Le canzoni che ho riconosciuto durante la risonanza magnetica

Avete mai fatto la risonanza magnetica? Io una o due volte, per la schiena, una vita fa. Il problema è che ho un ginocchio, il destro, che sta rapidamente andando a puttane, e, in attesa che mi comunichino che il menisco destro è da rottamare, sono andato ad accertare l’inevitabile con il suddetto esame.

In sala d’attesa si faceva il distanziamento per mezzo del solito giochino un posto sì, due no, e in pratica c’era una sola seggiola libera su cui mettersi, in un angolo della stanza. Alle spalle di essa troneggiava non so per quale motivo un gigantesco Cristo, riverente figura che persino le vecchie di Sesto Fiorentino avevano scansato e che è toccata al sottoscritto. Severo, il palestinese mi ha guardato male per tutto il tempo, in segno di monito per quella volta che comprai a scatola chiusa Chameleon.

L’esame dura circa una ventina di minuti. A effettuarlo è stato un medico simile a Ryan Gosling a tredici anni, molto competente a dirla tutta, che mi ha domandato una serie di cose per essere sicuro che non avessi protesi metalliche, parti metalliche, oggetti metallici infilati da qualche parte, schegge di granata di qualche esplosione eccetera eccetera. Poi mi ha fatto sdraiare e mi ha avvertito: “Stai fermo, se hai bisogno chiamami: adesso sentirai un po’ di rumore.

La risonanza magnetica consiste in venti minuti in cui tu, sdraiato, devi stare fermo mentre ascolti una cosa che di getto potrebbe sembrare un side project industrial spinto di qualche metallaro annoiato sulla trentina abbondante; ma in realtà sono tutte chitarre, ed è la batteria ad assomigliare a uno di quei pessimi campionamenti dei Sarcofago orfani del crestone di D.D. Crazy. Penso che la maggioranza dei pazienti tenda a ignorare quei suoni fin dove possibile, addormentandosi, ingerendo del cianuro o astraendosi completamente con la meditazione. Io mi ci sono concentrato per tutto il tempo, arrivando a individuare le seguenti canzoni.

Innanzitutto, chi ha prodotto la risonanza magnetica? I suoni sono leggermente impastati ma tutto sommato nitidi, direi omologati. Sentire cose tanto diverse suonare rigorosamente in quella maniera mi ha fatto pensare niente meno che agli Abyss Studios.

Ma l’autore è Josh Homme. Tre cose su quattro che ti passano durante la risonanza magnetica sono i Queens of the Stone Age dei primi due album, con una similitudine sconcertante sulle pennate di chitarra e persino sul metronomo. La prima che ho beccato direi che è

QUEENS OF THE STONE AGE – Monster in the Parasol

Semplicemente l’attacco senza variazioni né accenti, tant’è che il termine robot rock che provarono ad affibbiare a Homme aveva una sua logica. Ma ho ascoltato passaggi simili a Regular John e ad altri pezzi composti dall’ ex-Kyuss.

SATYRICON – Immortality Passion

A un certo punto c’era questo baccano impressionante che culminava con lo stop finale improvviso, due suoni distinti di cui uno un ronzio e l’altro, chiaramente, la batteria di Frost abbassata di 30 o 40 bpm. Chiaramente un tributo all’album simbolo della band di Satyr.

SVEN VATH – Ydolem

Direte: e che c’entra? Una volta andai con un’amica a vedere questo tizio tedesco alla Fortezza da Basso, sarà stato il 2004 o 2005. L’unico pretesto era scroccare a fine concerto un trattamento che la mia cappella ahimè mai ricevette, ma valeva la pena provare. Certo, non sarei sceso al livello d’andarci a vedere, che ne so, la Bandabardò, ma all’epoca Sven Vath mi seppe di quei musicisti EBM con le sopracciglia rifatte che si infilano gli spilli nei coglioni e dissi: “Vediamo che succede”. Non successe niente e rimossi la musica di quel tizio finché un giorno, e cioè oggi, avrei risentito Ydolem durante una risonanza magnetica.

MESHUGGAH – Stengah

Non mi torna tanto la metrica (così come non torna a voi che li ascoltate o che peggio ancora provate a risuonarli), ma il momento più disturbante di tutta la risonanza magnetica è stato il limpido passaggio dei Meshuggah. È stato l’unico momento in cui ho rischiato di muovermi perché stavo per esclamare a voce alta: “I Meshuggah!”; ma non solo: non erano i Meshuggah, era proprio Stengah da Nothing e direi la versione del 2002 e non il remix del 2006.

ABRUPTUM – Obscuritatem Advoco Amplectere Me

Servono spiegazioni?

CANNIBAL CORPSE – Stripped, Raped and Strangled

A un certo punto del celebre brano di The Bleeding, intorno ai due minuti, c’è un tremolo picking e la chiara impressione che la canzone stia per prendere velocità. Geni del male quali i Cannibal Corpse sono, o furono, i nostri decisero di ripartire mid-tempo per poi accelerare un poco più avanti. Sono questi i piccoli accorgimenti che distinguono i gruppi col batterista bravo e i riff ganzi dai veri e propri fuoriclasse. È completamente fuori senso, però, distinguere un passaggio del genere, tremolo picking compreso, durante un esame a un ginocchio fracassato.

CARCASS – Carbonized Eyesockets

L’attacco di batteria di Carbonized Eyesockets dal rumorosissimo Reek of Putrefaction è l’unico momento che mi ha leggermente messo in difficoltà oltre i Meshuggah, essendo durato circa un minuto in loop.

KRISIUN – Ageless Venomous

Title track di uno dei loro dischi meno riusciti, Ageless Venomous attacca con un’intro di rumoracci alla Sepultura per poi presentarci Max Kolesne in doppia cassa a velocità folli e qualche schitarrata sopra. È una canzone che mi ha sempre fatto schifo al cazzo ed è forse per questo che mai dimenticherò il loro assurdo e perseverante shredding. Presentissima durante la playlist della risonanza magnetica. (Marco Belardi)

3 commenti

  • Qualche anno fa durante l’ intervento di ernia inguinale mi hanno torturato con del pop italiano, ho suggerito loro che gli album dei carcass sarebbero più indicati, se non altro per le tematiche dei testi. Non avevano idea di cosa stessi parlando…

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  • Nvlst/Convergence

    Per me fu una tortura infernale.
    Io ho fatto una risonanza magnetica Total body per via del cancro che mi hanno diagnosticato per vedere se vi erano anche metastasi (che fortunatamente non ho!).
    Come hai fatto a concentrarti e addirittura pensare alla musica?
    Ne hai di fegato per affrontare “serenamente” un esame che – ripeto – per me è stata una esperienza infernale.
    Complimenti.
    Adesso pensando che dovrò farne molte altre mi vengono i brividi

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  • vediamo cosa mi sovverrà in mente al momento di colonscopia e visita prostatica, tappe obbligate per i ≥ 45

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