Vai al contenuto

Hipsteria: IHSAHN – Àmr

22 maggio 2018


È tornato Ihsahn, quello che oggi è diventato il blackster più hipster di tutti – secondo solo a Nergal, forse. Con la differenza, però, che The Satanist era, paradossalmente e al netto dei momenti più rock, uno dei dischi più neri dei Behemoth. Esclusi ovviamente i primi due che però sono abbastanza insulsi da un punto di vista stilistico e qualitativo. Non si può invece dire la stessa cosa di Àmr o degli ultimi album di Ihsahn.

Il black metal ha lasciato i pensieri del nostro norvegese da un po’ di tempo ormai; forse già da Das Seelenbrechen, che, seppur lontano dai fasti dei precedenti, manteneva delle fantastiche atmosfere claustrofobiche. Già per Arktis. non si poteva più dire la stessa cosa. Ora con Àmr siamo oramai in territori che si possono definire anche solo progressive e manco troppo metal – con l’eccezione delle tracce In Rites of Passage e Marble Soul – la cui unica “particolarità” è l’inconfondibile scream che ogni tanto scappa a Vegard Tveitan, quasi suo malgrado. I synth hanno pressoché preso il sopravvento e non si può neanche più dire che sia avantgarde. Quindi manco si può più usare la solita scusa che non ti piace perché sei ignorante e non lo capisci. Qua semmai il rapporto può essere invertito: se non lo capisci sei ignorante. Perché cosa c’è da capire? Sicuramente che Ihsahn è un gran compositore e tira fuori sempre e comunque delle pregevoli opere quantomeno da un punto di vista formale. Ma poco altro, anche perché ha saputo fare molto di meglio, pure da solista. 

Di Àmr c’è più che altro da capire che il ritorno all’ovile del rock non rappresenta neanche una scelta così drastica se contestualizzata all’ultimo decennio. Anche solo rimanendo nell’ambito black e pensando ai nomi più importanti, mi vengono in mente i già citati Behemoth, i Darkthrone e forse un po’ anche gli Enslaved di E. Ognuno ovviamente declinando il tutto secondo la propria attitudine. E questo senza neanche considerare tutto quel filone del blackgaze (o post-black metal che dir si voglia) che ormai, dopo i tiepidi entusiasmi iniziali, sembra aver deluso il nostro caro Charles. Per concludere, Àmr può anche piacervi, non c’è nulla di male in ciò. A me, personalmente, ha annoiato, molto più di Arktis. L’importante, però, è che non vi facciate ricattare moralmente dagli accostamenti di stile (in realtà manco troppo arditi) di Ihsahn. (Edoardo Giardina)

 

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: