Gruppi che per qualche motivo esistono ancora: DIMMU BORGIR

Come molti di voi sapranno, i Dimmu Borgir stanno per uscire con un nuovo album dopo l’incommentabile Abrahadabra di ormai otto anni fa, di cui abbiamo già detto tutto quello che avevamo da dire. La nuova fatica di Ercole dei poser più celebrati di Scandinavia si chiamerà Eonian e uscirà il 4 maggio; nel frattempo niente paura, perché possiamo molcere l’attesa con due meravigliosi inediti dai quali, quanta grazia!, sono stati pure estratti due video.

I singoli si chiamano Interdimensional Summit e Council of Wolves and Snakes. Già i titoli fanno strano, dato che sembrano le descrizioni di una riunione lavorativa di burocrati satanici tipo quelli dell’inferno di Dylan Dog. Purtroppo non si tratta di metafore sugli incontri del Consiglio Europeo, ma a questo punto mi aspetto che d’ora in poi questo sarà lo standard dei titoli dei Dimmu Borgir, in sostituzione della vecchia usanza di usare tre parole a capocchia per intitolare i propri dischi. Mi permetto quindi di suggerire altri titoli su questo stile, come ad esempio Cosmic Darkness’ Board of Directors, oppure Conference Call of Goats and Polar Bears, epici e maligni quanto basta per il corso attuale dei fenomenali Dimmu Borgir.

Insomma, il primo uscito è Interdimensional Summit, ed è una delle cose peggiori che abbia mai sentito in vita mia. Giuro. Non so se sia peggio di Abrahadabra perché ovviamente quel disco non l’ho mai più riascoltato dopo averlo stroncato. È una specie di incrocio tra i Nightwish e i Deathstars senza le chitarre, e con un coretto pulito che sembra un coro da stadio delle partite di calcetto dell’oratorio dei Salesiani, quelle in cui arbitra il parroco e non si può bestemmiare altrimenti vieni espulso e condannato a recitare venticinque avemarie a bordocampo. Il video verrà ricordato soprattutto per le faccette buffe di Galder, che con quei baffi assomiglia sempre di più ad un Paolo Brosio del Male. Quando ho sentito per la prima volta questo incredibile capolavoro non ci potevo credere; e invece è tutto vero.

Council of Wolves and Snakes è più strutturata: comincia come una Dead Skin Mask dei poveri e continua con un riff principale che sembra uno scarto dei Mayhem di Blasphemer con sotto un ritmo tribalizzante che vorrebbe essere una roba alla Rotting Christ (pur dopo una lobotomia frontale) e invece sembra un incrocio tra un capo indiano che balla strafatto intorno al fuoco e i  Korn. Qualcosa da salvare ci sarebbe pure, anche perché dopo Interdimensional Summit questa pare Stairway to Heaven, ma è proprio il pacchetto che è improponibile.

Il video è parimenti grottesco, ma l’effetto sorpresa di Galder-Brosio era già bruciato e quindi ci si sorprende di meno. Qui però c’è Shagrath con i capelli grigio-argento, come i Targaryen, che fa la giocoleria con le torce infuocate tipo quei tizi coi capelli sporchi che lanciano i birilli per aria mentre aspetti che scatti il semaforo verde. È tutto molto poco credibile, con queste espressioni facciali maligne con la testa obliqua che sembrano quelle dei Mudvayne quando facevano i cattivoni col face painting. Però il disco spaccherà, amici: io ho fiducia. Del resto hanno avuto otto anni di tempo, faranno sicuramente uscire un capolavoro, no? Appuntamento alla recensione dell’album, ché ci sarà da divertirsi. (barg)

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