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Nell’ultimo numero Dylan Dog ascolta gli Slayer

30 gennaio 2015

dylan_dog_ascolta_slayer

Dylan Dog le ha veramente tutte. Non beve, non fuma, droghe manco a parlarne, è vegetariano, ha paura dell’aereo e soffre di qualche misteriosa turba psicosessuale che lo costringe a cambiare donna ogni mese (io ho sempre pensato avesse una relazione segreta con Groucho, altrimenti non si capisce come faccia a sopportarlo). Insomma, io non inviterei mai Dylan Dog a una festa, se ne starebbe lì in un angolo a scassare i coglioni sul fatto che quel roast beef prima faceva “muuu” e, al momento di scegliere un dvd, tirerebbe fuori Frank Capra ed Ernst Lubitsch da vero fighetto snob, bollando come sessista e omofobo “La soldatessa alle grandi manovre”, il film che vorremmo vedere noi. Che Capra e Lubitsch sono fantastici, certo, e vanno benissimo se devi far vedere alla studentessa del Dams rimorchiata all’apericena che sei intelligente e sensibile. Ma con gli amici alle feste si guarda “La soldatessa alle grandi manovre”, Dylan, non rompere, su, e no, mi spiace, il tè alla pesca dell’Eurospin è finito, è rimasta solo la birra Spruzz Brau, mi sa che t’attacchi al tram, sicuro che non vuoi un tiro? E sempre ‘sta faccia lunga, pare che t’è morta la gatta, ti ci metto l’MD nel tè alla pesca la prossima volta, mortacci tua.

Almeno nei primi episodi Sclavi ogni tanto gli faceva ascoltare gli Iron Maiden. Negli anni successivi, quando la testata diventò sempre più schiava di un pestilenziale politically correct autoimposto, non ci saremmo stupiti invece di scoprire che l’old boy avesse in casa i cd dei Kings of Convenience, se non proprio della Bandabardò. Roberto Recchioni, nuovo curatore della serie (e, che io sappia, metallaro), ha evidentemente capito di dover recuperare il target dei lettori che non avrebbero più invitato Dylan Dog alle feste e nel numero da ieri in edicola, “Al servizio del caos”, di cui è sceneggiatore, ha inserito una scena dove l’indagatore dell’incubo ascolta Raining Blood in macchina (un precedente non troppo remoto è “Il giudizio del corvo”, albo uscito nel 2012, sempre scritto da Recchioni, la cui sequenza iniziale vedeva Dylan trascinarsi dietro la sgallettata di turno all’Hammersmith per vedere i Motörhead).

Nella pagina qua sotto, che precede la vignetta posta in apertura del pezzo (dopo la quale la zoccolaccia spegne lo stereo, io l’avrei buttata fuori dall’auto in corsa), è particolarmente notevole l’ultimo quadro, dove il disegnatore Daniele Bigliardo è riuscito a rendere benissimo l’espressione di esaltazione ebete e fanatica che coglie tutti noi quando ascoltiamo gli Slayer:

dylan_dog_slayer Bravo, Robè, di questo passo tra un annetto riusciamo anche a fargli bere qualche birra con i Sodom di sottofondo che, come ricorderanno i lettori più attenti, Dylan Dog in teoria è un “astemio che si astemia poco”.

Giusto una cosa: SLAYER non “The” Slayer. Mica sono un gruppo indie pop degli anni duemila.

Sì, cazzo, SLAYER:

19 commenti leave one →
  1. Saebi permalink
    30 gennaio 2015 12:26

    “E sempre ‘sta faccia lunga, pare che t’è morta la gatta, ti ci metto l’MD nel tè alla pesca la prossima volta, mortacci tua”. Rotolo :D

    Tom Araya è il nostro Elvis, e anche quello di Dylan a quanto pare

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  2. 30 gennaio 2015 13:44

    Post bellissimo!!!!

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  3. carmelo permalink
    30 gennaio 2015 14:41

    non posso esimermi dal commentare tutto ciò che riguarda dylan essendo io un fan dal 1989 dove piccolino 14enne leggevo i conigli rosa uccidono e che cominciavo ad ascoltare iron maiden e compagnia brutta; dylan ha sempre avuto questo approccio metal e devo dire che avevo scritto a roberto ( senza sapere sui gusti musicali ) chiedendogli di far rivivere in dylan i suoi valori originali; devo dire che sta cominciando ad accontentarci ( anarchia nel regno unito docet ); per il resto gli slayer sono un bene per l’umanità anche se hanno sbagliato a continuare. Amen
    Ps vi aspetto a chiaromonte per altre 3 birre.

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    • 30 gennaio 2015 14:42

      Io ho scoperto il metal estremo con i primi almanacchi della paura…

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      • ignis permalink
        30 gennaio 2015 20:05

        Grande! Ricordo che la sezione musicale fu inaugurata con il secondo almanacco. Fui uno di coloro che ne sentirono la mancanza nel primo…

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      • 31 gennaio 2015 12:32

        giusto qualche tempo fa mi e’ ricapitato tra le mani un vecchio almanacco della paura, ora non ricordo che numero fosse ma vedere nella parte musicale articoli sulle “nuove promesse” ENTOMBED e OBITUARY…lacrimuccia inevitabile.

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      • carmelo permalink
        6 settembre 2015 11:31

        Verissimo. Ricordo che c’era la sezione paura musica con la nascita del filone death e grind. Ricordo ancora la copertina di eaten Back To Life

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  4. Joe Stromboli permalink
    30 gennaio 2015 15:43

    “dopo la quale la zoccolaccia spegne lo stereo” ….che fastidio quando la gente si azzarda anche solo ad abbassare il volume

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  5. sergente kabukiman permalink
    1 febbraio 2015 11:52

    fumetto che ahimè ho abbandonato da un po’ di tempo ormai..devo riprenderlo

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  6. pepato permalink
    2 febbraio 2015 22:26

    A me pareva di ricordare che in uno speciale Dylan Dog non voleva che si ascoltassero gli Iron Maiden: il disco gli era stato regalato da un ragazzino, ma a DyD faceva schifo….

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    • 3 febbraio 2015 09:47

      Addirittura? Mi pare eccessivo (anche perché Dylan è un eterno trentatreenne dall’86, quindi dovrebbe essere stato ragazzino negli anni ’60) ma potrei sbagliarmi dato che negli anni scorsi un paio di speciali me li sono persi. Sicuramente ascolta i Maiden ne ‘Il marchio rosso’ e ‘Il ritorno di Killex’ anche se il massimo è ‘La clessidra di pietra’ (una delle storie migliori di Chiaverotti), dove un borghese conservatore distrugge i dischi del figlio metallaro e poi viene orribilmente massacrato da un demone mentre i testi di ‘Still life’ e ‘The number of the beast’ fanno da didascalia. Altri tempi.

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      • pepato permalink
        3 febbraio 2015 10:41

        Beh credo anche che qualche errore di “discontinuity” ci possa stare… Comunque mi pare che “The number of the beast” suonasse già nel numero 1. Devo recuperarli….

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    • 11 febbraio 2015 02:42

      Speciale Orrore Nero
      i gusti di Dylan sono sempre cambiati a seconda dei gusti degli autori. A farlo più rocker mi pare fosse più Chiaverotti che Sclavi

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  7. MasterPaskua permalink
    6 febbraio 2015 15:18

    da quel che mi ricordo, roba metallica c’era anche nel vecchissimo Golconda

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    • 6 febbraio 2015 15:31

      In “Golconda” c’era proprio una band di demoni che metteva a ferro e fuoco (letteralmente) un locale. Tra l’altro nel numero di cui si parla nell’articolo si rivede una delle creature di quella storia…

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  8. 28 settembre 2016 12:46

    A proposito di rock, di Dylan Dog, di trentennali, etc. è uscito un brano che si chiama “Non sono mica Dylan Dog”. Carino.. L’autore è il rocker Mimmo Parisi. Link: https://www.youtube.com/watch?v=jN60cftDVHQ

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