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Ihsahn e il riff al fulmicotone. Una non-recensione di Arktis.

3 giugno 2016

Ihsahn_Arktis1-800x800Posso pure concepire che una roba così di nicchia risulti piacevole o più che piacevole per qualcuno, ma non riesco ad immaginare come possa piacere a tutti indistintamente. E qui mi riferisco ai miei colleghi di stampa metal nazionale ed internazionale, categoria alla quale non sono degno di appartenere, evidentemente, come registro ogni qual (rara) volta tenda a misurare il mio modo di vedere le cose rispetto al ‘sentido comun’, come dicono gli spagnoli. Non che la mia opinione valga più di una qualsiasi dei miei ‘colleghi’, ma neanche di meno. Non voglio colpevolizzare il singolo che la pensa diversamente da me, semmai chi seleziona questa pletora di singoli che si ostina sul pensiero piatto e acritico. Ci sta pure che lo scribacchino random mi vada in brodo di giuggiole con roba tipo Arktis. o al semplice sentir pronunciare il nome da battaglia del signor Vegard Sverre Tveitan (che anche da noi qui si è poco obiettivi nei suoi confronti). Non ci sta che la totalità degli scribacchini metal ne decanti le lodi con varie gradazioni di iperbolatria (e lasciatemi coniare un neologismo pure a me) come se stessimo parlando, bene che va, di In the Nightside Eclipse o, male che va, di Anthems to the Welkin at Dusk. O chi scrive di metal oggi ha mediamente dai 14 ai 16 anni, e ci può stare, o è appena uscito dalla caverna in cui ha vissuto fino a mo’, e ci può stare ugualmente, o che cazzo ne so io. Che Arktis. sia un disco di nicchia non l’ho deciso io, lo è di fatto; il sassofono, gli inserti fusion, quelli pop, etc. Orsù. Quindi, o mi si sono imborghesiti tutti improvvisamente o qui qualcuno pensa che ‘uhm, complicata ‘sta roba, meglio che se ne parli bene piuttosto che male, magari ci becco, e poi come fai a parlar male di Ihsahn’. Se mi scrivi cose tipo funambolico e piroettante non mi stai descrivendo quanto è bello questo disco, ma stai cercando di vendermi qualcosa e contemporaneamente dalla pista nr. 2 decolla un vaffanculo di proporzioni erculee.

Che poi io mi sono sempre ripromesso di non parlar male della colleganza (in effetti non ho nominato nessuno), ‘sta volta però proprio non gliel’ho fatta. Comunque basta, veniamo al disco in sé. Prima però devo dire un’altra cosa: che cos’è l’extreme progressive metal? Io sto pensando al metallaro medio che, come faccio io, apre Metal Archives, cerca ‘Ihsahn’ e alla voce ‘Genre’ trova ‘Extreme Progressive Metal’. A me, quando leggo cose del genere, partono sempre due o tre madonne, così, al volo. Mi spiegassero i tizi di MA che cosa intendono per ‘Extreme Progressive Metal’ che ancora non l’ho capito. Intanto mi faccio il favore da solo e vado su ‘Advanced Search/Search Albums’, cerco il genere specifico per contestualizzare il baco che ‘sti tizi hanno in testa. Escono fuori 164 dischi, per la madonna (!), la maggior parte di gruppi che non ho mai sentito neanche nominare. Comunque, fanno compagnia al buon Ihsahn i Ne Obliviscaris, che sempre per la madonna (!) fanno un genere parecchio diverso. Ma che ci azzecca? Il mio timore è che qui veramente la gente non si ascolta nemmeno i dischi che pretende di recensire o incasellare da qualche parte. E niente, non riesco a farne un ragionamento che sia uno. Sarà colpa di Arktis.? Che dire, di quei brani in cui si fa il verso agli ultimi Enslaved non si può nemmeno dire male ma, insomma, per queste ed altre mirabolanti cose ci sono gli Enslaved stessi. Il resto non mi è molto chiaro, sarà forse un concept sulle sue ultime vacanze invernali a Cortina d’Ampezzo? O forse bububu? Niente, l’operazione continua a puzzarmi di presa per i fondelli e di classica occasione mancata, visto che non tutto è da buttare (In The Vault e Pressure). Intanto che penso a qualcosa da scrivere più adeguato all’utente medio, voi accattatevillo ‘sto disco piroettante, va’. (Charles)

26 commenti leave one →
  1. Bloody Karma permalink
    3 giugno 2016 16:21

    Meno male che ci siete voi, mi sentivo sempre il povero pirlone che provava ad ascoltare i dischi solisti di Ihsahn e si rompeva puntualmente gli zebedei. Ho ascoltato anche quest’ultimo diverse volte e non mi è rimasta una sola nota in testa…

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  2. Pepato permalink
    3 giugno 2016 19:03

    Quest’ultimo non l’ho ancora ascoltato, ma i precedenti erano molto belli!

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  3. 3 giugno 2016 19:22

    Qualche anno fa vidi per caso Ihsahn in un concerto da solista e devo dire che mi prese parecchio. Ma poi l’impresa di ascoltare i dischi solisti è miseramente naufragata.
    Sopro per fortuna di non essere solo a questo mondo.
    Certa “stampa” metallara pare che abbia come scopo solamente quello di farti sentire un ignorante che non capisce un cazzo se non apprezza non solo Ihsahn, ma anche tutta la sfilza di death simil-Portal che sta uscendo in questo periodo, e le meteore avantgarde del momento.

    E, per la madonna, quanto fa cacare l’ultimo solefald

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  4. Matteo permalink
    3 giugno 2016 21:16

    Un paio di ascolti, poi l’ho buttato dalla finestra e mi sono riconcesso In the nightside eclipse quelle duetrecento volte, ristabilendo l’ordine nell’universo…

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  5. luca permalink
    4 giugno 2016 01:13

    piroettante, funambolico, fulmicotone…però du’ palle di disco. Io continuo a non capire la logica di dischi come questo in ambito black e derivati:
    Volete l’ultravelocità, atmosferica e notturna? c’è “In the nightside eclipse”
    Volete la follia totale? ci sono gli Stalaggh, i Silencer, i Bethlehem
    Volete senso di vuoto, freddo e marcescenza? c’è “Filosofem”
    Volete atmosfere da epidemie medievali? Ci sono i Peste Noire.
    Volete un purgante o un forte emetico? C’è “Bububu” e compagnia bella.

    Ma non ho trovato alcuna domanda a cui rispondere “c’è Arktis”….

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  6. fredrik permalink
    4 giugno 2016 08:50

    articoli come questo rafforzano il mio lato più metalreazionario. il massimo dello sperimentalismo tollerabile per me sono i borknagar… già gli enslaved faccio fatica a reggerli (da eld in poi, beninteso). quando si passa oltre e sento puzza di hipsterismo, scatta la bestemmia orribile e il play su qualcosa che ristabilisca l’ordine naturale…. tipo i Diavolos.

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  7. collega anonimo permalink
    5 giugno 2016 22:09

    concordo in pieno. Ormai si fa a gara a tirare votoni a cose incomprensibili….i Kakkatonia, i Gurgruts, Ruuuting Christ…parola d’ordine DESTRUTTURARE (senza incentivi poi)…ma baaaaasta!!! Se non capisci è una ciofeca, non è un capolavoro! Ciofecaaaaa!!!

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    • luca permalink
      6 giugno 2016 00:39

      boh, sul primo gruppo ci sarebbe da distinguere …di quali Katatonia parli? perchè “Dead End Kings” ed i 2 dischi acustici successivi sono effettivamente ripetitivi e un po’ ammuffiti come ispirazione, sicuramente anche troppo ben accolti dalla critica (MetalSkunk escluso, ma voi siete su un altro livello, si sa…).
      Invece l’ultimo “The fall of hearts” secondo me è davvero bello e più ispirato: ci sono tanti spunti interessanti e nuovi, ma al tempo stesso bastano 5 secondi a capire che è un disco dei Katatonia, con il loro marchio di fabbrica.
      Sarei curioso di leggere una recensione su questo sito

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  8. doom permalink
    6 giugno 2016 20:27

    mah, certo che i commenti qui sotto non ci fanno una gran figura, ognuno si crede un grandissimo recensore e sopraffino ascoltatore (come tutti gli scribacchini che nell’articolo vengono colpiti), e invece niente: ci vorrebbe un po più di impegno per criticare, stroncare o promuovere delle opere.
    detto questo però condivido l’articolo (anche se non nei toni e nei mezzi critici): il buon ihsahn pur avendo grandi capacità ed essendo indubbiamente un ottimo compositore questa volta (ma oserei dire anche da qualche disco) sforna un disco mediocre.
    credo che su un’unica cosa almeno qui si possa essere tutti d’accordo: in the night eclipse e però pure anthems to the welkin at dusk sono totalmente su un’altra scala rispetto a qualsiasi altra uscita di ex emperors: se diamo a questi due un voto simbolico tipo 9 o 10 i vari progetti postumi arrivano massimo al 6, 7 se si vuole essere estremamente generosi.

    è così che che secondo me, pur nella semplicissima operazione logica, andrebbe criticato il lavoro di un artista, partendo dai suoi lavori meglio realizzati (anche perchè nel tempo li si è potuti ascoltare miriade di volte e il loro valore è rimasto immutato), arrivando alle ultime fatiche: perchè ihsahn ad arkits ci è arrivato nel tempo, per gradi, ma il suo modo di suonare e comporre non è completamente avulso da ciò che erano gli emperor (e si capisce bene ascoltado i loro album uno dietro l’altro, sino ad arrivare a prometheus), ha aggiunto elementi e strumenti (sono stati inseriti virtuosismi purtroppo fine a sestessi) sicuramente l’atmosfera generale è mutata (a volte purtroppo non c’è più un’atmosfera, è rimasto purtroppo come in arkits un mero esercizio tecnico-compositvo e di arrangiamento), il black metal (anche solo come spinta emotiva) è definitivamente scomparso e non è stato sostituito da un’altra pulsione, tensione; è questa secondo me la più grave mancanza.

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    • collega anonimo permalink
      7 giugno 2016 03:01

      noia totale. Ci mancava l’uomo saggio. Qui non si tratta di definirsi il Recensore. Solo ho sottolineato di come vi sia una tendenza a premiare lavori fin troppo complessi per non dire illeggibili (sia da parte dei lettori sia da parte dei recensori). Diventa la moda del “non ho capito”, quindi è figo. Tutto lì. Speravo almeno qui si potesse svaccare un pò e invece nulla. Scienziati ovunque.

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      • doom permalink
        7 giugno 2016 11:56

        ah ah, “almeno qui svaccare”? a me sembra che lo svacco nel web la fa da padrone…
        va beh, comunque non c’è problema, volevo solo dare un mio parere più esteso ma di base d’accordo con l’articolo e gli altri commenti.
        ciao!

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    • Lorenzo (l'altro) permalink
      12 giugno 2016 23:59

      L’Amore trionferà contro l’odio e l’invidia.

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  9. Charles permalink
    7 giugno 2016 10:09

    rispondo un po’ a tutti:
    @fomentor: hai colto il punto, c’è chi gioca a fare l’intellettuale da quattro soldi e a farti sentire un ignorante. che questa roba piaccia a qualcuno ci sta, che possa o debba piacere a tutti manco per il cazzo.
    @fredrik: non intendevo fare il reazionario ma quando ce vo’, ce vo’.
    @collega anonimo: perché anonimo? palesati. e comunque, ribadiamo sempre che questo non è il blog giusto per trollare.
    @doom: il pezzo in questione è pura provocazione e non ne riesco a fare un discorso ‘serio’, primo, perché già ci ha pensato un sacco di gente più imparata di me, secondo, a presa in giro (quella di Ihsahn) rispondo con presa in giro. ad ogni modo, concordo appieno con la seconda parte del tuo commento.
    @oldmaniac: è la democrazia, amico. bisogna avere pazienza…

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  10. collega anonimo permalink
    7 giugno 2016 10:37

    caro @charles il mio nick è l’unica trollata abbia mai scritto, Io (sono un lettore che di solito non scrive commenti e tornerò a non scriverne, molto meglio). Il vostro blog mi pareva in linea di principio una trollata divertente in un mare di seriosi e noiosi saccenti (quelli dell’assolutezza cosmica). Probabilmente sbagliavo. golf mit uns!

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    • Charles permalink
      7 giugno 2016 10:46

      ah, ok. il fraintendimento era lecito. non vogliamo essere una ‘trollata divertente’ (quanto fa cacare il linguaggio di internet porcozio) e neanche dei tromboni ottusi. comunque fai come credi. goering mit uns

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      • 7 giugno 2016 11:30

        …ma con i vostri articoli non volete almeno provocare? Creare di dibattito? Mi pare usiate un linguaggio comunque forte e con riflessioni spericolate per un mondo serioso come quella della musica e del metal…poi un appunto: io ho criticato una deriva elitaristica che è di moda, non ho criticato tutti i recensori di oggi che quella si è un’altra deriva snobistica da censurare…ex recensore anonima alcolista…

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  11. 7 giugno 2016 10:48

    @oldmaniac l’articolo è superfluo, basta il tuo nick. golf mit uns! (ah già non avrei dovuto scrivere più, altra trollata, immagino).

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  12. 9 giugno 2016 12:55

    Io l’ho trovato splendido, come tutti i suoi lavori solisti, dal primo all’ultimo. Obiettivamente non è un disco per tutti, quindi ci sta che uno abituato a un metal più canonico si annoi: qui dentro di metal c’è solo lo scheletro, le influenze sono disparatissime, dal jazz all’elettronica, dall’hard rock all’avantgarde; sempre e comunque tecnica a servizio della composizione, e non il contrario (chi ha detto Dream Theater?). Per me che amo il progressive tanto quanto il metal, è una pacchia: ormai sei anni fa sono rimasto folgorato dagli assoli di sax su A Grave Inversed, da “After”, e non mi sono più ripreso.

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  13. 9 giugno 2016 12:56

    (la copertina comunque fa schifo alla minchia, e non è la prima volta)

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    • luca permalink
      9 giugno 2016 17:29

      pensa che invece a me piace solo la copertina….il mondo è bello perchè è avariato

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  14. Matteo permalink
    10 giugno 2016 11:17

    Comunque è una settimana che mi ripeto “balletti polifonici pirotecnici e anche un po’ gay” e rido come un pazzo da solo… Io non sto bene.

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