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I collettivi bolognesi vogliono salvare il mondo cominciando dai Taake

11 novembre 2018

Come ormai saprete voi che leggete queste nostre pagine, la gente fa schifo. Solo l’ultimo episodio della drammatica saga del disagio umano: alcuni collettivi bolognesi si sono scagliati contro il tour italiano dei Taake, che nei giorni scorsi ha toccato quattro città (Roma, Bari, Bologna e Vercelli). Noi per rispondere abbiamo in primo luogo tirato fuori l’artiglieria pesante con un report del figlio del ghiaccio, Michele Romani (perché, quando il black metal è minacciato, tocca al black metal in persona rispondere). Dopodiché non ho trovato di meglio da fare che commentare punto per punto le varie perle presenti nel loro magnifico comunicato stampa. Leggiamolo insieme:

La band norvegese TAAKE è in tour in Italia e suonerà il 7 novembre a Roma, l’8 a Bari, il 9 a Bologna ed il 10 a Vercelli, dopo la data del 19 ottobre a Milano.

La SPLENDIDA data del 19 ottobre a Milano, aggiungerei. Ragazzi seriamente, spero che, se vi siete trovati nel raggio di 100 km, abbiate mollato tutto e ve li siate sparati.

Questa band black metal nel tempo si è resa famosa per varie iniziative disgustose

Tipo il banjo in Myr, sono d’accordo.

in Germania nel 2007 il cantante Hoest (mente del progetto) si è presentato sul palco con una svastica dipinta sul petto

Beh, la suora col crocifisso nel culo va bene e la svastica no?

allo scandalo che ne è conseguito, Hoest ha risposto dicendo: “noi non siamo nazisti, era una provocazione”

Ampiamente plausibile per chiunque abbia un minimo di conoscenza del genere e del personaggio, ma loro ovviamente non gli credono. Non gliela si fa agli antifà!

per poi aggiungere che “quel subumano” dell’organizzatore dell’evento “poteva fare un pompino a un mussulmano” dal momento che costui aveva interrotto il concerto

Se provi ad interrompere il concerto a, non so, Schmier dei Destruction poi ti trovi ribaltato con la testa nel gabinetto, altro che. Spargiamo la voce che i Destruction sono nazisti e vediamo che succede quando gli antifà vanno a protestare ai loro concerti?

Più recentemente Hoest si è presentato a più concerti con una maglia che mostra la luna e la stella islamiche barrate.

Dato che il crocione rovesciato ce l’ha già tatuato sulla pancia, mi sembra perfettamente coerente.

“Orkan”, un brano del 2011, contiene un passaggio in cui invita Maometto e i mussulmani ad andare all’inferno

Circa 147386097647296470962 brani black metal spiegano nel dettaglio le innominabili torture che si augurano a tutto il pantheon cristiano, ma vabbè. Certe volte spero davvero che venga l’ISIS.

Nello stesso brano si riferiscono alla cristianità come a un disonore che avrebbe indebolito “i nostri popoli pagani”, come da luogo comune del genere

Eh, queste cose hanno iniziato a dirle i Bathory nel 1988, i vostri neuroni ci hanno messo esattamente trent’anni per collidere ed esprimere la profonda riflessione che paganesimo=nazista. Complimenti, veramente.

Questa farsesca aria super partes viene tradita nel giro di pochi secondi, dato che per Hoest i popoli europei sarebbero un blocco compatto di pagani dormienti che deve scrollarsi la cristianità di dosso

Che poi è l’assunto che sta alla base della stragrandissima parte di black metal e correlati. Ed è un’idea che ha peraltro dei padri nobili, ma questi immagino facciano fatica a leggere il libretto d’istruzioni dei comodini Ikea, figurarsi studiare.

per difendersi dall’invasione “covata dopo i tempi di guerra” di un altro popolo, quello orientale e mussulmano. L’occidente deve “affilare di nuovo le asce”, perché il sole d’inverno sorge ad ovest per i “maiali che bruciano la nostra bandiera”: “Ferro contro ferro Norvegia svegliati presto”.

Vabbè, i cristiani sì e i musulmani no? Ma avete una vaga idea di cosa succederebbe al black metal norvegese se qui arrivasse davvero l’Islam?

Strano vedere sventolare la bandiera norvegese da “non nazisti” che invocano la guerra etnica.

Sventolare la bandiera è da nazisti? E poi l’Islam non è un’etnia, quindi di che guerra etnica cianciate, cari i miei poveri mentecatti?

Per aggiungere schifo allo schifo nel 2015 i membri di “Young and in the Way”, una band in tour con i TAAKE, sono stati accusati da 3 persone di violenza sessuale e la loro presenza esclusa da vari festival

Vabbè, ma un gruppo che si chiama “Young and in the Way” già dice tutto.

Una delle vittime ha scritto ad Hoest chiedendogli di riconsiderare la loro collaborazione nel tour. La sua risposta: “non ce ne frega un cazzo, tieni queste stronzate fuori da Internet”. La band incriminata si è successivamente sciolta, travolta dallo scandalo.

Non sapevo nulla della vicenda dei famosissimi Young and in the Way, ma pare che si dichiarino tuttora innocenti e che non ci sia stato alcun processo, solo accuse su internet. Capisco che nell’incubo distopico orwelliano in cui questi personaggi vorrebbero costringerci a vivere basterebbe un’accusa per far finire qualcuno dietro le sbarre, ma io tendo ad essere molto tradizionalista da questo punto di vista: ci vuole sempre un regolare processo. Se è vero che “nozze e tribunali ed are dier alle umane belve esser pietose di sé stesse e d’altrui”, ne consegue che questi coglionazzi sono ancora allo stato di umane belve senza alcuna pietà. Pietà dell’altrui ma, soprattutto, di sé stessi e della propria dignità, totalmente perduta dopo un comunicato di questo genere. Ma non è finita qui.

Ad organizzare il concerto, oltre alla Nighttime Production, abbiamo un’etichetta nostrana: la Nihil Production, da sempre in prima linea nel proporre eventi legati all’NSBM (national-socialist black metal). Si è fatta promotrice di varie edizioni del «Black Winter Fest» (che ritornerà il primo dicembre a Parma) e dell’«Hammer of the Gods», festival che hanno visto la partecipazione di band conclamatamente fasciste o ambigue, quali GRAVELAND, NOKTURNAL MORTUM, SATANIC WARMASTER, AD HOMINEM.

E qui inizia l’attività preferita di questi vermi fecali: lo sputtanamento in pubblico. Sono come quei bambini secchioni e figli di puttana che a scuola ti indicavano e dicevano ad alta voce “MARIO SI è FATTO LA PIPì ADDOSSO” stando bene attenti a che tutti li sentissero. La Nihil Prod è in prima linea nell’organizzare concerti punto, ne fa una quantità spropositata e, dato che tratta black metal, in mezzo ci può capitare di tutto. Questi invece il massimo che hanno fatto è stato scrivere questo patetico volantino pieno di rancore e analfabetismo. È proprio vero che la gente fa schifo al cazzo.

Noi che ascoltiamo black metal

Siate sinceri: c’è UNO solo di voi che, arrivato a questo punto, crede che questi ascoltino black metal?

vogliamo che i concerti e i locali nelle nostre città non accolgano la feccia razzista, sessista e fascista

Pure sessista? Ma sul serio? E questa cosa la dici immediatamente dopo “noi che ascoltiamo black metal”? Pleasure Slave la posso ascoltare? Gli WASP? Ma poi, soprattutto: le “nostre” città? Secondo il vostro ragionamento non è un termine razzista e fascista?

Desideriamo al contrario che i bigotti non trovino spazi e che la scena musicale accolga le persone di qualsiasi etnia e le persone di qualsiasi genere e orientamento sessuale.

Non mi pare ci sia mai stato problema in merito, amico. Purtroppo noi della scena musicale accogliamo anche le incurabili teste di cazzo come te, figurarsi gli altri.

I locali quali il Traffic di Roma, l’Alchemica di Bologna, il Demodé di Bari e le Officine Sonore di Vercelli devono assumersi la responsabilità di sapere a che genere di band e persone stanno dando spazio. Allo stesso modo le band di spalla quali ENISUM, SELVANS, DEWFALL e KYTERION non potranno difendersi dietro alla bandiera de “la musica è solo musica”: se suonate con dei misogini razzisti e nazisti, state collaborando con loro.

Ed ecco la seconda occupazione preferita di questi escrementi: la minaccia e il ricatto morale. “Attenti, voi del Traffic, attenti, voi degli Enisum: fate suonare solo chi vogliamo noi altrimenti riceverete il marchio della bestia e faremo in modo che veniate relegati alla casta degli intoccabili, degli immorali, degli scarti umani, perché o siete con noi o siete contro di noi”. Amici cari, fortunatamente l’Unione Sovietica è caduta male e pure il Terzo Reich non ha fatto una bellissima fine, quindi gli anticorpi per queste cazzate ormai ce li abbiamo e non ci si farà certo indimidire da quattro stronzi coi rasta. Dolci stelline, parlate pure quanto volete, scrivete tutti i comunicati che volete, ma le minacce ficcatevele nel culo. Apritevi voi un locale e fate suonare chi più vi pare. Mettete su una band per cavoli vostri e suonate di spalla a chi più vi aggrada. Ma le minacce, i ricatti, gli ultimatum inseriteli tutti in un grosso cilindro di cemento armato e poi ficcatevelo nelle profondità del vostro culo.

Nel 2018 una mobilitazione in Nordamerica ha prodotto la cancellazione dell’intero tour statunitense dei TAAKE, a dimostrazione del fatto che muovere contro i nazi che appestano la scena e vincere è possibile.

In America andavano pure quelli di Black Lives Matter ai concerti dei Marduk per picchiare la gente, bei modelli di civiltà che vi scegliete.

Fuori i TAAKE dalle nostre città
Morte al fascismo!

Non sono mai stato a scrivere slogan d’effetto, e dato che ogni volta che leggo sti finali enfatici penso al discorso di William Wallace in Braveheart, non vedo modo migliore di chiudere la cosa.

PS: ovviamente scherzavo: la cosa si chiude con un meritatissimo VAFFANCULO.

20 commenti leave one →
  1. vito permalink
    11 novembre 2018 16:22

    la gente e’ il piu’ grande spettacolo del mondo. e non si paga il biglietto ! (Charles Bukowski ).

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  2. martinal permalink
    11 novembre 2018 16:22

    Ho ricevuto una mail l’anno scorso firmata “gli antifa” che finiva pressappoco con “non voglio dire che non dovete far suonare i Marduk, ma che questo vi renderebbe un locale nazi friendly”.
    Gente con la mamma puttana <3

    Piace a 2 people

  3. 11 novembre 2018 16:27

    Gente con la testa talmente infilata nel proprio culo da non rendersi conto di essere diventata quel che dice di combattere, perfino nella retorica minacciosa e piena di rancore. Da convinto antifascista, una roba come questa mi fa solo rabbia e schifo, nel suo essere una patetica parodia di quello in cui credo. Vaffanculo davvero.

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  4. okay permalink
    11 novembre 2018 16:47

    Minchia rega, non mi è stato possibile arrivare alla fine perché avere una tesi non significa sostenerla con argomentazioni che non comprendono la comprensione del testo che si vuole commentare e confutare.
    Provo un po’ di imbarazzo nella lettura, davvero.
    Bella storia che non vi piace l’antifascismo, ma sostenere che ci sia scritto che “islamici brava gente” e non arrivare a cogliere che non c’è scritto che gli islamici sono una etnia è davvero, mettiamola così, stravagante per chi si fregia di saper leggere.

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    • Mirko permalink
      11 novembre 2018 17:49

      Pure tu non sembri un fenomeno con la lingua italiana, senza offesa…comunque i “collettivi” prima di parlare dovrebbero: lavarsi, accendere il cervello, trovarsi un lavoro, vivere come delle persone normali, trombare un poco (e non come il cane di Mustafa…).
      Io col black sono fermo a Filosofem, ma pur non conoscendo i Taake non ci vuole un genio per cogliere le differenze tra una dittatura morta e sepolta da 70 anni ed un ubriacone che sbraita in un microfono. Non capisco, se a loro non piacciono i Taake non possono ascoltarsi qualcosa di diverso senza rompere la minchia alla gente? Non è che quando mia moglie ascolta Nek io mi metto a fare i picchetti in cucina perché preferisco Lustmord…

      Una domanda: alla fine questi quattro alcolizzati norvegesi hanno suonato a Bologna? e cosa hanno fatto i paladini della libertà di questa minchia? immagino un comportamento da veri uomini….

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      • okay permalink
        11 novembre 2018 18:12

        L’utilizzo di slang non significa ignorare le regole di una lingua (che io ho la sicurezza di star applicando, checché tu voglia raccontare). Spiace tu non lo sappia, ma ce ne si farà una ragione. Giusto per dare un po’ fastidio, aggiungo uno “zio”, dato che nel commento precedente non l’avevo scritto. Ciao zì.

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  5. weareblind permalink
    11 novembre 2018 16:59

    Ma io assolutamente non voglio islamici. Speriamo che i Taake suonino ovunque, anche alla sagra della cipolla di Tropea, portando avanti questa giustissima causa.

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  6. Ayrton 2112 permalink
    11 novembre 2018 17:09

    Riporto il commento che ho scritto su questo comunicato e sulla vicenda dei Taake in generale:
    “Io sono per scindere l’artista dall’uomo. Se la musica dei Taake non contiene quelle idee e quei messaggi che loro sostengono pubblicamente fuori dal palco, per me possono esibirsi ovunque. Rimangono delle persone di merda a cui non stringerei mai la mano, ma hanno diritto di esibirsi (visto che per loro è un lavoro). Ma proprio perchè si tratta di lavoro, gli direi chiaro e tondo: comportatevi da PROFESSIONISTI. Alla prima svastica/saluto romano/stronzata fascista detta al microfono, vi facciamo scendere dal palco a calci in culo e qui non mettete più piede.”

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    • Gore78 permalink
      12 novembre 2018 10:25

      Qualcuno che sa ancora ragionare per fortuna c’è ed il tuo è l’unico commento sensato di tutta questa faccenda (vera o non vera).
      A 40 anni scopro che il black metal è anti-islamico e che Hoest vorrebbe difendere l’occidente dall’ondata islamica. Ma quindi anche i cristiani con le loro belle chiesette? Esigo un chiarimento.
      Un suggerimento per Hoest, il provocatore cattivone, ed i suoi compari. La svastica fatevela incidere sulla fronte dal Tenente Aldo Raine in modo da essere provocatori riconoscibili h24 per 365 giorni l’anno se no sembrate solo feccia nazista.

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  7. andrea-metal permalink
    11 novembre 2018 17:17

    ma alla fine a Bologna è successo qualcosa?

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  8. 11 novembre 2018 17:20

    Calvizie elettrica contro dread vero El Clasico.

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  9. Bacc0 permalink
    11 novembre 2018 19:01

    “noi che ascoltiamo black metal…”, certamente. Ma poi mettessero una buona volta nome e cognome, invece di nascondersi dietro a fantomatiche associazioni di sfigati dal pisello piccolo. Gente ignorante che non ha la minima conoscenza di ciò che blatera, croste di culo senza palle e senza dignità alcuna.

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  10. Elfo Cattivone permalink
    11 novembre 2018 19:05

    “We would like to state that Transilvanian Hunger stands beyond any criticism. If any man should attempt to criticize this LP, he should be thoroughly patronized for his obviously Jewish behavior”

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  11. Aris permalink
    11 novembre 2018 19:06

    Se gli Antifá si sentono in dovere di bloccare un evento ufficiale e legale come un concerto, poi ne dovranno rispondere appunto legalmente. É come se vado in una libreria e brucio le copie del Mein kampf. Sbaglio e ne devo pagare le conseguenze. Alle volte devi capire che le tue idee non devono sempre essere quelle giuste. Odio le destre, ma ancor di piú le sinistre ignoranti e reazionarie.

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  12. 11 novembre 2018 19:41

    Sono contento che tanti anni fa presi le distanze da certi ambienti. Non hai menzionato quello che è successo hai Marduk, mi sa sempre in America. La band di Morgan fu costretta a cancellare il concerto ad Oakland in quanto avrebbe attirato gruppi anti fascisti, certo che questi gruppi anti fascisti non hanno un cazzo da fare nella loro vita…Abysmal voices from the geometrical non sense.

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  13. Manolo88(annodinascita) permalink
    11 novembre 2018 20:37

    Amici miei, vi saluto dagli abissi grim and frostbitten dell’Ungheria (ho visto proprio i Taake qui un paio di settimane, degli ottimi omosessuali) in cui sono sparito negli ultimi tre anni allontanandomi da Internet per unirmi alla lotta contro il mondo moderno, ma sappiate che a differenza di altri traditori, sono sempre dalla parte di Metal Skunk. Vi saluto e un giorno ritornerò vincitore e vi porterò il salame ungherese, no homo. Vi voglio bene.

    Piace a 1 persona

  14. Fanta permalink
    11 novembre 2018 21:09

    I motivi per cui Salvini et similia continueranno a governare questo buco di culo di Paese, sono più o meno tutti nel comunicato di questi poveretti.
    La retorica dell’antifascismo da merendine di papà baretti ha veramente frantumato il cazzo. Pensate ai problemi veri se volete fare politica e lasciate perdere il kit amazon per ripulire la moosica dal nazo e il nazo dalla moosica e dai locali.

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  15. Fanta permalink
    11 novembre 2018 21:17

    https://youtu.be/y5ImePXiWW8

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  16. sergente kabukiman permalink
    14 novembre 2018 17:01

    a me sia hoest che queste manifestazioni fanno schifo al cazzo quindi tutto il mondo deve morire affogato nel suo stesso sangue.

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    • blackwolf permalink
      18 novembre 2018 14:09

      Concordo in tutto e per tutto. Estinzione unica soluzione.

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