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Avere vent’anni: BAL-SAGOTH – Battle Magic

27 dicembre 2018

Allora, i Bal-Sagoth. Argomento non facile. Ci sono due modi per approcciarsi ai Bal-Sagoth. Uno è quello che avrebbe un ragazzo che ha scoperto da poco il fantasy e che il suo tempo libero lo passa tra letture di Howard, Moorcock, Ende, Tolkien ed immersioni infinite in Dungeons & Dragons (invece di pensare alla fica). L’altro modo è quello di uno qualsiasi, di qualsiasi età, che, tra le altre cose, ascolta pure epic, power e symphonic metal. Il primo non potrà fare a meno di farsi trascinare nei mondi di Byron Roberts, trovando la colonna sonora perfetta per le sue fantasie di cappa e spada. L’altro riscontrerà a volte qualcosa di buono, a volte si sentirà preso in giro. Il primo godrà della più completa delle sospensioni dell’incredulità. Il secondo cercherà di capirci qualcosa, girando a vuoto. C’è sempre un modo giusto ed uno sbagliato per approcciarsi alle cose, che non sono giuste o sbagliate di per sé. Avrete capito, ormai, che il secondo è quello sbagliato, quello giusto è il primo. Non solo, è anche l’unico possibile, perché se ci mettiamo a fare l’analisi logica di uno qualsiasi dei dischi dei Bal-Sagoth non ne veniamo fuori. Come i più attenti avranno intuito leggendo tra le righe della dottissima recensione che scrissi in occasione del ventennale di Starfire Burning upon the Ice-Veiled Throne of Ultima Thule, che invito tutti a rileggere con molta attenzione, i Bal-Sagoth non vanno presi sul serio, vanno presi sul serissimo. Solo che non sempre è facile. A tal proposito, mi sovviene alla memoria che quando ascoltavo nella mia stanzetta Battle Magic ed entrava qualcuno, mettevo subito il cd in pausa, perché un po’ mi vergognavo di tutte ‘ste trombette e di questo tizio dalla multipla personalità, che faceva le doppie voci ai personaggi dei suoi sproloqui, tipo quando interpretava Altarus e Xerxes, o Lord Angsaar che pure aveva da dire la sua, giustamente. 

E dopo ci infilava sempre questa interpretazione leccatissima e teatrale, recitando assurdità (anche i Bal-Sagoth, come i Manowar, avevano il loro generatore automatico di testi, solo più logorroico), cose tipo I was spawned deep beneath the Pre-Cambrian sea, the scion of a far distant sun… I have traversed the endless stars, and journeyed to a myriad galaxies… The dimensional gates of the multiverse are mine to voyage effortlessly beyond, Cosmic infinity is naught to one such as I… I am as one with celestial eternity… Clad in gleaming pentlandite armour, on a whim I may reshape entire worlds, Or extinguish the blazing light of a sun… and I remain forever enchanted by sylphs… con le trombette che facevano PERE-PEPE’ e i flauti che facevano PIRI-PIRI.

Sapevo che mio padre mi avrebbe coglionato come al solito dicendo eh, ma che è questa cosa, come fai a prenderla sul serio, io alla tua età ascoltavo i Creedence Clearwater Revival, eh, sentiti Suzie Q, Proud Mary, non questa roba. E io ero anche consapevole di star sbagliando nel mettere pausa e che avrei dovuto rispondergli a tono lo so papà, pure a me piacciono i Creedence, cosa credi, e so pure che anche tu ti facevi le canne alla mia età, solo che io invece di avere sotto Keep On Chooglin’, che sarà stato pure un bel viaggetto, non lo metto in dubbio, mi sparo The Dark Liege of Chaos Is Unleashed at the Ensorcelled Shrine of A’zura Kai che è anche meglio, fidati. Se poi ci metti pure Crystal Shards vedi arrivare direttamente il fortunadrago col sorriso a trentadue denti, che ti invita a salire in groppa per andare a ribaltare nei cassonetti i compagni di scuola. Purtroppo per loro la gente non lo sa cosa si perde. Lo avrò ascoltato così tante volte che ancora oggi mi capita, mentre sto facendo tutt’altro, magari una cosa pallosissima a lavoro, di canticchiare quella melodia con i corni in Blood Slakes the Sand at the Circus Maximus, facendo così e cosà con la testa, solo che al posto dei gladiatori in combattimento mi vengono in mente scene di bracchi e beagle che inseguono una lepre. E questo è quanto.

Per gli amanti del sapere nozionistico posso aggiungere che Battle Magic è il terzo capitolo della prima trilogia dei Bal-Sagoth, quella uscita per la mitologica Cacophonous Records. Seguirà una seconda trilogia, dalle ambientazioni meno fantasy e più science fiction, questa volta per la Nuclear Blast, nella quale si noteranno evidenti cambiamenti nel suono e nella produzione (cambiò, chissà perché, anche il copertinista). Posto che è impossibile dare un qualche giudizio di valore su uno qualsiasi dei loro dischi, io trovo che la migliore trilogia sia la prima e che Battle Magic, nello specifico, sia il vero apice compositivo dei fratelli Maudling e di Byron Roberts, che tra l’altro è anche uno scrittore di racconti fantasy, alcuni dei quali hanno ispirato le sue canzoni, come nel caso di Battle Magic stesso.

Vi lascio con una perla di saggezza che ho scovato rovistando nel merch dei Taake poco tempo fa a Roma: è uno sticker che ho attaccato in ufficio in bella vista perché contiene un messaggio di verità da tenere sempre presente. (Charles)

6 commenti leave one →
  1. Alberto Massidda permalink
    27 dicembre 2018 12:13

    Daje cazzo finalmente si parla di musica seria!

    “The crows will pick your bones cleanBBLLLLAAAAAAAAAAAAAAHHAAHAAAHAAHHRGGGHHHH-TURUPA-TURUPA-TURUPA-TURUPA-TURUPA-TURUPA-TTATAATAAAA-PEPEPEEE-PEPEPEEE-PEPEPAAAA-TATATATATATATATAAA….”

    PS: sul fortunadrago a 32 denti sono schioppato dal ridere

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  2. Gabriele Cruz permalink
    27 dicembre 2018 12:19

    Miglior gruppo del mondo, non ne verrò mai fuori.

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  3. 27 dicembre 2018 12:27

    Boh… a 14-15 anni stavo in fissa pesante con The Power Cosmic, e mi eccitavo più con le trombette di Callisto Rising, che con i video in bassa risoluzione di Jenna Jameson.
    Poi qualche anno dopo mi capità di riuscire a vederli dal vivo e mi sono crollati. Oltre all’impossibilità di riprodurre tutto quanto c’era su disco, Byron si fece l’intero concerto a 40° ad Agosto con addosso un bomber verde da hooligan, ed era scazzato ai massimi livelli. So di aver sbagliato ma dopo quella delusione non li ho più seguiti

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    • aijanai permalink
      28 dicembre 2018 00:20

      Ma stavi al Wacken quando li hanno fatti suonare mezzora e lui annunciò il nuovo batterista?
      Lì trattarono parecchio male, in quell’occasione, e forse questo concorse allo scazzo di Byron

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  4. El Baluba permalink
    28 dicembre 2018 10:39

    “Battle Magic” è il mio preferito dei Bal-Sagoth, buoni anche il precedente ed il successivo…poi li perdetti un po’ di vista…fa sorridere quando ai tempi del liceo un mio amico mi passo la cassetta di “Starfire Burning…” dicendomi ascoltati questi che assomigliano molto ai Cradle Of Filth (!)…

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  5. blackwolf permalink
    29 dicembre 2018 16:33

    Ragazzi, spesso recuperate cose fantastiche. Sempre i migliori.

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