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Avere vent’anni: gennaio 1997

31 gennaio 2017

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ASSÜCK – Misery Index

Ciccio Russo: Anticapitalist è una delle pietre miliari della storia del grind. Misery Index, uscito a sei anni di distanza, è ancora meglio. Non c’è più il macello primordiale degli inizi, gli Assück nel frattempo hanno imparato a suonare e colpiscono più dritti e quadrati, con una solidità e un impatto figli del miglior death metal. E proprio per questo fanno ancora più male. In certi cambi di tempo schizoidi, in certi rallentamenti hardcore, in certe accelerazioni frenetiche ma precisissime ci sono i semi di venturi pesi massimi come Nasum e Hellchild. Il lancinante canto del cigno dei floridiani è la matrice di buona parte di quel grind tecnico ed evoluto che toccherà i suoi picchi a cavallo del nuovo millennio. Anche gli stessi testi, pur mantenendo una forte matrice politica, sono lontanissimi dalla trita collezione di slogan che anima le liriche di molti gruppi crust. Semplicemente fondamentale.

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STRAPPING YOUNG LAD – City

Ciccio Russo: Non mi piace quasi nulla di quello che ha inciso Devin Townsend nella sua ormai lunga carriera, per quanto umanamente mi stia pure simpatico. Heavy As A Really Heavy Thing mi era sembrato un mezzo pasticcio, non ci avevo trovato un filo logico. Il fatto che nessuno si aspettasse un capolavoro simile dal secondo disco degli Strapping Young Lad è, però, solo una parte minima dei motivi dietro l’eco di pubblico e l’esaltazione critica immani che City suscitò appena uscito. Ci sono i pezzi, c’è un suono travolgente e apocalittico che ti inchioda, c’è Gene Hoglan in una delle sue prestazioni più allucinanti, c’è una lettura del connubio tra industrial e metal personalissima. Non c’entrano né i Ministry, né i Fear Factory, le canzoni non girano intorno al riff ma alla frenesia slayeriana dell’esecuzione e all’interpretazione vocale psicotica di Townsend. Riascoltato oggi, non è invecchiato affatto e raptus di insensato parossismo come Oh My Fucking God riescono a togliere il fiato anche oggi. È tutto perfetto, pure la cover dei Cop Shoot Cop.

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DAFT PUNK – Homework

Charles: Geniali e trasversali, i Daft Punk riuscivano a piacere veramente a tutti. A partire dagli zarri da discoteca, ai quali però potevi dare in pasto qualsiasi spazzatura tanto il fine ultimo era muoversi come degli imbecilli insieme ad altri imbecilli, per finire coi cultori di musica. Con Homework, il duo francese si rende noto al mondo in modo esplosivo e si va ad aggiungere al già floridissimo movimento electrodance-evoluto dell’epoca, composto da gente tipo Chemical Brothers, The Prodigy e Fatboy Slim, attraveso le stranote power hits Around The World e Da Funk. Noi che Homework ce lo ascoltavamo a cannone in cuffia, invece che in un dance-floor, ed eravamo magari meno informati sulla dance music degli anni ’70, eravamo però in grado di apprezzarne le sfumature ‘altre’, che iniziavano dal rock e dal funk e finivano coi Kraftwerk, il cui rimando anche estetico era evidentissimo. Che poi, neanche a dirlo, erano quelle fondanti, nonché quelle che davano dignità al tutto. I Daft Punk erano capaci, come lo sono tutt’ora, del miracolo di rendere intelligente una cosa di base stupidissima -il loop degli stessi samples all’infinito- e di renderla pure desiderabile. E questa della trance psichica, ipnotica e anestetizzante, non è di fatto lo stessa identica cosa che noi ricerchiamo in generi molto più di nicchia quali lo sludge, il drone o il doom?

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ABSU – The Third Storm Of Cythràul

Ciccio Russo: Nonostante la provenienza improbabile (Plano, Texas), gli Absu furono una delle maggiori sensazioni della prima ondata black metal a non provenire dalla Scandinavia. Il secondo album The Sun of Tipharet, giunto dopo un esordio affascinante ma ancora grezzo, fu accolto da plausi pressoché unanimi, che condivisi. The Third Storm of Cythràul, invece, mi lasciò un po’ di amaro in bocca. In linea con l’aria che tirava all’epoca in casa Osmose, gli americani si buttarono sul revival speed/thrash (c’è anche una cover dei kvltissimi Morbid Scream), con tanto di acuti sguaiati, pur non attraversando completamente il guado e cercando di conservare parte della loro vena epica, soprattutto nella seconda parte del disco, non a caso la più riuscita. In altri casi non si va oltre una riedizione a 45 giri  dei Sodom. Il successivo Tara, dopo il quale si sciolsero, correggerà in parte il tiro. Si sono riformati nel 2007 con il solo Proscriptor della formazione originale. Non ho mai sentito i due full usciti dalla reunion, anche se mi dicono non siano male.

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THE ROCKING DILDOS – On Speed

Ciccio Russo: Della Osmose di fine anni ’90 questo disco è invece il manifesto ideologico. All’epoca la casa discografica francese aveva pure dato vita a un’effimera sottoetichetta – la Kron-H, dedicata alla roba più sopra le righe, come i Diabolos Rising. O i The Rocking Dildos, cioè gli Impaled Nazarene che cazzeggiano con un progettino crust/punk motorheadiano che sicuramente, come da titolo, sarà stato concepito in amene serate tra amici a base di anfetamine. Solo da un cazzeggio tossico di vecchi compagni di droga possono arrivare titoli come Hangover wank e Pregnant women must die. C’è tutta la formazione che poi inciderà lo splendido Rapture. Le componenti hardcore e rock’n’roll erano già diventate pesanti su Latex Cult, che era stato accompagnato dall’ep di sclero alcolico Motorpenis, del quale On Speed è un po’ il figlio. Dopo il batterista, e fratello del cantante Mika Luttinen, Kimmo Luttinen, se ne era andato anche il bassista, Taneli Jarva dei Sentenced. Non è da escludere che On Speed sia nato durante le prove per il reclutamento del successore. Ma ci piace lo stesso. Que viva Osmose.

 

4 commenti leave one →
  1. Supermariolino permalink
    31 gennaio 2017 22:55

    D’accordissimo con Charles sui Daft Punk!!!

    Liked by 1 persona

  2. AndreaGnarluz permalink
    8 febbraio 2017 17:16

    Dei Rocking notevolessimo anche il loro primo album The Horny Parade con canzoni profonde e meditate come War Against Feminist Fucks (praticamente una fiera di tutto ciò che rende DESIDERABILE l’ESSERE METALLARI!).

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