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DIMMU BORGIR – Abrahadabra (Nuclear Blast)

23 ottobre 2010


Sono felicissimo che questo disco esista. Sapete, ormai i dischi sono tutti pulitini, perfettini, senza difetti, e quelli brutti non sono davvero brutti, è semplicemente che sono scontati, banali, grigi, non ti lasciano in bocca niente. Abrahadabra invece no. Fa proprio schifo. È come uno di quei dischi di una volta, quelle schifezze indifendibili unanimemente riconosciute come tali che facevano vergognare chi ci aveva speso soldi. Ovviamente nessuna sorpresa in questo: i Dimmu Borgir sono un gruppo che non esiste più da quasi quindici anni, sono una pantomima, un fenomeno da baraccone, un brutto scherzo che non fa ridere, un grottesco carrozzone mangiasoldi, un imbarazzante equivoco. I Dimmu Borgir fanno talmente schifo che nessuno ormai li insulta più, per non passare per quello che dice banalità; ci si limita a prenderli come termine di paragone negativo, tipo questi non sono male dai, mica sono i Dimmu Borgir oppure il gruppo che ho formato un mese fa coi miei amici sta partendo bene, certo non siamo i Celtic Frost ma neanche i Dimmu Borgir, un po’ come la Spinaceto morettiana. Addirittura il loro FARE SCHIFO è talmente riconosciuto a livello implicito che, quando uno ti chiede se ti piacciono i Dimmu Borgir, tu rispondi di sì senza specificare che ti stai riferendo ai primi tre dischi. Perché è scontato, già sai benissimo che ci si riferisce solo a quelli. Se a te non piacciono gli ultimi dei Maiden, lo specifichi: c’è un sacco di gente a cui piacciono, ma anche chi non li apprezza sente comunque il dovere di specificarlo. Coi Dimmu Borgir, come ad esempio con i Metallica, no. E questo succede da anni ormai.

Se qualcuno fosse venuto da me all’epoca di Stormblast e mi avesse detto che cosa sarebbero diventati oggi, gli avrei riso in faccia. Un supergruppo in cui Shagrath chiama musicisti con lo stesso criterio che userebbero i Liquid Tension Experiment, diventando la band di punta della Nuclear Blast spaccando classifiche ovunque, e tutto questo vendendo solo a minorenni o giù di lì? Sarebbe stato un po’ come quando Marty McFly va nel passato e per dimostrare che è un viaggiatore nel tempo dice che il presidente degli USA negli anni ottanta sarà Ronald Reagan, che all’epoca era un attore di film western. Quello aveva veramente viaggiato nel tempo, ma è normale che la tua credibilità si sputtana di colpo così. E invece gli americani hanno eletto davvero Ronald Reagan. E i Dimmu Borgir sono diventati davvero quello che ho scritto sopra. 

In Norvegia negli ultimi dieci anni è successo di tutto. Enthrone Darkness Triumphant usciva nel periodo di La Masquerade Infernale degli Arcturus, da lì è stata una slavina avantgarde che ha portato la scena musicale di quel paese a reinterpretare le proprie radici e imporsi nella scena metal mondiale con personalità, in una veste inedita che loro stessi hanno tessuto e che ha cambiato completamente il modo di intendere il metal estremo negli anni duemila, allargandone il bacino d’utenza, diversificandolo e rendendolo ancora più complesso e variegato. I Dimmu Borgir nel frattempo hanno puntato tutto sulla plastica, sui suoni finti, sulla forma senza sostanza. La storia della loro formazione parla chiaro. Hanno preso Vortex e l’hanno messo in risalto (guardate! noi ci abbiamo Vortex!) mettendolo a fare la voce pulita. Se n’è andato lui e niente più voce pulita. Alla batteria a un certo punto ci hanno messo Nick Barker, che è inglese e registrava le sue parti di batteria in Inghilterra. Poi addirittura Tony Laureano. Poi Hellhammer. Al basso ora c’è Snowy Shaw. Che differenza c’è coi Liquid Tension Experiment? Una differenza c’è: loro sono musicisti professionisti, jammano insieme, e non hanno altre pretese (notate: non ho detto fanno musica migliore, perché lo do per scontato, non c’è neanche bisogno di dirlo, e sono sicuro che nessuno di voi aveva bisogno della precisazione). Ma soprattutto per suonare quello che suona Tony Levin devi essere Tony Levin. Per suonare la batteria nei Dimmu Borgir c’è davvero bisogno di andare in America da Tony Laureano? O si prende Tony Laureano per il nome che ha? È tutta fuffa, aria fritta, fumo e niente arrosto, una colossale pagliacciata con il look giusto per i minorenni. I Dimmu Borgir sono l’equivalente di Avril Lavigne per un diverso pubblico, ma con canzoni molto peggiori.

Abrahadabra è inascoltabile. Non si sa da dove cominciare. Le linee vocali epiche e maligne sono le stesse da anni, uguali a sé stesse e senza soluzione di continuità, con l’onnipresenza tipica dei gruppi dominati da un cantante incapace di capire quando è ora di smetterla e concentrarsi sulla musica piuttosto che su sé stesso. Il sottofondo musicale alle linee vocali (perché di questo si parla) è una roba nè carne né pesce, con queste orchestrazioni circensi che fanno pappappero pappappà come in una sorta di Rhapsody dei poveri e un impasto chitarristico senza un riff comprensibile, una melodia che diversifichi sto polpettone, un lampo di genio, uno scatto d’orgoglio, un afflato di personalità, niente di niente.

Abrahadabra è un disco di merda. Un caro, vecchio, incontestabile disco di merda. Forse non tutto è perduto a questo mondo, forse gli uomini sono ancora in grado di uscire dalla scala di grigi. Se oggi c’è qualcuno ancora capace di fare così male chissà, magari domani qualcuno se ne uscirà con un capolavoro d’altri tempi. L’umanità ha ancora qualche freccia al suo arco. Non è ancora arrivato il tempo delle macchine. (Roberto ‘Trainspotting’ Bargone)

48 commenti leave one →
  1. funambolo permalink
    23 ottobre 2010 14:32

    Ma il titolo lo ha scelto un mago toscano?

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  2. sergente kabukiman permalink
    23 ottobre 2010 19:08

    meno dimmu borgir e più kurnalcool

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  3. 6ight6or6reedom permalink
    23 ottobre 2010 19:45

    Invitato a comprarlo dalla discreta copertina che ritrae una maschera da guerra degli Antichi (starebbe meglio su un disco dei Morbid Angel) ho speso i più rimpianti 17 euro della mia vita. E meno male che non ho comprato la versione limitata con libro che costava 35. Beh, lo schifo è supremo, non so neanche da dove iniziare. Salvo solo il brano “Dimmu Borgir”, il resto dei pezzi sembra che siano stati assemblati un pò come fece il dott. Frankenstein con la sua creatura nel romanzo della Shelley, prendendo qua e là parti che non centrano un cazzo le une con le altre e ricucendo il tutto alla meno peggio. Le chitarre si sentono a malapena e ci sono continui “sospiri” orchestrali che trifolano le palle dall’inizio alla fine. La voce di Snowy è fuori contesto e quella della Lennox su “Gateways” ricorda l’ultimo singolo dei Cradle of filth (e uno si sente preso ulteriormente per il culo). I testi parlano del percorso iniziatico di Crowley, ma sono lo stesso banali e a mio vedere da profano in materia non centrano nulla con la copertina e la grafica del libretto ispirate ai romanzi di Lovecraft.

    Il video di “Gateways” è ridicolo, ti fa vergognare di essere un metallaro, la nuova immagine dei dimmu è interessante, ma poco curata e il giubetto da easy rider satanico delle nevi di Sagrath fa sorridere.

    Se intervisterete ancora i dimmu, per favore chiedete a Silenoz come è riuscito a passare da una capoccia alla Lino Banfi ai dreadlocks.

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  4. Cyrux permalink
    23 ottobre 2010 20:25

    è una stroncatura fantastica. se fosse un mio disco piangerei!AHAHAH!

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  5. 24 ottobre 2010 12:02

    uhauhauhsiakusdhakjsdfhakjdh, vomito latte!

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  6. Salvo permalink
    24 ottobre 2010 17:11

    apposto siamo…la malattia del Mancusi ha preso anche Trainspotting…

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  7. Leonardo permalink
    25 ottobre 2010 09:59

    ascoltato per intero da un amico ieri pomeriggio. non ho parole, è anche peggiore del cd precedente. de andré diceva che i fiori nascono dal letame e non dai diamanti. per non contraddire il poeta diciamo che questo disco è un diamante di merda ahahahahah!

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  8. 25 ottobre 2010 14:20

    queste checche maledette dovrebbero essere mandate a fare i turni di dodici ore in rifinizione, alloggiarli a casa di Gahal in Norvegia, senza nè acqua corrente nè elettricità, a lavarsi il culo nei torrenti… bloccare tutti i conti correnti e le carte gold, strumenti da duecento euro massimo, niente fica e televisione in bianco e nero. Forse allora tornerebbero a fare musica perlomeno decente, forse…

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  9. proscriptor permalink
    25 ottobre 2010 17:37

    ragazzi, questa si che è una cazzo di recensione!! indipendentemente dal disco che non ho interesse ad ascoltare, accetterei di buon grado un giudizio come questo anche se ad essere stroncato non fosse l’ennesimo pacco dei Dimmu Borgir ma… che ne so… magari The Somberlain dei Dissection.. grande Baaaaaaaaarg!!

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  10. HeavyGabry permalink
    25 ottobre 2010 18:25

    Totalmente d’accordo! Cazzo, si vede che Metal Shock è sempre un’altra cosa.

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  11. Antonio "the president permalink
    25 ottobre 2010 19:52

    Disco sufficente e niente piu’.Non amo questo genere di recensioni tutto fumo e poco arrosto.Senzazionalistiche negli intenti ma scarse di contenuti descrittivi sui particolari di un disco cmq a mio parere migliore del suo pessimo predecessore……..da anni sono un ammiratore dello stile Mancusiano(e ci mancherebbe altro ehehehe)………ma quando le scrive lui le scrive lui;)

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  12. andrea permalink
    25 ottobre 2010 23:20

    della canzone qui sopra salvo solo la tranche che va da 0.37 a 1.00, poi il resto è già sentito..

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  13. MasterPaskua permalink
    26 ottobre 2010 10:06

    Ma Bargò….allora questo supporto di plastica magnetica (suvvia, chiamarlo disco é troppo….) é peggiore di quella boiata di Spiritual Black Dimensions sempre dei Castello Nero?
    Chi lo compra, dovrebbe bruciare il proprio portafoglio di fronte al negoziante!

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  14. jay jay okocha permalink
    26 ottobre 2010 10:47

    in questo caso hanno ragione a dire che il metal è solo casino!

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  15. sergente kabukiman permalink
    31 ottobre 2010 11:31

    grande bargo..premesso che dei dimmu non me ne frega un cazzo,è interessante la tua stroncatura..in altri siti i recensori hanno scritto di tutto pur di non ammettere che il disco è diarrea di mulo..lecchini del cazzo

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  16. futurist permalink
    1 novembre 2010 04:54

    io non capisco come si faccia a non provare vergogna, ma per l’arroganza di spacciare queste merdate per una recenzione. Mi spiace ma questa non è una critica ad un album ma è uno sfogo di disprezzo verso una band che evidentemente il “recensore” non capisce da più di 15 anni (come scrive). La cosa è ridicola, se l’album fa schifo spieghi il motivo in maniera critica, senza fare insinuazioni sull’età dei fans, sugli ex-membri o usando altre furberie retoriche per rafforzare la sua tesi negativa (tutta da dimostrare, scrivere che un album fa schifo perchè fa schifo non è un ragionamento, ovviamente). Personalmente ritengo che questo album non sia molto originale nelle melodie, i passaggi di batteria sono scolastici e forse è anche troppo pomposo e ridondante nelle parti orchestrali… ma non per questo fa schifo, si ascolta senza noia e riesce a creare un sound potente e ricco trovando un suo perché. Senza contare l’ottima prestazione di shagrath che ha sviluppato una estenzione vocale incredibile

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    • oxiod permalink
      7 novembre 2010 18:01

      Sono tutti buoni ad urlare in studio…anche mia nonna mentre tossisce si trasforma in un diavolo con pro tools

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  17. Alessandro permalink
    2 novembre 2010 17:01

    Dopo questa recenzione ho capito il perchè a voi di Metal shock non vi si fila più nessuno e siete dovuti passare su web per avere qualche persona che vi legge ancora. Siete ridicoli. Datevi all’ ippica che è meglio (Forse).

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  18. funambolo permalink
    6 novembre 2010 15:09

    ho sempre odiato le “recenzioni” track by track..

    Andatevi a leggere le vostre recensioni seriose e sempre sopra la sufficienza da altre parti

    Se sapete come è metal shock perchè venite sempre a rompere le palle qui..

    Forza Robertoe Forza MS

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  19. fibroga permalink
    25 dicembre 2010 21:14

    so che mi prenderete a calci nei denti ma a me piace questo disco , come mi piace in sorte diaboli o stormblast mv …. ditemi un po i dimmu che vi piacciono…

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  20. Nicola permalink
    24 aprile 2011 15:43

    A ME IMPORTA UNA SEGA .. CHI HA SCRITTO CHE I DIMMU BORGIR FANNO SCHIFO E IL LORO DISCO E’ UNA MERDA!!!!!!! IO LI ASCOLTO UGUALE… W LA MERDA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  21. Uno che passava di lì permalink
    9 febbraio 2012 12:02

    Ma invece di dare spazio a ‘sta roba, perché non avete detto niente di Paracletus dei Deathspell Omega, che mi pare fosse uscito a novembre dello stesso anno?

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  22. 4 luglio 2013 17:15

    Mi sembra di rivedere le recensioni di Load e ReLoad: i Metallica decisero improvvisamente di cambiare genere e i giornalisti (fan) la presero a male.
    Hanno deciso 15 anni fa che non gli interessa più fare roba alla “For all tids”? E allora fatevene una ragione, no?

    Non è affatto un brutto disco, così come non era “In sorte diaboli”.
    È solo che è un’altra cosa, è per chi apprezza le fanfare coi growl.

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