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KORN – The paradigm shift (Prospect Park)

24 febbraio 2014

abbandonare-il-pannolino

Da bambino passavo gran parte delle mie vacanze estive in campagna, da mia nonna. Non c’andavo solo io, ma gran parte dei miei cugini, e ce ne stavamo lì in mezzo ad ettari ed ettari di fratte, tra conigli, galline e spesso qualche serpentello che mio nonno catturava con notevole abilità. Li metteva nei barattoli di vetro e noi aspettavamo la loro morte per asfissia per dargli fuoco con l’alcool, tagliuzzarli, lanciarceli addosso o bruciargli gli occhi con una gigante lente d’ingrandimento, sfruttando le leggi di Snell. Io me ne stavo sempre con due miei cugini un pò più grandi, Gino e Regoaro, per i quali avevo un rispetto e una stima insormontabili.

Questo fatto è successo quando avevo all’incirca 10 anni e loro 14, forse 15. In quel periodo c’era una mia cuginetta, sei anni, che aveva preso a giocare in modo parecchio strano. Ogni pomeriggio tagliava carote, patate, pomodori ed altro e li metteva all’interno di una scatola di latta di quelle per il caffè; poi la sera chiudeva quel contenitore, lo lasciava in giardino e se ne andava a casa sua; la mattina dopo, appena tornata, svuotava quel troiaio di vegetali e ricominciava daccapo. Era tipo una settimana che la storia si ripeteva. Faceva i minestroni, diceva. Beata adolescenza campagnola.

Un bel giorno, la mia cuginetta posa il suo lavoro al solito posto, ci saluta e si allontana con sua madre. Io stavo con i miei due idoli seduto lì vicino, su una panchina, lo skateboard sotto i piedi, probabilmente una canottiera comprata in stock da cinquanta a duemila lire al mercato con un Bart Simpson fasullo stampato male sul fronte; si erano fatte le sette e quindi di lì a poco ce ne saremmo andati anche noi.

D’un tratto Rego dice: ‘Dobbiamo fare qualcosa con quel contenitore’

Gino, subito: ‘Si, infatti, bisogna fare uno scherzo prima che con quel coso non ci giochi più’

Io me ne stavo seduto tra loro due, e li guardavo con gioia. Sapevo cosa stava per succedere: stavamo per fare una cazzata. Adoravo fare le cazzate, tipo quando facevamo i palloncini d’acqua colorata e li lanciavamo sui passanti o mettemmo un topo morto nel letto di mia nonna. In realtà succedeva sempre questo: loro formulavano il piano ed io lo eseguivo, prendendomi poi il cazziatone. Qualche anno dopo io salii di grado e questo ruolo passò a mio fratello.

Intanto i miei due cugini si confrontavano tra loro per creare il piano perfetto. L’idea di partenza era quella di metterci qualche cosa dentro. ‘Ma che cosa?’ si chiedeva Regoaro.

In quel preciso istante io mi alzo e dico:

‘Va bene, dai, io ora me ne devo andare a casa sennò mamma si arrabbia, e poi devo anche fare la cacca’

Gli occhi dei miei cugini si ILLUMINARONO. Non c’è bisogno che vi dica dove mi fecero cacare. Tra l’altro non fu neanche semplice, non è facile cacare in una scatoletta.

Il mattino seguente arrivammo da mia nonna tipo alle otto del mattino, non potevamo permetterci di perdere lo spettacolo. Stavamo seduti su quella panchina in pietra fremendo, ridevamo come maiali al solo immaginare la reazione di nostra cugina.

Finalmente arriva, bella, sorridente, occhioni azzurri e lunghi capelli biondi a boccoli, un vestitino colorato che svolazzava mentre saltellava verso il giardino; ci saluta da lontano aprendo e chiudendo la mano. Subito dopo apre il gancio e viene sopraffatta da una zaffata di merda che erano 15 ore che se ne stava al caldo in quella scatola chiusa ermeticamente. Non aveva ancora visto cosa c’era dentro, subito dopo ci fa caso.

Noi stavamo lì a bocca aperta, e lei:

‘MA QUA DENTRO CI STA UNA MERDA. UNA MERDAAAAAAAAA’

Dice merda, non cacca o pupù. Dice proprio merda.

Poi scoppia in lacrime, noi piangevamo dalle risate e ci godevamo il momento prima della scontata punizione che ci sarebbe stata inflitta. Ma ne era valsa la pena, cazzo. Mia zia accorre, nota la situazione, va a buttare il contenitore di cacca e ci guarda malissimo, ricordandoci che avrebbe immediatamente chiamato le nostre madri. Mamma si incazzò come forse non è mai più successo, ricordo invece mio padre che rideva cercando di difendere l’indifendibile.

La punizione fu che non potei andare da mia nonna per tre giorni. Che poi voglio dire, che cazzo di punizione è quella di non poter andare a trovare tua nonna ma startene in casa a giocare a Rambo III sul Mega Drive.

Tutto questo per dire che se al posto della mia merda nella scatola c’avessimo messo The paradigm shift le cose sarebbero andate esattamente allo stesso modo.

28 commenti leave one →
  1. Arkady permalink
    24 febbraio 2014 11:11

    volevo solo dirti GRAZIE

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  2. Stiv permalink
    24 febbraio 2014 11:47

    eroe

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  3. Monsieur Ibrahim e i Fiori del Male permalink
    24 febbraio 2014 12:29

    totale.

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  4. 24 febbraio 2014 13:02

    sei un artista

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  5. yukluk permalink
    24 febbraio 2014 13:13

    Mi sa che il disco non ti è piaciuto :-P recensione epica :-P ahahahah

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  6. Mario permalink
    24 febbraio 2014 13:38

    Sei un grande

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  7. sergente kabukiman permalink
    24 febbraio 2014 14:21

    ma chi se ne fotte dei korn…sta rece è il top del top del top.

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  8. Starkaðr permalink
    24 febbraio 2014 16:37

    Chi sono i Korn? :D. Cmq sei un grande, veramente!!!!!

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  9. Rutdeaca permalink
    24 febbraio 2014 16:58

    Epico. Semplicemente Epico.

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  10. Luca permalink
    24 febbraio 2014 18:18

    questa sarà l’unica recensione al mondo di un disco dei Korn a NON contenere nemmeno una volta il nome del gruppo. Però i primi due dischi del gruppo non erano male, all’epoca erano una novità. Oggi non ho idea, ma immagino siano diventati una caricatura…

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  11. zac permalink
    24 febbraio 2014 23:59

    era dalla rece di Tulpa di Zampaglione che aspettavo questo momento..
    questo pezzo è talmente bello che va a finire che mi ascolto pure l’ultimo dei korn, tanto per vedere se poi scappo via come la tua cuginetta! ahahah

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  12. 25 febbraio 2014 14:14

    Fantastica la citazione a Salò di Pasolini nei tag

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  13. VAGO permalink
    25 febbraio 2014 17:27

    La canotta di Bart: <3

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  14. 26 febbraio 2014 18:26

    Grazie.

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  15. rainmaker permalink
    26 febbraio 2014 21:27

    masticatore…volevo solo dirti che ne è valsa la pena accendere il pc e leggere la tua recensione….per me insieme agli altri malati mentali del blog sei il top del top. ps noi pisciavamo in bottiglie di vetro ed aspettavamo che fermentassero!!! credo che avranno chiamato la disinfestazione o l’esorcista! grande

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  16. MasterPaskua permalink
    27 febbraio 2014 20:16

    Applausi da spellarsi le mani, Masticatore.
    Sto ancora ridendo

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  17. funambolo permalink
    27 febbraio 2014 22:03

    e da quando entrò nella cover band dei Lacuna Coil solo per trombarsi la cantante che ci delizia con le sue storie

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    • MasterPaskua permalink
      27 febbraio 2014 23:42

      Verissimo e cito testualmente sue parole storiche: “Se ci fosse stato Fabio Bava non so cosa avrebbe fatto; forse l’avrebbe violentata passando per l’ombelico”
      Apocalittico e definitivo.

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    • sergente kabukiman permalink
      22 aprile 2014 14:37

      cristo la mail con la storiella della cover band dei lacuna l’avevo dimenticata, manco ricordavo che fosse sua..era già un fuoriclasse

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