dopo due canzoncine. Mi sembra megalomane, vanitoso, fine a se stesso, finto caos artificioso. Ma a quanto pare gli Igorrr mettono tutti d’accordo, dai giovincelli ai più stagionati – persino i punkettoni, quindi sarà un problema mio. Me li ascolterò su disco ed eventualmente mi cospargerò il capo di cenere presa dalle furnacelle.

L’era in cui visse Straccione, destinato a portare la corona ingioiellata di Aquilonia sulla sua fronte inquieta. Sono io, suo cronista, il solo che può raccontarvi la sua saga. Lasciate che vi dica di quei giorni di gloriose avventure.

Lo dico senza timore di esagerare e di smentite: il Frantic si è già imposto  come più bella realtà metal d’Italia. Ed è destinato a ingrandirsi ancora di più, sempre di più. Se lo merita Straccione, gli altri organizzatori, chi si è spezzato la schiena a tirarlo su e ce lo meritiamo pure noi. Quindi rinnovo l’invito a quei pesaculo dei terroni (li mortacci vostra) e lo allargo al popolo di Pontida, fino a gente oltreconfine, che già quest’anno cominciava a far capolino. Venite nel sottovalutatissimo Abbrùzze. Venite al Frantic, facciamo crescere insieme questa roba meravigliosa, giuro che se non vi divertite il Bargone vi rimborsa viaggio e biglietto, uno per uno. Parola d’onore. Gli cascasse una palla se dico il falso. (Masticatore)

2 commenti leave one →
  1. ignis permalink
    22 agosto 2018 14:15

    Prosa che ricorda, in un passaggio, Apuleio…
    Comunque, ragazzi, a Nocturno bisogna abbonarsi!
    Consiglio l’abbonamento biennale.

    Mi piace

  2. 28 agosto 2018 20:52

    Ahahahah “anche il bimbo stava preso a bene” sono morta…
    Comunque confermo che mio figlio (il pargolo della foto) è quello che ai concerti sta meglio di tutti…🤘🏻🤘🏻😎

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