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Una modesta proposta per il prossimo Nobel per la letteratura: MIKA LUTTINEN

14 ottobre 2016

impnaz

Per la gioia di tutti i vegliardi rincitrulliti, tipo il Nonno Zingaro di Buongiorno Papà, che ancora scassano la minchia con Woodstock nonostante abbiano smesso di bere dal ’74 perché la moglie non vuole, Bob Dylan ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Lo so che dopo il Nobel per la pace preventivo a Obama non si scandalizza più nessuno ma, se proprio bisognava premiare un anziano strimpellatore, perché non, che so, Willie Nelson? Lui almeno non è un miliardario borioso e antipatico che dal vivo stravolge gli arrangiamenti delle canzoni perché il pubblico non le possa cantare. Nondimeno, se l’Accademia di Svezia intende proseguire su questo filone, mi permetto di proporre per il 2017 la candidatura di un artista la cui feconda penna merita un riconoscimento a sempiterna memoria molto più di quel vecchio scoreggione di Dylan che, diciamo la verità, se i Guns’n’Roses non avessero fatto la cover di Knockin’ on Heaven’s Door, nessuno oggi si filerebbe, a parte i Nonni Zingari di cui sopra. Stiamo parlando del cantante degli Impaled Nazarene, nonché maestro di vita, Mika Luttinen.

Ecco a voi una selezione delle perle più rilucenti scaturite dal dionisiaco estro del pelato finnico, la maggior parte delle quali mi vanto di conoscere a memoria. Ai tempi dell’università io e Trainspotting eravamo arrivati a un livello di ossessione tale per questo gruppo che ci scambiavamo di continuo sms con versi come questi, dall’esordio Tol Cormpt Norz Norz Norz:

Sodomize thru the night – who has killed the fucking light/ What the fuck do you expect to see/ When Jesus lying naked in front of me (Goat Perversion)

Spiritual prophecies turned into total shit/ Messiah now vomiting as I masturbate on him (Condemned To Hell)

Altro che Blowin’ in the wind (che, lo ammetterete, non voleva dire un cazzo di niente). Ugra-Karma è ancora più creativo e sublime:

I have killed Jesus Christ/ As I put him to die/ I skinned the fuck alive (Chaosgoat Law)

Urinating on your lord/ The more I keep fucking the anal of God/ Possessed cunts now ruling the sea/ Sea of blood guts & gore (Soul Rape)

Ok, lo ammetto, nella prima fase della loro carriera erano un po’ monotematici. E il successivo Suomi Finland Perkele, pur contenendo il mitologico slogan Life is hell and then you die so better speed it up with knife, non offre tantissimo. Ma poi uscirà Latex Cult, che raggiunge vette poetiche quali:

Are you ready to die/ With an anal eye/ From outer space/ Alien Jesus will fuck your face (Alien Militant)

Oppure, sia mai vengano tralasciate le ambiguità ideologiche:

Ein, Zwei, Drei… Arbeit Macht Frei! (Zum Kotzen)

Per non parlare dell’ep Motorpenis, che conteneva roba come Whore, il cui testo riportiamo integralmente perché avrebbe fatto schiattare d’invidia Prévert e Garcia Sorca, se non fossero già morti:

Coi baffi stava meglio

Coi baffi stava meglio

Your mother is a fucking whore/ She likes to blow me off/ I cum on her ugly face/ And afterwards I feel like shit

Your mother is a fucking whore/ She likes to blow me off/ I hate to fuck her fat ass/ So I will sacrifice her in black mass

Sul successivo Rapture la penna di Luttinen si affina e si apre a nuove tematiche, come la droga e l’olocausto nucleare. Nondimeno persistono rigurgiti imagisti vibranti di ungarettiana icasticità:

Jesusvomit/ Goatsperm/ Hungry cunts/ Guiding star/ Goatvomit/ Gasmasks/ Offerings/ Offsprings/ No wasted lives/ On a goatvomit night (Goatvomit and gasmasks)

O ancora:

Waking up, shaking fuck/ I feel I have been buttfucked/ I look at the mirror and it screams/ Go get fucked you fucking piece of shit (Vitutation)

Nihil, probabilmente coinciso con una quarter-life crisis (aveva pure chiamato Alexi Lahio), è fin troppo metafisico e intimista (Suicide is not a solution/ But it remains an excellent option). Finché non si arriva a Zero Tolerance, che fanno sempre dal vivo e attirerebbe su di loro l’anatema di almeno qualche decina di blogger con il monolocale a Brooklyn:

Why should we tolerate pansy faggot shit/ Not even in an animal world male sucks male dick/ Listen you fucking homo boys, your time has come/ And if you are a lesbian, you still got a cunt to rape

Su Absence Of War Does Not Mean Peace (uscito, lo ricordiamo, poco prima dell’11 settembre) ci si spalancano dinnanzi, invece, i vasti orizzonti della geopolitica:

We will destroy all your religious relics/ We will burn down the places of worship/ We will cut all your children’s throats/ And bury them under camel shit

Ma Mika sa anche tornare all’antico, riprendendo l’inesausto filone dei brani che parlano di sodomizzare gli angeli (ne hanno fatti almeno cinque o sei in materia):

I have been wanking since the age of four/ Way before I discovered the angel rectums/ Then I realized I can crucify the angel rectums with my own cock

I just want to drown you in my sperm/ The meaning of life is clear: angel rectums must bleed forever

Concluderei qui, con questa rivelazione sul senso della vita, anche perché Absence Of War è l’ultimo vero capolavoro degli Impaled Nazarene. All That You Fear e Pro Patria Finlandia hanno ancora quei quattro o cinque pezzi memorabili ciascuno, gli ultimi tre ‘nzomma, per quanto si continui a volere loro molto bene. Ad ogni modo, cara Accademia di Svezia, ora sai cosa fare l’anno prossimo.

7 commenti leave one →
  1. 14 ottobre 2016 17:07

    A questa raccolta di perle manca Masterbator

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  2. Cure_Eclipse permalink
    14 ottobre 2016 17:37

    Purtroppo conosco poco gli IN, ma mi permetto di segnalare il loro tributo alla lingua di Dante in “Pandemia”

    Liked by 1 persona

  3. Danielsan permalink
    14 ottobre 2016 21:56

    Suomi Finland Perkele totale..l’ho cantata con gli amici per anni..ancora adesso. E nn essendomi ancora ripreso dal Nobel sulla fiducia per Obama, appoggio questa iniziativa. E rilancio, in Italia abbiamo il Luttinen de noartri, qualcuno.conosce Nocratai? Nn ricordo la sua vera identità e ho perso il num di cell..ma ricordo i concerti al thunder road, e lui che girava relagando i suoi cdr marcissimi..titoli e cover insuperabili..altro che Les legions noires!!!

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  4. 16 ottobre 2016 12:42

    Mika Luttinen è un poeta mancato.

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  5. Stefano Paladini permalink
    16 ottobre 2016 13:19

    alexi lahio negli impaled nazarene l’ho mai capita, seriamente!

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