Skip to content

Decora la casa per Natale con i consigli di Metal Skunk

8 dicembre 2017

Il Natale è una cosa seria: i centri commerciali si riempiono facendo girare un quantitativo di soldi inimmaginabile e le figure storiche rinascono con puntualità, ma soprattutto c’è tanto amore.

È in funzione di quest’ultimo che Metal Skunk si attiva per i suoi lettori, che sicuramente ospiteranno moltissimi cari nelle proprie accoglienti case, al fine di trascorrere una gioiosa festività all’insegna della collettività e del reciproco fraternizzare: non vorrete mica farvi trovare impreparati! Le quattro mura entro le quali inviterete gli ospiti sono un luogo speciale perché è lì che avranno deciso di trascorrere il giorno più importante dell’anno, motivo per cui ci sarà bisogno di curare nel dettaglio alcuni vitali accorgimenti:

IL PRESEPIO

In nessuna casa che si rispetti mancherà un Presepio. Pratico da cinque o sei anni l’hobby della fotografia e una regola in cui mi riconosco è: non aggiungete troppe cose alla composizione ma piuttosto toglietene, e l’occhio cadrà più facilmente sui suoi elementi di spicco. Secondo questa visione minimalista delle cose, il Presepio è uno scenario concettualmente sbagliato e quindi leveremo di mezzo il Cristo, gli animali circostanti e tutti coloro che lo rendono più affollato di uno dei centri commerciali di cui sopra. Il nostro Presepio assomiglierà molto da vicino alla copertina di Under The Sign Of The Black Mark (di cui possiedo fiero la t-shirt), ossia un baratro di roccia con una sporgenza presumibilmente terminante in una caverna dalla quale si affaccia – festosa e piena d’amore – una figura umanoide avente indosso la maschera di un Caprone. Sarà necessaria una qualsiasi action figure di medio-piccole dimensioni, sulla quale collocheremo il volto caprino realizzandolo con il metodo della carta pesta che ci hanno insegnato a scuola. Per il baratro vi consiglio invece uno di quegli sfondi rocciosi che si trovano in ogni negozio di acquari discretamente fornito, e che solitamente vengono adoperati per le vasche che ospitano i pretenziosi Ciclidi Africani. Qualcuno farà domande, voi darete la colpa a Quorthon e – quando si lamenteranno – farete presente ai bigotti che non si manca di rispetto ai defunti. 

LA MUSICA

Ogni festa è coadiuvata da buona musica, con l’arduo compito di sopperire a improvvisi e imbarazzanti silenzi. Tutti si aspetteranno dal metallaro padrone di casa che quei repellenti vinili possano inficiare la bellezza e la sobrietà del 25 dicembre. Qualche perfida mente arriverà perfino a supporre che ripiegherete sul christian metal – agonizzando i presenti con deliri ottantiani a’la Stryper – e voi risponderete fieri che quel gruppo non lo mettete perché, dopo averli visti conciati come calabroni (Vespa Crabro, 1761 Linnaues) in quelle orrende photo session, con loro avete chiuso. Li sorprenderete invece con qualcosa di raffinato come John Zorn, senza esagerare però. Weird Little Boy con Patton andrà benissimo, e i suoi lunghi momenti di standby alternati ad esplosioni di delirio sonoro dovrebbero fungere da lieto companatico. Se poi preferite andare sul sicuro ed essere un po’ banali, c’è lì per voi Ich glaub´nicht an den Weihnachtsmann di Onkel Tom.

LA TV ACCESA

È maleducazione tenere la TV accesa a volumi alti mentre i commensali discorrono su come annientare la classe politica italiana, non pagare le tasse sulla prima casa o avere solo figli maschi per evitare che la tua bambina, una volta cresciuta, si sbronzi in una discoteca di Cesenatico per poi finire nelle grinfie di qualche pregiudicato di Kragujevac che, una volta scambiata per una turista americana a causa delle incaute pigtails, l’aveva rimorchiata al grido “Sono emiliano, usciamo vuoi vedere mia moto? Tutti emiliani hanno moto”. Tuttavia, saremo educati con coloro che non riescono a passare un pomeriggio senza fissare uno schermo e daremo loro la possibilità di godere di un buon film. Evitando di scadere in banalità come Una poltrona per due, c’è per caso qualcosa di meglio di Society – The Horror? Una pellicola apparentemente normale, ma che si rivelerà utile agli invitati che lo seguiranno con eccessivo indugiare, poiché nel finale capiranno che era meglio parlare di Renzi e socializzare con lo zio, piuttosto che rivedersi nell’ipocrisia del ceto medio-alto americano di fine anni ottanta, nell’atto di farsi fistare dal vicinato.

I REGALI

Implicitamente tutti sanno che i regali rivestono un ruolo importante all’interno del Natale, ma, eccezion fatta per le persone più vicine, a beneficiarne in ogni caso saranno più che altro i bambini. Quelli che sono entrati in casa mia in passato hanno provato ad arrampicarsi sul mio vecchio acquario Juwel da 240 litri lungo la parete di vetro frontale, afferrare un dente autentico di Megalodonte per farne coriandoli, e schiacciare il mio Cavalier King Charles Spaniel biondo quando esso aveva appena due mesi di vita, solo perché si era avvicinato a uno di loro con fare festoso agitando forte la coda. È il momento di riflettere su queste figure degne de Il Villaggio dei Dannati, e mandarli a casa – possibilmente non a mani vuote. Ci sarà sicuramente qualche disco che vi ha disturbato a lungo e che farebbe crescere dei dubbi anche dentro a una mente priva di pregiudizio come quella di un infante. Non vi viene in mente nulla? Nemmeno del 2011 e con David Vincent alla voce? Non dimenticate le tempistiche, prima darete i regali e prima i ragazzini spingeranno con gli accondiscendenti genitori per andare via in fretta.

IL BUDGET

Potete anche risparmiare sul cibo massacrando chi è al tavolo con bordate di economici crostini, ma, se c’è una cosa su cui spenderei un centone, è esattamente questa: andate a Firenze, raggiungete la zona di Piazza Puccini e avvicinate uno dei numerosi transgender brasiliani. Assicuratevi che non sia Paulo Jr. dei Sepultura, dopodichè spiegategli che la banconota verde non è per ciò che naturalmente si immagina (prestazione occasionale da libero professionista, libera da IVA ma con tassazione al 20% su un guadagno annuo massimo di 5.000 euro). A Natale siamo tutti più buoni, ma soprattutto questa è l’era della comprensione e dell’open mind dunque, dopo le note di John Zorn, perché non mettere accanto allo zio un robusto architrave carnoso che gli spiegherà quando e come sono nate le sue pulsioni, che a loro volta lo hanno portato a divenire un ex masculo carioca che sta scroccando un pranzo presso ignoti e guardando in maniera distratta un film di Brian Yuzna? I presenti capiranno, e se qualche malizioso chiederà come vi siete conosciuti gli direte che suonava negli Angra e che ora è senza lavoro per colpa di un immigrato che si chiama Fabio Lione.

LE DECORAZIONI

L’aspetto esteriore è quello che colpirà istantaneamente, e almeno per un po’ dovrà essere impeccabile. Format televisivi fondamentali come Art Attack ci hanno spiegato in dettaglio come utilizzare materie prime come il cartoncino e lavorarle con forbici e colla. Cose del genere dovrebbero essere il futuro, e invece si parla di ibrido Toyota e surplus del genere. In tempi recenti abbiamo però imparato a respirare a pieni polmoni la Pritt, e di Giovanni Mucciaccia nessuno ha avuto più bisogno. Ma eccoci al momento del decoupage natalizio! Realizzeremo una serie di figure in cartone aventi forme in tema, come ad esempio delle graziose stelle, e le coloreremo a nostro piacimento tenendo ben conto dell’ ambiente circostante, delle sue luci e di come sono intonate le pareti. E’ questione di buon gusto, e il decoro è decoro! Tramite dei piccoli anelli che verranno fissati ai cartoncini, infileremo tutte queste figure colorate su uno spago che percorrerà lo spazio sopra di voi, con l’accorgimento che siano dirette verso l’accesso alla stanza principale. Mettete in tensione lo spago, ma senza esagerare e all’occorrenza tagliate quello in eccesso. Fra tutte queste figure, come l’immancabile angioletto, avremo l’arguzia di porre una croce che avrà ben due cerchietti (e lo spago li attraverserà entrambi, colorato a sua volta e fissato con dello scotch trasparente per non risultare eccessivamente visibile). Praticheremo una tacca su uno dei due cerchietti – il superiore – e porremo il filamento dentro di essa: i bambini passeranno tanto di quel tempo a scuotere il vostro spago per agitare le figure, che a un certo punto la croce avrà assunto il titolo di una recente, e celebre, canzone dei Darkthrone, senza che nessuno possa additare la responsabilità al padrone di casa.

In conclusione, il mio consiglio definitivo è quello di non sottovalutare l’aspetto abbigliamento. Vestitevi peggio che potete, assomigliate a dei veri e propri barboni (o clochard) o al Max Cavalera post-Gloria e le persone che vi hanno più a cuore vi risparmieranno presine, mestoli e nuovi corredi da letto optando per il buon vecchio cash. Con cui comprare la droga e ascoltare del sano, intramontabile stoner rock. Buon Natale a tutti da Metal Skunk. (Marco Belardi)

 

2 commenti leave one →
  1. vito lomonaco permalink
    8 dicembre 2017 11:35

    anche intonare il canto natalizio del sergente hartman di full metal jacket non sarebbe male.

    Liked by 1 persona

  2. weareblind permalink
    8 dicembre 2017 15:35

    Che articolessa!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: