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TAAKE // BöLZER // SLEGEST @Legend, Milano 19.10.2018

21 ottobre 2018

In questa umida serata di ottobre arriviamo al Legend Club proprio mentre stanno finendo gli SLEGEST, un po’ perché questi ultimi hanno iniziato abbastanza presto e un po’ perché sottovalutiamo la distanza che ci separa dal locale, esattamente dall’altra parte di Milano rispetto a casa. Non che la band norvegese ci faccia proprio impazzire, anzi, ma magari dal vivo avremmo potuto essere sorpresi. Abbiamo il tempo di cenare con la più classica delle combo panino alla salamella + birra media, ma in fretta perché dopo qualche minuto salgono subito sul palco i BöLZER, duo svizzero con all’attivo un solo full (e tre EP) che, per qualche motivo, sta riscuotendo un sorprendente successo. Io non sono un loro fan, dato che l’album, Hero, mi sembra un dischettino carino e nulla più, e stasera non smanio assolutamente per vederli. La cosa strana però è che dal vivo suonano molto diversamente da come che mi aspettassi: pensavo che avrebbero accentuato il proprio lato groovy, per così dire, e invece a un certo punto mi sono sentito quasi al Roadburn. Il loro black metal stasera è reso ancora più acido, ed evoca una cappa soffocante che mette a disagio. Riesco ad entrare nell’atmosfera solo nell’ultima parte dell’esibizione, ma immagino che ci sia stata gente presa benissimo, almeno quanto lo fu Piero Tola qualche anno fa. Da riprovare appena tornano da queste parti. 

Seguo i TAAKE sin dagli esordi, e il mio rapporto con loro è stato altalenante. In seguito ad una crisi di rigetto con l’uscita del terzo disco sono ritornato a seguirli con Noregs Vaapen del 2011, grazie al quale mi sono riappacificato col fatto che i vecchi Taake dei capolavori Nattestid e Bjoergvin non esistevano più, e che però la nuova incarnazione più black & roll non era poi tanto male. Ad un Agglutination di qualche anno fane ebbi anche la conferma dal vivo, sede in cui peraltro i Taake funzionano benissimo, sia musicalmente che come presenza scenica. Il Legend poi, essendo un piccolo club in cui puoi facilmente arrivare a mezzo metro dal palco senza rischiare ginocchiate in bocca, è l’ideale per valorizzare la presenza scenica di Hoest, che oltre ad avere finalmente completato la mutazione in Floki di Vikings è anche uno dei più grandi frontman mai visti nella storia del black metal. Sembra davvero schizzato, e il fatto che non sia completamente una posa è un’ipotesi che mi pare confermata da alcuni dei suoi tatuaggi e da varie storie di concerti passati. La cosa certa è che si muove come un invasato per tutta la durata dello spettacolo, mantenendo un’attitudine parecchio hardcore tra calci all’aria, microfono al pubblico delle prime file e assalto frontale continuo.

Il concerto comunque è stato bellissimo, anche perché hanno ripescato un paio di pezzi dai primi dischi (ed è stata un’emozione davvero indescribile sentire la quarta di Bjoergvin suonata a mezzo metro di distanza), e parallelamente i pezzi che nella mia testa considero ancora “nuovi” (cioè dal terzo album in poi) risplendono di nuova luce dal vivo; persino quell’orrenda sperimentazione col banjo di Myr stasera sembra avere addirittura un senso. Dura troppo poco, ma tutto molto intenso. Speriamo di ribeccare presto anche loro. (barg)

3 commenti leave one →
  1. bonzo79 permalink
    22 ottobre 2018 09:22

    certo, grande hoest, tutto molto bello. però, a me gli ultimi dischi dei taake fanno uno schifo che non riesco nemmeno a definire. visti l’altra sera a lubiana, un concerto pessimo. buttare dentro in scaletta la prima di nattestid e una da bjoergvin così, tanto per, è ulteriormente fastidioso. comunque il mese prossimo suonano tutto nattestid, ben quattro date in italia. invidio chi riuscirà ad andare

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    • EvilMetal permalink
      22 ottobre 2018 17:48

      In effetti io non sapevo del loro nuovo corso e temo di aver buttato nel cesso i soldi. Oh bè, de gustibus.

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  2. Daniele Cariboni permalink
    23 ottobre 2018 12:36

    Grande concerto! Erano anni che li inseguivo e finalmente li ho visti: piena soddisfazione. Certo la loro intera discografia non vale Nattestid, però sono problemi miei che non li ho visti nel momento giusto, anche se già li ascoltavo.

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