Tag Archives: Gorgoroth

Avere vent’anni: febbraio 2000

FLOWING TEARS – Jade Trainspotting: Proprio il mese scorso avevo parlato di Swallow, l’EP dei Flowing Tears, che all’inizio si facevano chiamare Flowing Tears and Withered Flowers, per il fatto che in dieci anni non li avevamo mai nominati. Non ricordavo che proprio a febbraio 2000 pubblicarono Jade, che comprai appena uscito perché mi piaceva il nome. Eh già, quando

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Avere vent’anni: maggio 1998

OBITUARY – Dead Trainspotting: ALL THE WAY FROM TAMPA, FLORIDA… OBITUARY! Comincia così il canto del cigno degli Obituary, quelli veri, che dopo il capolavoro Back From the Dead entrarono in uno stallo che sboccò poi nel tristissimo scioglimento. Prima dei saluti finali fecero però in tempo a far uscire questo live, registrato a Boston l’anno prima, che li immortala

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THE POLITICS OF METAL SKUNK – Secessionismo? Noi metallari ci siamo già passati

Guardare un telegiornale nel 2017 vuole dire un sacco di cose, ma sono sempre le stesse: una bordata di ottimismo via etere che giunge a noi sotto forma di terrorismo, vaccini, migranti, buche nell’asfalto romano, missili coreani e – solo ultimamente – la parola indipendenza. Che gran casino che è scoppiato in Spagna, e la cosa da noi ha pure avuto una

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Taccuino del Netherlands Deathfest. Giorno II

Foto di Paul Verhagen DISAWOVED Tra gli esponenti storici della scuola olandese, avrebbero meritato sicuramente un set più lungo. Nella mezz’ora a disposizione ricordano a tutti perché la scena brutal death dei Paesi Bassi era, intorno all’anno duemila, la migliore d’Europa. DEAD CONGREGATION Sinceramente i greci mi sono piaciuti più su disco che dal vivo. Le loro magliette, nondimeno, vanno

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Avere vent’anni: giugno 1996

ARCTURUS – Aspera Hiems Symfonia Charles: Aspera Hiems Symfonia è uno snodo temporale per tutto il black metal successivo. L’ammorbidimento del canovaccio standard, l’apertura decisa verso la sinfonia classica e la melodia. Aspera, appunto, le asperità concettuali, l’ossimoro, la contraddizione in termini. Questo è uno dei proverbiali dieci dischi da portarsi nella tomba non solo per l’incontestabile apocalittica bellezza nera

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