Skip to content

Taccuino del Netherlands Deathfest. Giorno II

21 marzo 2017

Foto di Paul Verhagen

             I Nifelheim, vincitori morali della giornata

DISAWOVED

Tra gli esponenti storici della scuola olandese, avrebbero meritato sicuramente un set più lungo. Nella mezz’ora a disposizione ricordano a tutti perché la scena brutal death dei Paesi Bassi era, intorno all’anno duemila, la migliore d’Europa.

DEAD CONGREGATION

Sinceramente i greci mi sono piaciuti più su disco che dal vivo. Le loro magliette, nondimeno, vanno a ruba in un paio d’ore. Il terzo giorno quelle dei Brodequin, invece, non erano ancora finite e non si comprende davvero il perché. O saeclum insapiens et infacetum!

GOAT TORMENT

Suonano al Patronaat, un edificio religioso sconsacrato con tanto di vetrate gotiche con raffigurazioni sacre e si chiamano GOAT TORMENT, come non andare a vederli. Dopo cinque minuti siamo già loro fan sfegatati. Suonano esattamente quello che ci si aspetta da una band con un nome simile. Adorabili, quindi.

MYRKSKOG

Nati da una costola degli Zyklon, avevano inciso un paio di dischetti niente male tra il 2000 e il 2002 per poi sparire nel nulla. Il chitarrista Destruchtor si era rivisto anni più tardi nei Morbid Angel, all’epoca dell’atroce del capolavoro Illud Divinum Insanus. Ottima performance anche questa, precisa e feroce.

TSJUDER

Seconde linee del black norvegese. So che piacciono a un sacco di gente ma a me sono sempre sembrati derivativi e noiosi. Dopo un po’ mi rompo le palle e vado a ciondolare in giro.

KERASPHORUS

Mi ricordo di averli visti, mi ricordo che mi erano piaciuti abbastanza ma non mi ricordo che accidenti facessero.

IMPALED NAZARENE

Da fan terminale dei finlandesi quale sono, mi butto sotto al palco a sbraitare i testi. Mika Luttinen è un po’ irritato dalla risposta tiepida del pubblico e dice che in tremila facciamo il casino che ci si aspetterebbe da trenta persone. Il Netherlands Deathfest, come ha spiegato Bonetta, è però un’esperienza assai estenuante dal punto di vista fisico, quindi ci sta che la pompa non regga a tutti. Agli Impaled Nazarene invece regge ancora anche se, a vederli con la formazione a quattro per la terza volta, rimane l’impressione che con l’addio di Jarno Anttila abbiano perso qualcosa.

DEFEATED SANITY

I berlinesi sono, per me, uno dei migliori gruppi di brutal death tecnico venuti fuori negli ultimi dieci anni. Dal vivo, però, insistono un po’ troppo sugli intermezzi jazzati e progressive e, dato il contesto, un po’ mi sono annoiato, per quanto tecnicamente restino dei mostri. Poi, che ne so, magari nel preciso istante nel quale mi sono allontanato dal palco secondario per approcciarmi al principale hanno attaccato con i brani più violenti.

NIFELHEIM

Pensavo che a ricordarsi di loro fossimo rimasti in quattro stronzi e, invece, la reazione del pubblico è esagitata, con centinaia di persone che scandiscono il loro moniker manco fossero i Maiden. Black/thrash venomiano e retrogrado, come piace a me. Concerto coinvolgente e cruento, da svitarsi la cervicale. Meglio pure degli Impaled Nazarene, mi duole ammettere. Vincitori morali della giornata.

SINISTER

Dal punto di vista creativo, sono defunti dopo Hate e della formazione originale è rimasto da tempo solo il batterista. Dal vivo, però, menano ancora. La sala è troppo piena, quindi dopo un po’ ci scoraggiamo e ci avviciniamo al Patronaat per vedere i Birdflesh, anche perché ci attraeva il contrasto tra la location e il grind demenziale degli svedesi. Troppo pieno pure quello. Non immaginavo i Birdflesh avessero tanti fan.

CANDLEMASS

Suonano tutto Nightfall e davvero non saprei che altro aggiungere. Mats Levén perfetto.

CIANIDE

Vecchi arnesi della scena di Chicago e leggenda underground, fanno scapocciare l’intero Patronaat con il loro death primordiale e cadenzato. A malincuore, ce ne andiamo dopo qualche pezzo perché lo stomaco brontola. Il Netherlands funziona così: si spizzica qua e là e di show interi ti vedi solo quelli di quei quattro o cinque gruppi che ti interessano davvero tanto.

GORGOROTH

Non mi piacciono e non mi sono mai piaciuti. Li ascoltiamo distrattamente mentre ci riprendiamo un attimo. Constatiamo di essere entrambi esausti e torniamo in albergo perdendoci ignominiosamente i General Surgery. Ma sarebbero stati la quattordicesima band in dodici ore, confido che gli dei del metal non ce ne vorranno.

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: