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Dall’Estonia con gli zufoli: METSATÖLL – Katk Kutsariks

22 marzo 2019

In forza della mia nuova carica di esperto (lasciamo stare), dei gruppi con i flautini e gli zufoli, vi parlerò dell’ultimo Metsatöll. Tutti contenti? No? Ringraziate nell’ordine il Barg che mi ha tirato dentro, Charles che mi ha “nominato” e me che ho accettato.

L’ultimo dei Metsatöll dunque. Dritti al punto. È notevole. Al primo ascolto ci ho messo alcuni minuti per rimettermi nell’ordine di idee, loro sono estoni e inseriscono riferimenti alla loro musica folk (ovviamente) suonata con i loro strumenti tipici, in aggiunta ai chitarroni e alla voce sgraziata. Sgraziata mica sempre però: i cori sono affascinanti ed evocativi e talvolta accostati a melodie soavi. Sono in parte accostabili agli Skyforger dalla vicina Lettonia, quindi se già conoscete questi ultimi più o meno sapete da che parte andiamo a parare, se non li conoscete ve li consiglio perché meritano anch’essi.

In Katk Kutsariks potrete trovare diverse soluzioni già sentite in buona parte dei gruppi folk metal attuali: Tyr, primi Heidevolk e chissà quanti altri, durante il susseguirsi di pezzi fatti da passaggi epici, cori da osteria o nostalgiche melodie. Il disco è abbastanza vario e, se siete avvezzi a questo tipo di sonorità, dovreste dargli una possibilità: non ve ne pentirete, visto anche l’ultimo periodo decisamente povero di uscite di nota in questo genere in particolare. Se non siete proprio degli appassionati, non credo vi faranno cambiare idea, ma magari qualcosa che vi aggrada lo trovate anche.

E poi che diamine, ora che le giornate si allungano e il caldo avanza con questo disco mi vengono in mente i festival estivi e penso che non sarebbe male vedere i Metsatöll in uno di questi. Vi ricordate quei bei festival estivi che andavano tanto di moda qualche anno fa e che chiamavano tanti gruppi più o meno rilevanti del genere? Eh già, sapete amici a cosa mi riferisco, che amarezza. Quei festival a cui si presenzia felici, nonostante il caldo, che noi normalmente affrontiamo con la birra fredda e la carne arrostita. Vedete, in fondo anche noi metallari abbiamo, di tanto in tanto, la necessità di coltivare il nostro lato nostalgico, nel nostro piccolo. (Maurizio Diaz)

One Comment leave one →
  1. Cattivone permalink
    22 marzo 2019 09:02

    A Charles questo articolo piacerà.
    E pure a me.
    Una delle migliori realtà in ambito Folk, non deludono mai.

    Mi piace

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