Fartwork: le copertine fatte col culo #6

Ebbene sì, siamo ancora qui fastidiosi e molesti come sempre. La migliore rubrica dell’intero web dedicata alle copertine metal maggiormente degne di nota non ha ancora raggiunto il suo scopo finale: trovare la copertina più brutta di tutti i tempi. Certo ogni tanto le categorie del bello e del brutto coincidono o si confondono pericolosamente tanto da lasciarti totalmente spiazzato. Mi è accaduto ad esempio quando ho incappato in una qualsiasi delle copertine dei giapponesi Animetal, impressionante combo scissosi per oscurissimi e non meno indifferenti motivi nel 2006. A parte il nome del gruppo che è semplicemente geniale e a parte i titoli dei dischi (tipo The Sentimetal) altrettanto geniali e a parte le foto di loro in abitini strani a metà tra Kiss e Power Rangers ricchioni -oltremodo geniale- il vero segno distintivo è rappresentato, per l’appunto, dalle assurde copertine come quella in cui si vede uno scheletro che corre la Animetal Marathon (la maratona pare sia un po’ il tormentone di tutta la loro vita musicale e sicuramente anche di quella non musicale). Penso di aver sufficientemente messo alla prova i miei addominali dopo una mezz’oretta di sana risata sguaiata e che ti scopro? Gli Animetal USA. Maremma ragazzi. Questi in pratica sono una cover band, un super metal group, che si ispira ai suddetti Animetal Japan (diciamo così) e che suonerà pure a Los Angeles all’Anime Expo. La copertina l’avete già vista, che devo aggiungere ancora? Ah sì, i componenti del super gruppo, senti, senti che roba (e ricopio pari pari dal sito): Mike Vescera (Obsession / ex-Loudness) starring come METAL-RIDER, il bassista Rudy Sarzo (Blue Oyster Cult, ex-Ozzy Osbourne, Quiet Riot, Whitesnake, Dio) come STORMBRINGER, il chitarrista Chris Impellitteri, come SPEED KING , e il batterista Jon Dette (ex-Slayer, Testament) come TANK, e niente popò di meno (cioè la stessa quantità di popò) Marty Friedman che dovrebbe presenziare, scaccolarsi, lanciare i calzini sul pubblico o non so cosa, stavo crepando e ho dovuto cambiare pagina web. Beh insomma ‘sti qui fanno cover dei cartoni animati giapponesi e qualcuno di voi più interessato di me all’argomento sicuramente sarà già venuto nei pantaloni. Sono dei truzzi megagalattici ma fanno tanta simpatia anche se, a prescindere dalla trueness del tutto, non mi piace veramente nessuna delle loro cover, manco Dragonball e nemmeno Hokuto No Ken costruita su The Trooper (costruita è un eufemismo ovviamente), ed è tutto dire. L’unica un po’ carina, musicalmente parlando, forse è Mazinger.

Vabbè ma io volevo fare uno speciale sulle croci nel culo, perché mi ritrovo a parlare di cartoni animati? Non lo so, ma ce l’avete presente quando hai intenzione di fare una cosa poi ti distrai, perdi il filo e ne fai un’altra? Mi è successo ad esempio quando, scavando tra i più bassi orifizi della rete, incontro nel mezzo del cammin di nostra googolata i fantastici (e dire fantastici è un eufemismo al pari di quell’altro prima) Turmion Kätilöt, una industrial metal band finlandese. A causa del fatto che industrial e finlandese mi sembra un accostamento un po’ fuori luogo decido di approfondire il discorso e prima di accingermi ad approfondire quello musicale mi soffermo, anzi mi fermo proprio, a quello estetico. Le foto sulla loro pagina facebook me li presenta brutti e sfatti ma ciò che più colpisce l’occhio sono le foto in seppia della cantante; una biondina carina carina, magra e delicata come la tipica biondina finlandese slavatella ma con una panzetta da birra tonda tonda, cosa che fa a cazzotti con la sua immagine. Qui capisco il senso dell’accostamento industrial/finlandese. Beh insomma un vero schifo. Poi sullo sfondo della stessa foto si vede pure un tizio strano con la faccia da serial killer. Chissà come sarà andata a finire quella sera. Lei di sicuro non ricorderà nulla e non saprà spiegarsi il bambino che inaspettatamente le è spuntato fuori da quella panzetta da birra qualche mese dopo. Parlare della copertina adesso mi sembra abbastanza inutile tanto avrete capito che il culo in primo piano appartiene alla tizia slavatella mentre dei pupazzetti lollosi non mi curerei più di tanto. Comunque i Turmion Kätilöt sono veramente imbarazzanti ma sembra abbiano un seguito pazzesco in Finlandia. Qui la pagina delle foto, scorretele tutte per piacere sennò sembra che sono io il pazzo.

Va bene il culo bianchiccio della finlandese pregna di weiss ma io volevo fare uno speciale sulle croci NEL culo, mannaggia il cloro. Durante la ricerca spasmodica mi imbatto pure nella white metal band Stryper e nella copertina di To Hell with the Devil in cui 4 angeli manowariani fanno a botte con il Diavolo vestito non di Prada ma di jeans e gilet in pelle, poi in alto a sinistra vedo scritto piccolo piccolo “Isaia 53:5” e mi coglie una tristezza infinita non solo per lo squallore della cosa in sé ma anche e soprattutto per il totale fraintendimento dell’idealtipo manowariano. Anzi sono a dir poco adirato. Al vero manowar non passerebbe manco per l’anticamera del cervello di combattere contro Belzebù perché è troppo intento a trascinarsi belle e formose valchirie sul suo chopper dopo averle abbondantemente battute con la clava sul capo al fine di sodomizzarle con virulenza poi ed assistere alla loro compiacenza nell’acme dell’atto sodomitico. Ecco che fa il vero manowar. Dilettanti.

Ma continuo a perdere il filo del discorso mannaggia la matriosca mannaggia. Mobbasta veramente però. Allora dovete sapere che la ciurma positivista di MS quasi quotidianamente ed in seduta plenaria virtuale condivide mezzi e fini per arrivare allo scopo ultimo ovvero quello di far prevalere sempre il Metallo, il quale Metallo nelle sue poliedriche sfaccettature ci sottopone quesiti arditi che solo una mente collettiva è in grado di risolvere. Così è stato per l’appunto in merito al ragionevole dubbio che qualcuno ha sollevato sulla convenienza nel fare uno speciale Fartwork ruotante proprio intorno al tema delle croci nel culo. Ebbene, l’illuminatissima e lungimirante mente collettiva ha partorito un sonoro STI CAZZI, visto che le copertine non le abbiamo mica disegnate noi, che ci limitiamo solo a rappresentarle nel miglior modo possibile a voi, oh illuminatissimi lettori di Fartwork. Ebbene, in siffatta seduta plenaria chiedo supporto alla scienza dei miei esimi colleghi i quali, oltre alla notissima copertina dei Marduk, Fuck Me Jesus, la quale possiamo dire abbia dato la “stura” al genere di artwork che qui si sta trattando, sottopongono al mio giudizio critico anche quella che vedete raffigurata lì su: Kiss The Goat dei canadesi Legion 666. Che dire oltre al fatto che è la sublimazione e la sintesi di fiumi e fiumi di inchiostro spesi ed ancora spendibili intorno al tema croci nel culo nonché caproni con le tette. A differenza dei Legion 666 e dei loro raffinati sottointesi c’è chi, come gli Insidious Decrepancy, è fornito del dono dell’immediatezza. Giudicate voi e leggete anche oltre le righe di The Inerrancy Of Profanation. La croce è al contrario ma con un complesso sistema di fili e carrucole, giustapposte nel modo che più si conviene ad un ingegnere edile dell’inferno, e la ricerca di un adeguato baricentro di spinta ecco che l’equilibrio crucificale è parimenti garantito.

Quella di Pervertor degli americani Lord Mantis sinceramente non l’ho capita. Ma perché tarpare loro l’estro? Dunque eccoveli qui. Voglio chiudere invece con quella che a mio parere è la migliore di tutte (fino ad ora ovviamente). Il genio viene dal Messico e si chiama Morbosidad. Già citati qui e dunque vincitori anche del premio internazionale “Immotivata permanenza su un discutibile blog musicale 2012”. El ganador es: Cojete a Dios por el Culo. Anche se la sodomia si realizza in modo più tradizionale possiamo dire che ci sta tutto: il caprone, la croce, il sodomizzato, il demone squartatore, le fiamme, le borchie, la corona di spine e tutto il sacro corredo. Amici miei, noi siamo solo dei piccoli emissari. Non abbiamo nessun merito in tutto ciò. I Morbosidad sono il male assoluto. E la tizia nella foto qui sotto cos’è allora? Il male necessario. (Charles)

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