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Radio Feccia #17

25 giugno 2015
John-Bush

Ora che mi sono reso conto che somiglia a Nunzio Lamonaca, gli voglio ancora più bene

Non ho voglia di recensire il nuovo ARMORED SAINT ma ascoltatelo

La title-track, uscita come singolo, è spettacolare, il resto del disco non ha altri sussulti analoghi ma resta gradevolissimo. Va detto che con me Win Hands Down vince a mani basse a prescindere perché faccio parte della schiera dei tifosi di John Bush che ci erano rimasti malissimo per la reunion degli Anthrax (che, va ricordato, hanno da poco pubblicato un pezzo dedicato a Cersei Lannister per la compilation di Game of thrones) con Joey Belladonna. Perché, spero siate d’accordo, Bush Worship Music lo avrebbe cantato meglio, alcuni pezzi, tipo The Giant o I’m Alive erano proprio suoi, che cazzo.

MORBID ANGEL: e alla fine David Vincent è fuori

Prima dei social network non avremmo assistito a manfrine del genere. Dopo giorni passati a giurare ai suoi seguaci su facebook che non era fuori dai Morbid Angel né nessuno gli aveva chiesto di andarsene, nonostante Trey Azagthoth avesse nel frattempo annunciato il ritorno di Steve Tucker, David Vincent ha da poco annunciato di essersi fatto una chiacchierata con il chitarrista e di aver rilevato “incompatibilità nel lavorare insieme”. Il comunicato, in fondo, lo fa uscire da signore, ma che lo fosse lo avevamo già capito dalla bonaria indifferenza con la quale aveva reagito alle reazioni apocalittiche seguite alla pubblicazione di Illud Divinum Insanus:

“Trey e io abbiamo fatto cose meravigliose insieme negli scorsi trent’anni e gli auguro il meglio con i suoi progetti futuri. Per il rispetto dell’eredità di questi traguardi, chiedo ai fan dei Morbid Angel di non schierarsi, perché io non lo sto facendo”.

Magari tornerà ai Genitorturers del suo amore di sempre, Gen. Il prossimo disco dei Morbid Angel sarà probabilmente carino ma non ci baseremo il blog per un anno come con Illud Divinum Insanus.

Anneke ha fatto uscire un box di quattro cd con l’opera omnia degli Agua de Annique

Non ci frega nulla degli Agua de Annique, anzi, ci fanno pure cacare, però, per me che sono milfista-leninista, lei è sempre più bella:

anneke

Qualcuno sentiva il bisogno di un ulteriore disco dei FEAR FACTORY?

Io no. Mechanize, l’album uscito dopo che Burton C. Bell e Dino Cazares si erano rimessi insieme alla facciaccia dei poveri Herrera e Wolbers (che in teoria sarebbero ancora negli Arkea, i quali dopo il debutto del 2009 non hanno tuttavia fatto nulla), non era male. Era stato forse il disco dei Fear Factory che avevo ascoltato con maggior piacere dai tempi di Obsolete. The Industrialist, però, era abbastanza una rottura di palle. Comunque tra un po’ esce Genexus. Al basso è arrivato un tizio del giro dei Brujeria. È uscito un pezzo in anteprima ma è un’inutile stronzata.

Basta new age, ora lo yoga si fa con il drone doom

Leggiamo sul Guardian che a New York è nato un gruppo di meditazione yoga dove invece della solita new age di merda con le voci degli uccelletti e l’acqua che scorre, si ascoltano drone, experimental ambient, depressive black metal, post-rock e cose così. L’idea è stata di Kimee Massie, maestra di yoga e metallara che spiega come questo genere di musica “ti scuota i chakra ma in una maniera particolare, gira tutto intorno alle sensazioni che ti dà, sia dal punto di vista sonoro che emozionale”. Io so appena cosa sia lo yoga e non conosco manco il significato preciso della parola ‘chakra’, quindi non ho nulla di particolarmente intelligente da aggiungere e vi rimando all’esaustivo articolo pubblicato dal quotidiano britannico, che avrà i suoi difetti ma è in assoluto la testata generalista al mondo che parla di metallo con la frequenza e la competenza maggiori.

Uno dei prossimi numeri di Orfani si chiama Death Metal

In precedenza erano usciti episodi intitolati War Pigs e Rock’n’roll. Quasi mi dispiace seguire già la serie perché ciò mi impedisce di acquistare l’albo solo per il titolo. Recchioni i riferimenti al metallo li infilava già in John Doe. Qualche anno fa aveva persino scritto un albo di Dylan Dog dove l’old boy andava a vedere i Motorhead. Lemmy su Dylan Dog, attenzione. In un numero più recente fa addirittura ascoltare gli Slayer all’indagatore. Gobble gobble one of us!

orfani_deathmetal

MEGADETH: anteprima dal disco dei fuoriusciti Chris Broderick e Shawn Drover

Andatisene una volta compreso che il cattivo Dave Mustaine non avrebbe lasciato scrivere loro manco mezzo accordo, il chitarrista e il batterista, due quarti della formazione più stabile che i Megadeth avessero mai avuto dai tempi di Cryptic Writings, sono stati sostituiti rispettivamente da Kiko Loureiro degli Angra (mindfuck dell’anno) e Chris Adler dei Lamb of God e hanno messo su un gruppo, gli Act of Defiance (che già così sembri una cover band sfigata degli Exodus) insieme al cantante degli Scar The Martyr e al bassista degli Shadows Fall. Throwback, primo estratto da Birth And The Burial, fuori su Metal Blade ad agosto (se cacciano già un full, o avevano parecchia roba in archivio o l’hanno scritto in sei giorni), non è brutta ma è il solito thrashettone moderno all’americana con il coro pulito e gli assoloni che ci interessa quanto un seminario sui risvolti antroposofici del campionato di cricket cingalese.

ELECTRIC WIZARD: Mark Greening fa causa e Time To Die viene ritirato dai negozi

Il batterista dei doomster inglesi, che noi continuiamo ad amare acriticamente qualunque cosa facciano, è uscito dal gruppo per la seconda volta poco dopo la pubblicazione del recente Time To Die, che a noi era peraltro garbato di molto. In sostanza Greening accusa gli ex sodali di non avergli dato tutti i soldi che gli spettavano per le registrazioni del disco e il suo avvocato è riuscito a ottenere il ritiro dell’album dai negozi di dischi superstiti, il che conta relativamente perché te lo puoi sempre comprare su internet a metà prezzo, però la storia resta piuttosto grottesca (sui due piedi non mi vengono manco in mente casi analoghi). Jus Osborne aveva raccontato che Mark non era più buono dal vivo. Stefano Greco, che li ha visti allo scorso Hellfest, mi ha detto che sul palco hanno perso la bussola comunque e io mi fido ciecamente di Stefano Greco.

Vabbè, sentiamoci Win Hands Down, che spacca. Arimortis. (Ciccio Russo)

11 commenti leave one →
  1. sergente kabukiman permalink
    25 giugno 2015 16:11

    john bush è uno degli ultimi veri cantanti metal, non ci sta niente da fare. la cosa degli electric wizard(più di una persona mi ha confermato che dal vivo sono mosci e che liz tra una canzone e l’altra va dietro le quinte a pettinarsi i capelli) mi fa ridere perchè loro stessi dicono di non guadagnare pochissimo dalla vendita dei cd, di che stiamo parlando allora? spendono più in avvocati di quanto ne ricavano alla fine..bah

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  2. Pesso permalink
    25 giugno 2015 16:53

    Il nuovo Armored Saint è un discone, di gente con la loro classe ce n’è pochissima in giro. Per quanto mi riguarda, finisce dritto tra i dischi dell’anno

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  3. weareblind permalink
    25 giugno 2015 17:37

    Armored Saint in ascolto ora.

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  4. 26 giugno 2015 00:34

    If you’re not into Armored Saint, you are not my friend. Quindi il disco nuovo fa esattamente ciò che dice il titolo.

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  5. lorenzo (l'altro) permalink
    26 giugno 2015 09:56

    ma il batterista è quello storico? il problema di raising fear era la batteria col freno a mano tirato.

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    • 26 giugno 2015 10:08

      Sì, c’è sempre Gonzo Sandoval, tutta la formazione è quella storica, a parte ovviamente il fu Dave Prichard

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      • Lorenzo (l'altro) permalink
        26 giugno 2015 16:19

        Allora mi pare che s’è deciso a suonare seriamente.

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  6. chippy_bones permalink
    26 giugno 2015 10:37

    france’ ma cazzo di tag hai messo? bhuahahahah

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  7. pepato permalink
    19 luglio 2015 18:17

    Armored Saint: disco fenomenale. Non sono d’accordo però, oltre alla title-track ci sono molti pezzi che spaccano culi: The Mess, Head full of steam sono delle bordate allucinanti!

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