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In America se vai a vedere i Marduk rischi di essere sprangato da Black Lives Matter

15 febbraio 2017

Quindici anni fa ai concerti dei Marduk non era infrequente imbattersi in soggetti sveglissimi che accoglievano la band svedese con il saluto romano. Do per scontato di non aver bisogno di spiegare che non si poteva prendere sul serio i Marduk manco in quinta ginnasio, che tacciarli di simpatie naziste per titoli come Night of the Long Knives o Warschau è come ritenere che i Kraftwerk fossero agenti della Stasi, che si esibiscono regolarmente in Israele, che il carro armato sulla copertina di Panzer Division Marduk era pure un Centurion inglese eccetera. Quindici anni fa il fascistello da curva isolato era nondimeno il peggior coglione che potessi incontrare a un concerto dei Marduk. Oggi invece, almeno in America, rischi di trovarti gli energumeni di Black Lives Matter che vengono a spaccarti la testa solo perché vuoi andare a un concerto black metal.

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Black Lives Matter dovrebbe avere problemi più gravi da affrontare di quattro capelloni svedesi che bevono birra e bestemmiano la madonna. Che così non fosse lo avevamo già appurato ai tempi del boicottaggio di un innocente gruppo di fattoni stoner dell’Oregon chiamato Black Pussy, costretti un paio di anni fa ad annullare dei concerti a causa delle minacce via internet ricevute da esponenti di questo pacifico movimento. Invece di preoccuparsi di elaborare proposte politiche serie per l’avanzamento sociale degli afroamericani (il più possibile educative e che tendino ad alzare il livello culturale di Falconara), i suddetti energumeni, i loro sodali “antifa” incappucciati e armati di mazze e molotov ogni tanto si recano ai concerti heavy metal per fare i bulli con capelloni svedesi, fattoni stoner, i loro malcapitati fan e altri pericolosissimi tagliagole della Gestapo. Già, perché sta diventando un fenomeno ricorrente quanto gli attentati suicidi a Baghdad e gli scioperi dei mezzi a Roma.

Tanto per capire l’andazzo, lo scorso ottobre il California Deathfest aveva buttato fuori i Disma dalla scaletta. Una delle organizzatrici, Angela Dancev, si era accorta che il cantante Craig Pillard aveva in passato cazzeggiato in un gruppo dall’ameno moniker di Sturmführer. Ok, non andavano molto per il sottile:

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Non mi va di ribadire concetti già espressi nell’articolo su Phil Anselmo. Pillar potrebbe essere benissimo un suprematista bianco. Ma i testi dei Disma non inneggiano alla razza ariana. Che io sappia, Pillar non va in giro a sprangare nessuno. E la stessa Black Lives Matter è un’organizzazione suprematista, se è per questo. Si tratta quindi di una faccenda diversa dal comprensibile veto sui gruppi NSBM posto dall’Hellfest e moltissimi altri festival. Se dovessimo bandire dalla scena tutti coloro che hanno opinioni politiche imbarazzanti, non resteremmo in molti, soprattutto andando a spulciare, in tempi di social network, qualunque stronzata qualcuno abbia scritto, detto o fatto in passato. Anche perché, come ricorda El Grecol’unica posizione politica seria resta sempre e solo l’essere contro l’umanità nella sua interezza.

Non è finita. Il 28 novembre il festival canadese Messe des Morst cancella lo show dei polacchi Graveland a causa delle proteste di questi altri sveglissimi soggetti:

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Nello stesso periodo, gli Inquisition, anch’essi accusati da consimili giustizieri da tastiera di essere estimatori del cancelliere tedesco coi baffetti, si esibivano indisturbati in Egitto.

Venticinque anni fa a Bergen il Conte Burzum e i suoi amici davano fuoco alle chiese. Lo scorso dicembre a Bergen gli organizzatori del Blastfest sono stati costretti ad annullare il festival a causa di minacce anonime, sempre via internet. Se avessero fatto suonare i Peste Noire, avrebbero dovuto aspettarsi anche da quelle parti buontemponi incappucciati con le spranghe. Si sa mai tra gli ascoltatori dei Peste Noire si nasconda il nuovo Anders Breivik. A un certo punto il suddetto anonimo aveva tirato in mezzo pure i Napalm Death, anch’essi previsti nella bill, sostenendo che fossero stati loro a chiedere la cancellazione dei Peste Noire per ragioni di incompatibilità politica. Barney Greenaway rispose che non sapeva nemmeno chi diavolo fossero i Peste Noire. Anche una volta siringati i francesi, il casino proseguì, il danno d’immagine sull’internet era fatto. Il Blastfest viene cancellato del tutto. Fino a quando, dunque, abuseranno della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora codesta loro follia si prenderà gioco di noi?

Tutte ‘ste faccende sono purtroppo da inquadrare nelle “culture wars” che hanno dominato internet negli ultimi anni, esplodendo durante la campagna elettorale per le presidenziali americane e infettando con le loro spore venefiche pure la nostra vecchia Europa. Da una parte il fanatismo wahabita per il politicamente corretto che non disdegna di ricorrere a spranghe e molotov, dall’altra una rivendicazione della libertà di espressione a volte portata avanti da libertari genuini, altre da criptonazisti che, se avessero le leve in mano, non credo avrebbero la libertà di espressione tra le loro priorità. Tutto ciò ha iniziato a esprimersi da tempo anche nei siti heavy metal.

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Noti per insultare personalmente Varg Vikernes solo perché è Varg Vikernes e Dave Mustaine solo perché è Dave Mustaine, gli amministratori dell’abominevole Metal Sucks si autodefiniscono fieramente “social justice warriors” e pubblicano un allucinante “manifesto” nel quale affermano che privilegeranno le band che condividono le loro posizioni ideologiche. Io lo visito ancora ogni tanto per leggere i commenti di insulti ad Axl Rosenberg, un tizio che scrive post nei quali attacca il cantante dei Nails perché è troppo macho e fa sentire a disagio gli sfigati ciccioni come lui. Anche Metal Injection, un altro dei cinque o sei maggiori portali Usa, ogni tanto segue quella scia, di guano.

Se volete approfondire queste costruttive evoluzioni del dibattito pubblico, i siti da consultare, sull’altro fronte, sono Death Metal Underground e Metal Blast, un blog piccolino che non si fila nessuno ma che è il mio preferito in assoluto insieme ad Angry Metal Guy. Infatti sono entrambi gestiti da europei, non da americani (da un olandese il primo, da uno svedese il secondo). Metal Blast è forse l’unico a pubblicare veri e propri editoriali, pezzi a tesi, ottimamente scritti, ben argomentati, che ti viene di rileggere pure due o tre volte, animati da uno spirito libertario e genuinamente  anticonformista. Heavy metal, insomma. Death Metal Underground è invece piuttosto cretino: scimmiotta tutti i tic dei blog alt-right, dà del “comunista” a chi ascolta doom (un demenziale maccartismo di ritorno che non risparmia manco i Saint Vitus), pubblica notizie su Donald Trump riprese da Breitbart tra recensioni di gruppi war metal e post nei quali cerca di tirare su un fenomeno sulla scia del #Gamergate, lanciando l’hashtag #Metalgate e facendo dell’oggettivamente inutile e mentecatta Grim Kim di Metal Sucks e Noisey (la divisione musicale di quella chiavica di Vice) la nuova Zoe Quinn. Ad azione, ahimè, corrisponde reazione. Statemi sani. (Ciccio Russo)

14 commenti leave one →
  1. MorphineChild permalink
    15 febbraio 2017 11:07

    Quanto devi essere stupido per convincerti che il modo migliore per contrastare i nazifascisti sia comportarsi esattamente come loro? Ormai qualsiasi problema, sia esso etico, politico, religioso, sessuale, è diventato la parodia demente di uno scontro tra ultras. Due curve che fanno il tifo e si odiano, approfondimento zero, cazzate come se piovesse. Appoggio el Greco nella sua misantropia

    “Some say the end is near.
    Some say we’ll see Armageddon soon.
    I certainly hope we will.
    I sure could use a vacation from this
    Bullshit three ring circus sideshow of freaks”

    Ps. Angrymetalguy è fantastico. Ci ho scoperto un buon numero di dischetti sconosciuti e da quando photoshoppano unicorni sulle copertine serissime dei gruppi stupramadonne mi fanno anche tagliare

    Liked by 2 people

  2. Cure_Eclipse permalink
    15 febbraio 2017 11:49

    Tutto giusto, soprattutto la citazione delle Kurnakkie.

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  3. Amon permalink
    15 febbraio 2017 12:24

    La cosa più ironica (o forse la più triste) è combattere il presunto “fascismo” usando metodi fascisti. Chissà quanto si sono sentiti eroici quelli di Black Lives Matter a salvare il mondo minacciando persone che non conoscono che organizzano eventi su cui non sanno nulla.

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  4. Cattivone permalink
    15 febbraio 2017 12:34

    Sti tizi del Black lives matter sono di un’ignoranza assurda. Qualche tempo fa bloccarono un aereoporto di Londra per protesta dicendo che “gli aerei inquinano le aree popolari vicino a dove sono costruiti dove ci vivono tanti neri” e che il surriscaldamento globale era una cosa voluta dai bianchi perché gli effetti nefasti si facevano sentire solo nelle zone africane, popolate da neri.
    Ma casi di minacce come questo si stanno moltiplicando a quanto vedo, anche se non c’entra con la nostra musica qua in Italia hanno cancellato praticamente tutti i concerti di Bello Figo,
    Non so, sembra che essere idioti vada di moda.

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  5. ignis permalink
    15 febbraio 2017 14:46

    Che l’antifascismo provi un orrore fascista per il fascismo (parafrasando un noto testo), almeno in questi casi, mi pare evidente.
    Però se utilizzi simbologie che rimandano al nazismo e al fascismo, se mostri di ammirare in qualche modo (sia pur soltanto estetico) nazismo e fascismo, se partecipi alla guerra jugoslava pensando che i croati stiano dalla parte della civiltà, se fiancheggi le milizie filonaziste in Ucraina, se attacchi gli antifascisti rispondendo alle provocazioni, se utilizzi il saluto romano durante un concerto (dopo il 1945, non prima) etc. etc. (e la lista potrebbe continuare per un po’), visto che viviamo in un mondo che è stato plasmato dall’esito della seconda guerra mondiale, per di più in un momento storico in cui rinascono i nazionalismi… beh, secondo me qualche problemino te lo devi aspettare…

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  6. igor permalink
    15 febbraio 2017 21:42

    Naturalmente i coraggiosi metallari, vestiti di nero inneggianti alla violenza e la morte, invece di prendere antifa e mangiabanane per l’orecchio e piantargli quattro ceffoni, hanno preferito fare la figura dei finocchi e annullare lo spettacolo. Stessa cosa del BlastFest e tanto altro…
    Mi spiegate che differenza c’è tra i metallari ed i papaboys? Io non ne vedo, a parte i vestiti forse…
    Bravi, ancora qualche anno e l’Europa come gli Usa sarà divisa tra facce scure con 50 figli (mantenuti dai vostri vecchi) e autoctoni con il risvolto ai pantaloni, i tatuaggi e la bandiera arcobaleno tra le chiappe.
    Per fortuna abito a migliaia di chilometri da tutto questo schifo.

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    • Cattivone permalink
      16 febbraio 2017 09:38

      Di solito ad annullare l’evento é l’organizzazione che teme casini, non il gruppo.

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    • ignis permalink
      17 febbraio 2017 14:41

      Però l’Europa mi pare un po’ diversa dall’America. Forse ci saranno scenari diversi. Non ti dispiace essere così lontano?

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      • cattivone permalink
        20 febbraio 2017 08:27

        In Italia i concerti vengono cancellati se lo chiede il parroco.
        Bene non siamo messi neanche noi.

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  7. 16 febbraio 2017 23:22

    black metal lives matter

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  8. Cicciuzzo permalink
    18 febbraio 2017 14:47

    minchia grande bargone, non è che hai il contatto di questi in italia? mica mi dispicerebbe spaccare un di crani fascisti! dajeeee!

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  9. 19 febbraio 2017 01:56

    https://www.youtube.com/watch?v=qzjp7f24WYg link questo video sapendo che oggi ho acquistato Through Years of Oppression…

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  10. blackwolf permalink
    26 febbraio 2017 17:53

    Combattere il fascismo con metodi fascisti, quali la repressione e la violenza è altamente ironico e fuori luogo.. Però non è neanche male, alla fine… Tanta gente è sempre stata fascista, perché erano quelli che andavano in giro a pestare gli altri, perché non la pensavano come loro e finché sei tu a pestare gli altri, è sempre divertente… Una volta tanto, fargli vedere che essere aggrediti da degli sconosciuti, solo per le tue ideologie/modo di vestire/musica che ascolti, potrebbe magari aiutarli a capire, che quello che fanno, non è proprio il massimo della vita… Detto ciò, visto che non è detto che i suddetti soggetti godano di abbastanza intelligenza ed empatia, da fare questo ragionamento e spesso semplicemente, la violenza chiama altra violenza e basta, almeno hanno assaggiato in parte, la loro stessa medicina… Se vuoi un mondo dove uno ha diritto a prendere a sprangate in faccia la gente e togliergli il diritto di parola e libera espressione, se non la pensa come lui, pagane le conseguenze e vedi se a parti invertite, è ancora così divertente… Chi appoggia idee totalitarie poi non dovrebbe prendersela male, se qualcuno gli nega delle libertà, almeno per coerenza verso il suo pensiero totalitarista… I totalitaristi per primi, se potessero, farebbero lo stesso… quindi..

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  11. gni permalink
    30 marzo 2017 06:57

    Qualcuno andrà a vedere i Peste Noire sabato a Milano?

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