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Un anniversario da ricordare: SICK OF IT ALL – Blood, Sweat and No Tears

13 luglio 2019

Queste poche righe sono il frutto di un’altra trappola del solito Roberto. Una sorta di ricatto morale, diciamo così, come spesso accade. Ieri, 12 luglio, ricorreva il trentennale di Blood, Sweat and No Tears, il primo full lenght dei Sick of it All, un disco che mi ha “cresciuto” (male) in tutti questi anni. Propongo di celebrare questo evento con un post sulla pagina facebook di Metal Skunk e sapete cosa è successo? TAC: RICATTO MORALE DI ROBERTO. “Perché non ci scrivi un pezzo?” mi ha detto il vile ras di Brindisi (cit.). Il resto forse lo conoscete già: siccome scrivo poco e in un certo senso mi sento in colpa, non ho potuto far altro che accettare. Vabbè, alla fine a ‘sto giro relativamente, perché comunque mi fa piacere parlare di questo disco e di questo gruppo.

Sia il metal che l’hardcore hanno una cosa in comune: sono generi totalizzanti, cioè che appassionano i loro giovani adepti a tal punto da condizionare anche aspetti delle loro vite non strettamente musicali: l’abbigliamento, la scelta dei posti da frequentare o da non frequentare (a volte addirittura anche le persone), i modi di fare, eccetera. Crescendo, chiaramente, abbandoni tutte queste congetture, ma di sicuro molti dischi/gruppi della nostra adolescenza lasciano in noi qualcosa anche nell’età adulta. Se dovessi fare una lista dei miei dischi/gruppi tipo quelli appena descritti, non potrei evitare di citare questo album. Un concentrato di rabbia stradaiola ideale per Il Messicano adolescente, incazzato con il mondo e sempre pronto alla battaglia (in tutti i sensi). Roba che davvero ti fa venire su con la schiena dritta. E onestamente mi dispiace per voi cresciuti tra voci femminili pseudo-liriche, orchestrazioni finte fatte con la Bontempi System 5, orecchie da folletto (o che cazzo è quella roba da handicappati), spade di plastica, castrati incapaci, arpe, pifferi, flauti, cotiche obese, mongoindie con le magliette a righe e gli occhiali a culo di bottiglia, gruppi senza chitarre con la doppia cassa ad elicottero, eccetera. Cazzi vostri. Mi piace pensare che se oggi ho le “spalle larghe” e mi piego ma non mi spezzo è anche merito di Blood, Sweat and No Tears, che ai tempi d’oro, come un padre severo, mi ricordava nei momenti giusti a calci e pugni che la vita è un continuo bagno di sangue: sta a noi sforzarci costantemente per renderla dolce il più possibile. E per le lacrime non c’è tempo. (Il Messicano)

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