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WHISKEY RITUAL & FORGOTTEN TOMB – A Tribute To GG Allin (Southern Apocalypse)

7 marzo 2012

Se fosse uscito solo qualche giorno prima avrei saputo cosa regalare per Natale ai miei amici più cari. Il giorno della vigilia del santissimo Natale i Whiskey Ritual e i Forgotten Tomb danno alle stampe uno split tribute album dedicato a GG Allin e l’atmosfera lieve e festosa se ne va a farsi benedire. GG Allin è un personaggio che appartiene al mondo punk/hardcore, quello più marcio ed estremo, dunque non colpevolizzatevi troppo se non ne avete mai sentito parlare, io stesso non farò finta di aver ascoltato tutta la sua produzione (che poi è immensa e va anche oltre il punk/accacì). Al di fuori di quella realtà musicale, comunque, è noto piuttosto per i suoi comportamenti estremi che per le produzioni musicali. Jesus Christ Allin ebbe una fanciullezza, come si dice sempre in questi casi, travagliata: un padre sociopatico e condizioni di vita abbastanza degradate. La storia di Jeje, come lo chiamava suo fratello Merle da piccolo, è cosparsa di droga, alcol, violenza, sangue e merda. Era solito prendere dei lassativi prima di ogni esibizione così da avere feci pronte da tirare in faccia ai suoi fedeli e masochisti ammiratori che l’accoglievano come fosse la Comunione. Urinava sugli astanti che godevano della santa aspersione. Odiava la gente e scatenava violente risse durante i concerti. E poi altre simpatiche attività ludiche quali la mutilazione e il sesso orale con chi capitava sotto al palco. Circola una sfilza di aneddoti, anche documentati, abbastanza pittoreschi come quelli relativi alla sua morte e, prima ancora, quelli sugli annunci di un imminente suicidio dal vivo. La minaccia alla Buon costume era di farla finita, per l’appunto, durante un concerto preferibilmente nel giorno di Halloween. L’evento in quanto tale non si consumò poiché negli ultimi 31 ottobre della sua vita si trovava irrimediabilmente in carcere per motivi “preventivo-precauzionali” o per la moltitudine di denunce a suo carico. Alla fine l’estremo tentativo di “live fast die”, intenzione dichiarata a cornice di una lapide (la sua) che aveva tatuata sul petto, si realizzò con il classico overdose da eroina. Come da incontestabili volontà testamentarie scritte nella ballata country When I Die (tra le altre stranezze era in fissa con Hank Williams) e puntualmente rispettate dal fratello maggiore, nella bara c’era la bottiglia di “old Jim Beam”, le sue droghe e il corpo, vestito dei pochi abituali stracci, sporco come era solito essere. Volle il caso che il giorno prima del funesto evento avesse tenuto un concerto a Manhattan quindi il funerale fu un evento oltremodo disgustante e pestilenziale. Disgusto e pestilenza che non impedirono amici e fan di festeggiare intorno al feretro come egli avrebbe voluto ovvero con un party borderline. Questa lunga introduzione era doverosa per entrare nel mood della per nulla ordinaria vita dell’abominevole Gigì il quale, a prescindere dalle ironie e dal circo di attenzioni che gli ruotava attorno, era un vero punk rocker che portava a compimento estremo la missione nichilista del punk distruggendo prima se stesso poi tutto il resto.

I parmigiani Whiskey Ritual e i piacentini Forgotten Tomb hanno messo a fattor comune la passione condivisa per la musica e la storia di questo personaggio incontrandosi a metà strada, non a Teano ma sulla Via Emilia, per regalarci questo piccolo ma molto significativo tribute album. Entrambi i blacksters sono degni di stima al di là di quest’ultima prova. I primi grazie all’ottimo album dal geniale titolo In Goat We Trust, i secondi per via del più recente e non sufficientemente omaggiato su queste pagine Under Saturn Retrograde. Il 7” di quattro tracce e il cd di sei di A Tribute To GG Allin per quanto di breve durata complessiva ha un forte impatto. Ciò che stordisce e lascia senza fiato non è solo la velocità di esecuzione o il ritmo e la precisione ma la qualità complessiva degli arrangiamenti (nonché dalla produzione) riletti e personalizzati secondo lo stile proprio di due band che solo apparentemente sono distanti da quel mondo. È palese che i WR, per l’attitudine e il suono black ‘n’roll che li contraddistingue, abbiano un impatto più punkeggiante a confronto dei 3 brani reinterpretati dai FT, i quali però ci mettono il carico di potenza ma senza correre il rischio di gravare, con le sonorità doomy alla Katatonia loro tipiche e con i black metal screams, dei pezzi che per loro natura sono quanto di più immediato e senza filtro vi sia in giro. Le prime tre tracce in questione sono Expose Yourself To Kids che consiglia di scegliere la giusta scuola elementare e molestare i bambini in modi irripetibili prima che sia troppo tardi (ci dissociamo), Gipsy Motherfucker (“I remember your vagina, little cunt in Carolina”) e  I Kill Everything I Fuck (“DIE! I’m infected with AIDS”). Le altre tre sono Die When You Die (“The KKK took the niggers out to die”), Bite It You Scum (“Bite it you scum fucking sucking whore” ed altre simili amene esternazioni), Drink, Fight and Fuck (le cose importanti insomma). Ma alla fin fine, signori miei, cosa è il black metal – sporcizia e violenza, velocità e rabbia, anticonformismo e ribellione, misantropia e disagio, nichilismo e anti-autoritarismo – se non il figlio psicotico del punk? (Charles)

Whiskey Ritual:

Forgotten Tomb:

14 commenti leave one →
  1. 8 marzo 2012 00:36

    Capolavoro assoluto, un’omaggio indiscutibile e irripetibile ad un’autentica icona. Io sinceramente di GG Allin ho ascoltato veramente poco rispetto a quanto ha prodotto, ma risulta prima di tutto difficilissimo recuperare i suoi dischi, e tra l’altro sono talmente tanti che in confronto gli Agathocles sono i Sex Pistols.

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  2. funambolo permalink
    8 marzo 2012 11:53

    Bite it you scum spacca sempre

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  3. blackwolf permalink
    1 gennaio 2017 12:20

    Dannazione, all’epoca ignoravo totalmente dell’uscita dello split e me lo persi… Sto ancora sacramentando, perché in giro non si trova assolutamente più un cd, solo qualche vinile ed è una bomba. Bite it you scum dei Whiskey, l’avrò ascoltata centinaia di volte. Una bomba grezzissima e purissima di rabbia e disagio, come non se ne trovano più.

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