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Avere vent’anni: IMPALED NAZARENE – Rapture

29 maggio 2018

Piero Tola: Mi resi immediatamente conto che Rapture era qualcosa di epocale, tipo un Nevermind the Bollocks della nostra generazione. Una Tavola dei Comandamenti donata direttamente dal Diavolo al Popolo Eletto del metallo. Una guida ad uno stile di vita caprino-equo-solidale. Non che non fossi  già avvezzo al sado-metal dei finnici. Anzi, avevo già  tutta la loro precedente discografia, ad eccezione di Latex Cult, mancanza derivata da un momentaneo e tutto sommato ingiustificato calo di entusiasmo per la band di Mika Luttinen. Ma qua, essenzialmente, ci troviamo davanti ad un disco degli Exploited o dei GBH, rivisitati in chiave estrema con chitarre nucleari al plutonio, e pregno di insegnamenti di vita che avrebbero poi fatto da linee guida per rapportarsi con il resto della comunità:

“First degree, one simple step, just burn your skin with a cigarette
For the second degree, take a knife, slowly slice and let it bleed
And for the third degree, drink your urine, let the sour taste fill your stomach
Fourth degree, eat your shit, keep it in, dare not to vomit
For the fifth degree, open up your mind, see those burning pentagrams now shine
And for the sixth degree, get your gun, let’s go hunting the scumfucks”

Devo fare una considerazione: per tutti gli anni della mia adolescenza e oltre ho sempre pensato che gli Impaled Nazarene fossero troppo forzatamente “sopra le righe”. Sì, chiaro, si spaccavano bottiglie di whisky in testa durante i concerti e una volta, Mika Luttinen diede di matto a Cagliari perché un tizio del pubblico gli mimò una fellatio davanti e lui lo prese a schiaffi, continuando a battibeccare durante il concerto. E ricordo anche quando diceva di essere malato di AIDS e tutte le altre divertentissime trovate. Però poi pensavo, che ne so, che tornato a casa si stappasse una’acqua tonica e giocasse sull’altalena con il figlio o si mettesse un grembiule HAIL TO THE COOK e grigliasse costate di renna con gli amici nel giardino di casa.

Poi, un bel giorno, entrai in contatto con la piccola comunità finlandese emigrata nella città in cui vivo attualmente, e mi accorsi che i finlandesi sono semplicemente ed indiscutibilmente le persone più strane e fuori di testa che abbia mai conosciuto. Del tipo che si denudano in pubblico senza problemi ammucchiandosi l’uno sull’altro e si vomitano addosso. Li ho personalmente visti buttarsi dentro cassonetti della spazzatura e sguazzarvi come se nulla fosse, oltre ad essere ovviamente e di gran lunga i più grandi bevitori che abbia mai incontrato, e chi mi conosce bene sa che una cosa del genere detta dal vostro affezionatissimo è un attestato di stima non indifferente.

Ed ecco perché una volta che ne ebbi a che fare tutto mi sembrò molto più chiaro. E così anche questi immortali versi acquisirono un senso reale per me:

“Infernal blood runs in our veins
Alcohol and drugs is what we need and take
We need no stupid fucking conscience
Go get fucked if you are not one of the bestial ones
We are Satan’s generation and we don’t give a fuck
We shit on you, on your stupid God and on his bastard son”

Rapture è un compendio di filosofia narco-satanico-nichilista innalzato a vero e proprio manifesto, la cui chiarezza è inequivocabile nei messaggi. Anche più della discografia precedente. I “vaffanculo”, i “viva il demonio” e i “tua mamma puttana” sono scanditi a gran voce. Agli Impaled Nazarene interessa solo bere, deflorare angeli, fottersi il cervello di LSD e altre cose così. Tutto ciò che non sia maschere antigas, mutande di pelle con lo spacco sul culo e bottiglie di Jack Daniels non conta.

Ciccio Russo: Questo disco lo so a memoria. Ogni singolo riff, cambio di tempo, tutti i testi (meravigliosi: Mika Luttinen mai così estroso), cosa che non sono sicuro di poter dire manco, che so, di Powerslave e Painkiller. Come Piero, già seguivo e amavo i finlandesi da anni ma è con Rapture che diventano uno dei miei gruppi preferiti.

Certi picchi di ispirazione, di solito, capitano una volta sola durante una carriera. Gli Impaled Nazarene potevano già vantare una pietra miliare, Ugra-Karma, ma là c’era ancora Kimmo Luttinen, era una follia studiata, un album pieno di idee ma, a suo modo, molto più ragionato delle prime produzioni black norvegesi. Rapture, invece, è soprattutto un disco punk-hardcore – il mio sodale cita Gbh e The Exploited ma io direi pure Antiseen e GG Allin – suonato col linguaggio del black metal, brani lancinanti e fulminei, inni alla droga, bestemmie gratuite, sessualità deviata, titoli in latino sbagliati come dalla miglior tradizione nordeuropea.

Adornato da una copertina che doveva esprimere l’allora forte passione di Luttinen per le tematiche ufologiche, Rapture è anche il disco più violento dei finlandesi, dove una sintesi compositiva perfetta e mai più ripetuta consente di far convivere un parossismo che mozza il fiato e una capacità di scrivere, ehm, grandi canzoni che ritroveremo, con premesse ed esiti diversissimi, solo in Absence of War. La vena HC e motorheadiana era già diventata dominante in Latex Cult, il primo disco senza Kimmo, ma quello era un lavoro ancora sbracato e cazzeggione, con alti e bassi; Rapture è una macchina di morte e devastazione dove ogni singolo accordo o colpo di cassa è calibrato alla perfezione, non c’è un momento morto, solo un incessante accoltellamento multiplo nei confronti dei vostri timpani. Capolavoro vero. Lancio un appello perché si imbarchino subito in un tour del ventennale e lo suonino tutto.

5 commenti leave one →
  1. Mirko permalink
    29 maggio 2018 10:02

    Grandi Impaled Nazarene, Luttinen una volta mi mandò a fanculo perchè gli chiesi di firmarmi i dischi, due anni dopo lo rividi e firmò senza problemi. Era il tour di “Pro Patria Finlandia”, se non ricordo male ai tempi uscì top album su Metal Shock?

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  2. vito permalink
    29 maggio 2018 10:59

    ho avuto una girlfriend finlandese abbastanza brutta qualche anno fa, conosciuta qui a roma e confermo la loro pazzia dovuta, a quanto diceva lei, al fatto che comunque fino a qualche decennio fa erano un paese alquanto imbalsamato da convenzioni sociali castranti ! see vieni a raccontarlo a un terrone ! ( comunque il metal non gli piaceva,in compenso beveva piu’ birra di me ). P.S. i cd degli impaled ce li ho tutti.

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  3. 29 maggio 2018 16:41

    Ancora non capisco perché siano sempre poco considerati rispetto ad altre vecchie glorie.
    Impaled Nazarene nei cuori di tutti noi!

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  4. rabe permalink
    30 maggio 2018 02:47

    Satan’s generation e’ l’inno della vita.

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  5. sergente kabukiman permalink
    31 maggio 2018 09:04

    bellissimo disco!

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