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THE POLITICS OF METAL SKUNK – Secessionismo? Noi metallari ci siamo già passati

4 novembre 2017

Guardare un telegiornale nel 2017 vuole dire un sacco di cose, ma sono sempre le stesse: una bordata di ottimismo via etere che giunge a noi sotto forma di terrorismo, vaccini, migranti, buche nell’asfalto romano, missili coreani e – solo ultimamente – la parola indipendenza. Che gran casino che è scoppiato in Spagna, e la cosa da noi ha pure avuto una replica regionale con il referendum per l’autonomia in Lombardia e Veneto, con Luca Zaia sempre più sugli scudi. In poche parole il politico classe 1968 chiede che la sua regione venga riconosciuta a Statuto Speciale, mentre il governo invoca l’importanza dell’Unità Nazionale e glissa. Ma tagliamo corto. Noi metallari, dall’alto della nostra saggezza non possiamo che dire al popolo italiano di stare tranquillo, perché da anni viviamo questa situazione fatta di scissioni e dispute interne in nome dell’ indipendenza, e non ci è ancora capitato nulla di terribile, eccetto qualche disco brutto.

Sepultura vs The Cavalera Conspiracy

Credo che la reunion fra Sepultura e Max Cavalera sarebbe avvenuta molto prima dell’abbandono di Igor. Il problema è semplicemente Derrick Greene: vagli a dire che riformerai la line-up originale e che è licenziato. Non ti farebbe neanche finire la frase, meglio piuttosto recitare a George Fisher una barzelletta su sua madre. In compenso i Cavalera Conspiracy non mi sono mai piaciuti, e i Seps vent’anni e oltre dopo Roots finalmente cominciano a combinare qualche lavoro sufficiente…

Entombed vs Entombed A.D.

Gli Entombed hanno lasciato solo Petrov uno ad uno: prima Andersson, poi Cederlund, infine Hellid. In sostanza la scissione ha portato la formazione originale a realizzare una sorta di come-back arricchito della line-up di Clandestine, e il povero cantante ad aggiungere il suffisso A.D. per continuare a suonare con alcuni compagni già avuti in Serpent Saints. Risultato? In Back To The Front godiamo di una delle più brutte copertine di tutti i tempi.

Queensryche vs Operation: Mindcrime

Tre degli attuali membri dei Queensryche c’erano già anche quando incisero Queen Of The Reich, apripista del lavoro del 1983. Ed è una cosa positiva, ma lo sarebbe ancor di più se non si fossero dovuti ritrovare a sostituire un certo Geoff Tate con un omonimo dell’ex meteora della Fiorentina, l’argentino Diego La Torre. In questo caso Todd, ma quel che più conta è che – in crisi creativa – Geoff ha deciso di chiamare la sua nuova creatura Operation: Mindcrime, imbastendo una vera e propria all-star band.

Venom vs Venom Inc.

Ho sempre apprezzato i Venom con Tony Dolan, ed in particolar modo il bellissimo album Prime Evil. Mantas aveva già provato a farsi i cazzi suoi senza Cronos, suonando negli M-Pire Of Evil e proprio con “Demolition Man” alla voce. Il nome del gruppo era uno dei peggiori scelti in assoluto, e due terzi dei Venom “originali” tornano oggi assieme all’ex Atomkraft nei Venom Inc. Cronos sul palco inneggia a quali siano i veri Venom (morti dopo Cast In Stone, dove erano appena rinati) e la faccenda sta raggiungendo lo status di “caco io, puzzi te“.

Gorgoroth vs God Seed

La legge ha dato ragione a Infernus: i Gorgoroth sono suoi e Gaahl se ne va – praticamente con tutti gli altri – dopo uno dei migliori lavori della band, Ad Majorem Sathanas Gloriam. Chi entra nei Jotunspor, chi finisce insieme a Shagrath negli Ov Hell, ma soprattutto viene portato avanti un progetto -teoricamente parallelo ai Gorgoroth di allora – col nome God Seed. Tradotto: ha vinto Infernus, ma ormai anche il suo gruppo ha ampiamente dato il meglio di sé, e caccerà pure Pest.

Rhapsody Of Fire vs Luca Turilli’s Rhapsody

Staropoli da una parte, Turilli dall’altra, e Lione in Brasile sostituito dall’emiliano Alessandro Conti. Questo il riassunto della situazione dei Rhapsody, che già poveretti avevano perso il loro nome originale un bel po’ di anni addietro. Prometto a me stesso di ascoltare quanto prima i due dischi del turillone nazionale, perchè me li sono proprio persi… Ma noi ce ne stiamo buoni e abbiamo appena celebrato il ventennale di Legendary Tales con una succosa recensione!

Una menzione a parte spetta agli Helloween, sui quali teorizzo che l’unione dragonballesca coi vecchi cantanti sia solamente una trovata temporanea di mero marketing discografico. Certo che se dovessero mai silurare Deris, si tratterebbe di uno dei più fragorosi calci nelle palle della storia della musica Rock. Sarà fantascienza, ma dalle apparizioni on-stage di nove anni fa siamo passati ai tour ed al singolo in studio. E Weikath è sempre stato molto programmatore

Insomma, chi è il vincitore e quali i numerosi vinti in queste incresciose situazioni parallele? Spezzerò una lancia nei confronti dei Sepultura, che da anni mi deludono e in particolar modo lo hanno fatto all’epoca dei lunghi, pretenziosi Dante XXI ed A-Lex, mentre con Kairos ed il recente Machine Messiah ci mostrano significativi segnali di ripresa. Il sound si è assestato a metà fra Chaos A.D. e momenti più spiccatamente hardcore, privilegiando però i ritmi lenti, e schiaffando malamente in vetrina qualche vago accenno al Metal estremo degli esordi. Difficile stabilire quale degli ultimi due dischi sia il migliore, ma Machine Messiah conserva meglio quelle atmosfere orientaleggianti che Kairos aveva trascurato in favore di una resa più oscura. Nessuno dei due, lo sottolineo, è tuttavia di altissimo livello ma il plotone di Andreas Kisser meriterebbe di far maggiore notizia del più pesante, ma troppo insipido, progetto imbastito dai fratelli Cavalera.

Un altro cenno a favore lo darei al povero LG Petrov: non ha perso un attimo prima di rimettere il suo vecchio carrozzone, e Dead Dawn mi è sembrato molto più quadrato e risoluto del debutto di due anni prima. Certamente non uno dei migliori album del 2016, annata decisamente prolifica in cui cito soltanto Vektor, Meshuggah, Gojira e – – Metallica per inasprire il concetto di nutrita concorrenza; ma per la materia “classica” che vi era trattata, le cose sono state fatte decisamente bene e brani come Total Death mi hanno fatto proprio saltare sulla sedia. E poi adoro la sua voce, cosa di cui gli ex-colleghi A.D. free, per il momento molto attivi in sede live, non potranno di certo vantarsi. Infine due parole, di numero, per Geoff Tate: hai imbastito una line-up da urlo e, dopo aver sentito solo due dei tre nuovi album che portano la tua firma, confermo che dovreste farla finita al più presto. Gli ultimi due capitoli targati Queensryche sono buoni, onesti seppur non eccelsi. Ma vincono su tutta la linea e lo fanno ad occhi chiusi.

 

4 commenti leave one →
  1. vito lomonaco permalink
    4 novembre 2017 15:43

    non so perche’ ma i veneti mi sono sempre stati simpatici, forse perche’ come noi meridionali , hanno la tendenza ad avvinazzarsi.

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    • MalaPurpleMoon permalink
      6 novembre 2017 10:26

      Da figlio di Veneti ti posso dire che in molte cose c’è affinità .. per l’avvinazzarsi però loro sono a un livello irrangiungibile ..

      Liked by 1 persona

  2. weareblind permalink
    5 novembre 2017 19:42

    Che bello questo articolo, spunti diversi dalla solita minestra.

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  3. 5 novembre 2017 22:36

    Hai dimenticato L.A. Guns e Great White.

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