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ANCIENT RITES – Laguz (Massacre)

11 gennaio 2016

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In seguito a una nota goliardata in diretta nazionale (chi non ha mai pensato di fare una cosa del genere guardando un programma nel quale vengono pubblicati gli sms dei telespettatori?), le bestemmie sono tornate con prepotenza al centro del dibattito pubblico e tutto ciò mi ha fatto tornare in mente gli Ancient Rites. Ora, io voglio tanto bene agli Ancient Rites, forse il gruppo di maggior rilievo uscito dal Belgio, che si conferma Molise d’Europa anche in campo metallico, però, con tutto l’affetto di questa UE, non è che fossero proprio fondamentali, dai. Sarebbe pertanto ipocrita non ammettere che il maggior contributo dei fiamminghi (di Diest, nel Brabante, una delle zone del vecchio continente con il maggior numero di suicidi rispetto alla popolazione insieme a Lituania e Finlandia) alla storia della nostra musica sia l’indimenticabile Blood of Christ (Mohammed Wept), dal secondo full Blasfemia Eternal, una vigorosa invettiva bipartisan contro le due più diffuse religioni del Libro che raggiungeva il suo apice in uno stacco in mid-tempo nel quale l’amico Gunther Theys (che nel frattempo è pure diventato frontman di un gruppo skinhead, tali Lion’s Pride, per fare pace con l’alopecia) scandiva una bestemmia in italiano, la stessa latrata da Mika Luttinen in Pandemia, tra i pochissimi episodi davvero vincenti di quel Manifest che resta uno dei dischi più brutti degli Impaled Nazarene. All’università ascoltavamo sempre Blood of Christ nei momenti di deliquio botanico e ci rotalavamo dalle risate. Siamo dei poveri di spirito, che ci volete fare. A 34 anni suonati, ancora mi fanno sganasciare la canzoncina delle scarpe di gomma o il doppiaggio di Ersilio Tonini (RIP) che vuole “andare nelle discoteche, prendere la cocaina e scoparsi le bagasce“.

ancient-rites-laguz-2015Gli Ancient Rites, dicevamo. Il trucido esordio The Diabolic Serenades non era niente male ma su quel genere c’erano quintali di album più interessanti all’epoca. Col tempo ci fu una lenta transizione verso suoni più melodici e strutturati. Dischi come Fatherland e Dim Carcosa, per quanto ne riconosca le indubbie qualità, non mi hanno mai preso davvero. È pure questione di gusti, conosco gente a cui fanno impazzire. Il mio preferito forse è Rubicon del 2006, in seguito al quale sparirono nel nulla. Almeno fino allo scorso febbraio, quando, dopo nove anni di silenzio totale, uscì Laguz, purtroppo sconfitto nel confronto con il predecessore, che aveva dalla sua fantastici cori pomposi da declamare brandendo un boccale di Leffe e, soprattutto, una sintesi compositiva inattesa. Il problema degli Ancient Rites, purtroppo, è sempre stato il vizio di mettere troppa carne sulla brace, affogando e incasinando le non poche buone idee in un marasma di stacchetti e cambi di tempo che dopo un po’ taglia le gambe a quel senso di epicità che si intenderebbe conferire ai pezzi. Questa volta hanno pure esagerato con tastierine, tastierone, sintetizzatori e triccheballacche: una Carthago Delenda Est non è cosi distante dai Dimmu Borgir, senza voler offendere nessuno. Frankenland sarebbe stata perfetta senza lo stacco riflessivo e quelle cacchio di tastierine. Così come Apostata avrebbe potuto spaccare sul serio se avessero usato solo tre riff, per dire. Qualche momento coinvolgente c’è, soprattutto quando si buttano sulla melodia ottantiana con la cassa dritta black metal sotto, come in Von Gott Entfertn. Anche la vena folkettona che emerge qua e là, per quanto ‘sta roba sia sputtanata oggi, potrebbe essere sfruttata meglio. Non un brutto disco ma troppo dispersivo per lasciare il segno. Peccato. Sapete che c’è, io mi riascolto Blood of Christ. (Ciccio Russo)

9 commenti leave one →
  1. 11 gennaio 2016 10:19

    Penso che il pezzo con le bestemmie sia tutto quello che il 99% dei metallari conosca degli Ancient Rites, che viene smerciato periodicamente su youtube insieme ai Caninus, alla cover dei Metallica di Masini e ai primi video degli Immortal. E meno male che abbiamo di cui parlare.

    Mi dispiace che il ragazzo diventato famoso per il bestemmione su Raiuno, che poteva diventare un mito, abbia fatto retromarcia e si sia rimangiato tutto in una intervista in cui ha messo in mostra le sue poche palle. Hai perso un’occasione fratè.

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  2. 11 gennaio 2016 12:23

    Senza dimenticare che c’è gente che si sbatte davvero per poter bestemmiare. Tipo questi qua: http://www.metal-archives.com/bands/Seeds_of_Iblis/3540334240

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    • 11 gennaio 2016 18:57

      Eh, conosco, sono anni che ci ripromettiamo di fare un articolo sul giro dei gruppi black metal arabi anti-islamici (tema interessantissimo perché è gente che rischia sul serio la ghirba) ma non abbiamo ancora prodotto nulla, salvo questo pezzo sugli Al Namrood: https://metalskunk.com/2012/01/28/al-namrood-kitab-al-awthan-shaytan-productions/

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      • 11 gennaio 2016 21:27

        Grandi come sempre. Mi è rimasto impresso quel passaggio di “Global Metal” in cui Kerry King racconta che riceveva molte foto dal Medio Oriente di gente che stava in fianco a un muro con su scritto “Slayer” con lo spray, e non capiva, e solo dopo si è reso conto che era gente che rischiava la libertà, se non la vita, per dimostrargli l’amore per la sua band. In effetti noi in questa parte del mondo tendiamo a dare per scontate alcune cose che non dovrebbero esserlo, o che comunque non lo sono per tutti.
        Morale: attendo con trepidazione il famoso articolo di cui parli.

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  3. 11 gennaio 2016 16:48

    volevo aggiungere che la versione migliore di ‘blood of christ’ si trova sul loro live dvd ‘and the hordes stood as one’, in cui la frase topica viene fatta cantare dal pubblico finché il microfono, gettato nelle prime file, viene abbrancato da un tizio (chiunque tu sia, ti voglio veramente tanto tanto bene) che si esibisce in un potentissimo e scanditissimo growl in cui il suddetto porcone raggiunge lo stato dell’arte. purtroppo, che io sappia, tale video non è mai stato caricato su youtube.

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  4. fredrik permalink
    11 gennaio 2016 23:23

    boh, per me di questi il migliore resta fatherland. Bestemmione a parte, niente di trascendentale…e tanto vale ripescare i San Culamo che un sorriso te lo strappano sempre.

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