Skunk Jukebox: l’autunno del nostro scontento

A qualche mese dal debutto As the Flame Withers arriva un nuovo video degli YOTH IRIA, il gruppo degli ex membri storici dei Rotting Christ Jim Mutilator e Magus Wampyr Daoloth, con George Emmanuel come produttore e chitarrista non accreditato. Il taglio del video (The Great Hunter, apertura dell’album) è molto di basso profilo, con loro che suonano in una saletta abbastanza spoglia, ma serve a non farci dimenticare che il disco è uscito quest’anno ed è quindi abile e arruolato per la playlist di dicembre. Ottimo Daoloth vestito come Oscar Giannino, con bastone e gilè d’altri tempi. Sempre viva il black metal greco, amici.

Il proverbialmente attivissimo Peter Tagtgren in questo periodo, indovinate?, è attivissimo. Qui possiamo vedere il nuovo singolo dei PAIN, la sua creatura solista iniziata un po’ per gioco a fine anni Novanta e che, ridendo e scherzando, è arrivata se non sbaglio a contare otto album. Questa Party in my Head non appare collegata a nessun disco, o quantomeno non mi risultano dischi in arrivo per i Pain; trattasi comunque di rockettino allegro e spensierato in piena tradizione con lo spirito del gruppo. Ed è vero che lo scherzo è bello quando dura poco, ma in qualche modo Party in my Head riesce a stamparsi in testa, con quel ritornello e quel giro di tastiere.

Dicevamo, Peter Tagtgren è attivissimo. Ci ritroviamo quindi anche un nuovo singolo degli HYPOCRISY, il primo dopo otto anni di silenzio dai tempi di End of Disclosure. Il pezzo si chiama Chemical Whore, e non è malaccio. Certo, è sempre la solita roba, il classico mid tempo degli Hypocrisy con riffone cadenzato, ma non scordiamoci che in passato avevano fatto cose molto più superflue di questa. Il video pare avere un messaggio contro l’abuso di medicinali, il che sarebbe azzeccato visto che Tagtgren stesso ha ammesso di avere avuto esaurimenti nervosi e vari altri problemi simili; una condizione abbastanza comprensibile, se vivi in un villaggio immerso nella neve e passi tutto il tuo tempo dietro una consolle a produrre dischi che suoneranno tutti uguali. A questo punto aspettiamo il disco, che si chiamerà Worship e uscirà a fine novembre.

Negli scorsi anni non ho seguito il percorso dei MASTODON con l’attenzione che probabilmente meritava. Mi ritrovo quindi a non poter dire nulla di particolarmente brillante su questa Pushing the Tides, che anticipa il doppio album Hushed and Grim in uscita a fine ottobre. Il pezzo comunque spacca abbastanza: ha tiro, bei riff, belle chitarre, un bel ritornello e una pregevolissima parte strumentale in coda. Può essere che in questi anni mi sia perso qualcosa, e mi sa che a questo punto sia necessario un bel recuperone.

Amici del vero metal, ve li ricordate i THE AGONIST? Sono quelli in cui cantava Alissa White-Gluz prima degli Arch Enemy, e come gli Arch Enemy sono dediti ad esplorare ogni recesso delle latrine pubbliche per grattare negli angoli con vigore e scoprire così nuovi orizzonti dello schifo da poter poi tradurre in musica. Non scherzo: è così che i The Agonist trovano l’ispirazione per i loro dischi. Non si spiegherebbe altrimenti, del resto, come faccia questa Remnants in Time a fare così schifo: è un incrocio tra il thrash/death deteriore e una versione emo dei peggiori Dimmu Borgir, comprese le voci pulite messe completamente a capocchia. Non ci credo che esista qualcuno a cui possa piacere ‘sta roba. Se qualcuno tra voi ventiquattro apprezza questa sentina di lordura si riveli nei commenti e, per cortesia, mi spieghi qual è il senso di tutto ciò.

Il debutto dei THULCANDRA fu una delle prime recensioni apparse su Metal Skunk, e undici anni dopo le cose non sono cambiate: rimangono sempre degli adorabili cloni dei Dissection. Ed effettivamente è stato proprio l’amore per il gruppo di Jon Nodtveidt a spingere Stefen Kummerer (leader degli Obscura) a fondare questo progettino, in cui riversare tutta la voglia di suonare esattamente nello stile di quei due dischi storici. Questa Funeral Pyre è godibilissima e fa venire voglia non solo di riascoltare per la milionesima volta The Somberlain, ma anche di segnarsi la data di uscita dell’album, che, nonostante si chiami A Dying Wish, sono sicuro non c’entrerà nulla con gli Anathema.

Grande scalpore ha provocato The Wanderer, il nuovo video degli INSOMNIUM. Non per meriti musicali, anche se il pezzo è caruccio, ma per il fatto che protagonista assoluto del video è il culo di una tizia che gira in body e calze a rete per gli scogli facendo movenze sinuose e voluttuose. Capito i furbacchioni? Già sento chi dice no ma in realtà queste movenze rappresentano qualcosa di mistico ed evocativo e invece no, fratelli del vero metal: rappresenta un culo. Porto quindi qui i ringraziamenti del nutrito team culo della redazione di Metal Skunk e mi faccio portavoce anche del team tette che vorrebbe essere rappresentato nel prossimo video. Un po’ per uno non fa male a nessuno.

Non so se abbiamo mai parlato dei ME AND THAT MAN, che comunque, come probabilmente saprete, sono il progetto parallelo di Nergal dei Behemoth. Qui abbiamo il video di Angel of Light, una ballatona bucolica western in duetto con Amalie Bruun ovvero Myrkur. Il pezzo in sé non è male; certo niente per cui uscire per strada nudi e cosparsi di miele d’acacia invocando i poteri occulti del maestro Do Nascimento, ma comunque sempre meglio dei Behemoth. Ci sta bene anche la voce di Myrkur, che dà una certa sfumatura nordica a queste atmosfere da cavalcata di Lucky Luke verso il tramonto dell’Arizona.

Cambiamo completamente registro con i NECROFIER, gruppo texano che a breve debutterà col disco Prophecies of Eternal Darkness per Season of Mist. Il video di Betrayal of the Queen rende bene l’atmosfera oscura del loro black metal melodico e rallentatissimo; e il blast beat finale arriva come una liberazione dopo un climax che ti comprime come se fossi schiacciato sotto un macigno. Tra candele accese, fumi di zolfo, rituali occulti ed elaborate bestemmie, i Necrofier si candidano come possibile sorpresa del 2021.

Metal Skunk, blog ufficiale della gente che si droga, non può non parlare del nuovo video dei MONOLORD, anticipazione del prossimo disco Your Time to Shine che uscirà a fine ottobre. The Weary prende bene col suo ritmo rilassato e i suoi bei riffoni saturi, ed è perfetto per i momenti di solitudine contemplativa a fine serata, quando potete accenderne una e godervi il meritato riposo dimenticandovi per qualche minuto dell’inane fatica dell’esistere. Un concerto dei Monolord sarebbe uno dei miei desideri più grandi, dopo quasi due anni di reclusione forzata.

Chiudiamo con Ennen dei KORPIKLAANI, che altro non sarebbe se la cover di Got the Time di Joe Jackson, meglio nota al pubblico metal per il rifacimento degli Anthrax su Persistence of Time. L’unico commento che mi sento di fare è che mi dispiace sinceramente che i Korpiklaani siano finiti così, perché una volta erano un gran gruppo. Capisco che i Finlandesi sono strani e che l’abuso di vodka ti annebbia il cervello, però non ci sono davvero giustificazioni né per la scelta del pezzo da coverizzare (vi volete mettere in competizione con gli Anthrax? Sul serio?), né per la realizzazione plasticosa dello stesso, né tantomeno per la scelta di usarlo come video. Facciamo che dalla prossima puntata chiuderemo sempre con un video neomelodico o qualcosa del genere, quantomeno ci facciamo due risate. (barg)

6 commenti

  • Applausi a scena aperta per la cosa degli Agonist… Per il resto concordo sui Mastodon (non li seguo pù da “The Hunter” e soprettuto sui Monolord: una delle poche speranze per il futuro.

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  • Che bella la barra dei video che ti fa andare direttamente al culo degli Insomnium.

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  • Voto il partito delle natiche e questa tizia del video ‘na mezza ringalluzzita me l’ha data.
    In realtà scrivo solo per il mio virtuale amico Vito, la cui presenza su questi lidi è ormai un ricordo lontano.
    Ciao old boy, mi piace pensarti come una sorta di Carlito Brigante il cui sogno è andato a buon fine, per un volta. Ma niente monogamie, piuttosto immagino un nutrito gruppo di bagasce che ti sventolano mentre distribuisci ordini a sottoposti che un tempo ti precedevano gerarchicamente.
    Magari ti stai disintossicando dalla merda che ci riguarda un po’ tutti.
    Ovunque tu sia, ti penso con affetto e spero tu stia alla grande. A chiunque lo conosca di persona chiedo una piccola cortesia: salutatelo per me se siete in contatto con lui.

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  • E’ Peter Tagtgren che sta diventando Johnny Depp o è Johnny Depp che sta diventando Peter Tagtgren?

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  • ottima selezione, il mini degli Insomnium è notevole, se avete apprezzato il precedente album come me, è come se le 4 tracce fossero tutte più o meno sul mood malinconico di una pale morning star. Poi se mi metti nel video una contorsionista in calze a rete hai vinto tutto, punto. Buone aspettative anche per il ritorno degli Hypocrisy.

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