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Avere vent’anni: MESHUGGAH – Chaosphere

29 ottobre 2018

Un tempo questi qua suonavano thrash. Non mi piacevano neanche tanto, ma già al secondo LP misero in chiaro di non appartenere a nessuna etichetta fra quelle diffuse e conosciute. Erano come i Fear Factory, non inteso come similitudine dal punto di vista stilistico, ma nel senso che furono uno di quei gruppi in grado di aprire un capitolo del tutto a sé stante. Si parla di Destroy Erase Improve, un album ancora molto accessibile se si considera ciò che sono diventati i Meshuggah in seguito.

Tre anni dopo, gli svedesi conservavano ancora quella vaga vena melodica che si era capito sarebbe morta di lì a breve, ma erano già dei pazzi furiosi, liberi e totalmente privi di ogni parvenza di controllo: incisero Chaosphere e strapparono un biglietto di sola andata verso lo sbando sonoro più totale. Lì per lì non ci capii niente, Chaosphere proprio non mi piacque ed è molto strano che al primo impatto avrei apprezzato molto di più quel Nothing che sarebbe uscito quattro anni più tardi. Un album lentissimo, con quelle assordanti derive djent e quei pattern ossessivi apparentemente trita cazzo, ma che comunque mi piacque da morire grazie a pezzi come le prime due, oppure Glints Collide

Con i Meshuggah non ho molte mezze misure, o sì o no, tranne rare eccezioni. Ad esempio non riesco proprio a digerire Catch 33 e quella mezza cacata di Koloss, mentre in compenso sono riuscito a rivalutare non di poco ObZen e in particolar modo il Chaosphere che è oggetto di questo articolo. Riascoltato oggi e a distanza di qualche anno, il loro album del 1998 mi pare più accessibile di allora, e soprattutto mi ritorna tutto quanto in mente come se l’avessi messo in cuffia giusto ieri: New Millennium Cyanide Christ è esattamente come me la ricordavo, ecco che sta per arrivare quell’assolo assurdo, e lui parte un attimo dopo strappandomi il sorrisone. Una piacevole sorpresa, insomma, perché delle sue otto tracce nessuna mi sembra più ripetitiva e stanca delle altre, fatta eccezione per The Exquisite Machinery Of Torture e per il finale di Elastic, perché sentire per intero la seconda metà di quest’ultima traccia vuol dire correre da Amplifon prima ancora che sia terminata. Chaosphere non registra significativi cali di tensione, quando vuole accelera in maniera decisa (Sane) e ti mostra all’opera una band incredibilmente bilanciata, nonchè supportata da uno Jens Kidman all’apice del rendimento. Un qualcosa che inizia come The Mouth Licking What You’ve Bled non puoi non adorarlo. I Meshuggah rappresentavano un sicuro punto di riferimento per il metallo del futuro, così come l’accoppiata Demanufacture e Obsolete oppure City degli Strapping Young Lad. Dopodiché, oltre ad aver contribuito alla nascita e sviluppo di un sottogenere molto ostico come il djent, sono realmente diventati un prodotto per pochi. Come ad esempio musicisti, serial killer, e feticisti dei giochi erotici con le corde in esubero della propria chitarra elettrica. (Marco Belardi)

5 commenti leave one →
  1. vito permalink
    29 ottobre 2018 09:26

    Mai riuscito a finire l’ascolto di un album! Neanche dal vivo mi hanno convinto (forse perché ero lucido).

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    • Marco Belardi permalink
      29 ottobre 2018 09:30

      Devi avere molta pazienza con loro, è come ascoltare per mezz’ora la fidanzata che ti rimbrotta perchè non hai steso bene i panni. E passata quella mezz’ora, però, una trombata te la faresti lo stesso :D

      Piace a 1 persona

      • Orgio permalink
        29 ottobre 2018 11:15

        Il problema è che pubblicare “Nothing” come seguito è un chiaro “Te la puoi scordare!”…

        Piace a 1 persona

  2. El Baluba permalink
    29 ottobre 2018 09:33

    chaosphere e destroy erase improve li ho letteralmente consumati all’epoca. Chaosphere quando lo ascoltai per la prima volta rimasi di sasso…sembrava qualcosa provenire da un altro mondo, anzi l’idea giusta me la diede un mio amico che disse “il metal visto da quei cazzo di alieni di Matrix”…io ho continuato ad apprezzarli molto con Nothing, poi francamente mi sono rotto il cazzo dei soliti loro giochetti strumentali, anche se qualcosa di carino su Obzen si trova ancora…

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  3. Andrea permalink
    29 ottobre 2018 15:44

    Quando ascoltai sto disco per la prima volta pensai che questi erano completamente pazzi. …vent’anni dopo, vista la deriva che hanno preso, non ho ancora capito se effettivamente sono pazzi per andarsi ad infognare in certe cose, o se hanno solo voluto sfogare nel pentagramma certe deviazioni sessuali: per suonare certe cose infatti, secondo me, qualche tipo di depravazione la devi avere. Unici ed inimitabili comunque. Ora come allora

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