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Avere vent’anni: KREATOR – Endorama

26 aprile 2019

endorama.jpg

La giovane Mille P. odorava con insoddisfazione il profumo dello stallatico misto agli scarichi industriali. Era così in tutto il bacino della Ruhr. Pomeriggi passati a farsi palpeggiare dai contadini in cambio di qualcosa da mangiare, o una carta telefonica di piccola pezzatura, avevano generato in lei l’idea che dovesse lasciare quei luoghi grazie ai quali ebbe modo di crearsi quel nome così rilevante, all’interno di un ambiente che contava. La rispettavano in quanto benefattrice, anche se non avrebbe camminato a lungo al fianco delle amiche di infanzia, Schmier e Such. La prima cadde in disgrazia, sfiorì molto presto. La seconda decise invece di rimanere in periferia, ai margini di Gelsenkirchen.

Mille P. si addentrò nei quartieri più lussureggianti di Essen, frequentò nuove amicizie e provò cose nuove fra cui lo pseudonimo Melissa. Gli sculaccioni divennero più fragorosi, e la sua collezione di accessori cresceva in risposta alle esigenze dei clienti più eclettici. I contadini, che attraversavano la città per vendere i loro ortaggi al mercato ortofrutticolo, la riconobbero a fatica, dato che se la ricordavano bella sudicia ed intenta a correre per i terreni arati negli anni Ottanta. Sapevano dalle chiacchiere di paese che in quei palazzoni di vetro e cemento le era sicuramente accaduto qualcosa, e bramavano di riaverla con loro. Eppure ella aveva saputo farsi un nome per una seconda volta, a dispetto di un passato a dir poco ingombrante.

E poi arrivarono le tute in lattice, i rotori meccanici con terminale intercambiabile, gli spilli e i guanti in pelle da lolita dark regalati da Tilo Wolff dei Lacrimosa: Mille P. sentì male per la prima volta, provò la sensazione di trovarsi in un film di Luca Guadagnino e proprio per quest’ultimo motivo fuggì. Si era spinta oltre il limite, grazie all’aiuto di un sapiente magnaccio come Tommy Vetterli.

Golden Age non me la dimenticherò mai, l’intero Endorama aveva pochi punti di reale cedimento: ma in quei palazzi asettici e pieni di vetrate che riflettevano plumbee nuvole cariche di smog, alla cresciuta Mille P. doveva essere successo più di un banale qualcosa, considerando che nel giro di soli due anni l’avremmo ritrovata a inneggiare alle origini, con un chitarrista totalmente anti-origini a partire da quella fastidiosa espressione da protagonista di Smallville o serie del genere. Mai mettere i macchinari alla velocità massima, poi ti frizza tutto. E quanto sono invecchiati male i Kreator, da quei tempi: la fine della porcona che, pagata per una vita al solo fine di dispensare piacere, si ritrovò rassomigliante ad una chiatta a pagare ella stessa, per provare un’ultima volta i piaceri di una vita lontana. (Marco Belardi)

7 commenti leave one →
  1. ignis permalink
    26 aprile 2019 09:07

    Sublime!

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  2. bonzo79 permalink
    26 aprile 2019 10:16

    niente male stavolta!!!

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    • Bacc0 permalink
      26 aprile 2019 11:11

      Outcast mi era piaciuto molto, questo aveva dei pezzi validi ma anche diversi passaggi a vuoto. Indubbiamente è un disco ruffiano, però è il loro ultimo che vale la pena di ascoltare. Dal successivo metteranno su il pilota automatico del mediometal la qualunque, diventando una roba davvero urticante.

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  3. El Baluba permalink
    26 aprile 2019 16:55

    all’epoca lo comprai fidandomi della recensione di signorelli su metalhammer e del video sul pezzo con Tilo Wolff, ma più che altro era un periodo che stavo in fissa con Coma Of Souls e Pleasure To Kill…quindi un nuovo Kreator ci stava tutto. Boh, a parte un paio di brani non mi ha mai preso ed è unico dei pochi dischi che ho deciso di rivendere.

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  4. ignis permalink
    26 aprile 2019 20:05

    Perché non scrivete un pezzo sugli album rivenduti?
    E magari anche su quelli rivenduti e poi riacquistati!

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    • Marco Belardi permalink
      26 aprile 2019 20:09

      Io non potrei mai farlo perché sarebbe traumatico solo ripensarci 😂😂😂😂

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  5. weareblind permalink
    26 aprile 2019 23:20

    È, molto semplicemente, un brutto album.

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