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EDGUY/ UNISONIC @ Orion, Roma 06.10.2014

11 ottobre 2014

 

edguy orion ciampino roma

Avete presente il classico blocco dello scribacchino (in realtà sarebbe dello scrittore ma chiaramente non è il mio caso)? Ecco. Lunedì scorso ho assistito a un concerto piuttosto della madonna e non mi viene nulla da scrivere. Una sorta di sindrome post traumatica da stress? Esistono quelle dove il trauma, invece di una roba che ti brutalizza il cervello, è una figata? Perché di questo si tratta, in effetti. E non lo avrei mai detto, non degli Edguy attuali. Non che li abbia mai amati molto, come scrissi pure nella recensione dell’ultimo Avantasia tempo fa, se qualcuno di voialtri simpatici amici se la ricorderà. Tobias Sammet mi sta vagamente sulle palle ma, ed è un grande MA, cazzo, uno spettacolo dal vivo lo regge bene, anzi, benissimo. Non avrà ‘sta voce ma, complice pure il resto del gruppo veramente teutonico ed iperprofessionalissimo, tutto sorrisi e non una nota fuori posto, alla fine la sua porca figura la fa, nel senso che è realmente un animale da palco, uno showman capace di intrattenere il pubblico – nel nostro caso molto caloroso seppure non numerosissimo (si trattava pur sempre di un lunedì sera) – per un’oretta e mezza senza cali di tensione e anzi mantenendo ben viva l’attenzione, tra giochini con gli astanti, siparietti e quant’altro veramente azzeccati. Come mi ha fatto notare un raggiante Bargone, è un po’ tipo l’animatore di un villaggio turistico, tipo Fiorello appunto. E il paragone è pure azzeccato per quanto mi riguarda, ché Fiorello m’è sempre stato sui coglioni. Dicevo raggiante Bargone perchè il nostro, con la sua andatura dinoccolata, ad una certa s’è pure buttato a capofitto sotto il palco all’attacco delle prime note di Babylon, contento come un bimbo la mattina di Natale. Ed ha anche avuto parecchie soddisfazioni dalla scaletta del concerto, oltre ad aver approfittato delle presenza dei microfoni orientati verso il pubblico (perché, come ha annunciato Sammet, stavano registrando le date del tour per un disco dal vivo) per nominare un noto maiale di tre lettere con voce stentorea e perfettamente udibile in varie occasioni, sperando che nel live lascino tale vibrante e forte testimonianza di amore per il trascendente pura ed intatta, per la gioia dei tanti fan degli Edguy e del noto maiale.

mickael kiske unisonic ciampino romaNon è che mi ricordi poi molto della scaletta del concerto, tenete presente che io in realtà non ero proprio lì per loro. E quindi la già detta Babylon, Tears Of A Mandrake, Superheroes, la cover di Rock Me Amadeus (pure caruccia), qualcosa dagli ultimi dischi che mi sfugge. Il pubblico è stato assai contento e pure Sammet ha elogiato più volte la platea per il calore e l’affetto che gli hanno tributato e, ripeto, se li è meritati entrambi.
L’unico guaio è che avevano gli Unisonic di supporto. Dico guaio perchè qualsiasi cantante avrebbe avuto problemi seri a esibirsi dopo il gruppo di Michael Kiske. Vedete, io e Bargone, complice il traffico romano ed un’uscita del GRA misteriosamente sparita nel nulla, arriviamo una ‘nticchia in ritardo rispetto all’inizio dello show (saltando completamente gli Starchild, non ce ne vogliano, e comunque si parla di tipo due minuti d’orologio) e questi, mortacci loro puntuali davvero come i peggio crucchi, già avevano attaccato col primo pezzo. Nell’avvicinarci, a un centinaio di metri dall’ingresso del locale, ci arrivavano alle orecchie i gorgheggi del nostro che pareva, pure da così lontano, discretamente in forma. Ma nulla di quello che ci avrebbe aspettato una volta entrati. Facciamo il biglietto ed entriamo che questi stanno suonando, c’è un bel po’ di gente assiepata sotto al palco in estasi che acclama Kiske a gran voce insieme all’altro eroe del gruppo, Kai Hansen. Il tempo d’attaccare col secondo pezzo ed ero in estasi pure io, lo ammetto candidamente. Non avevo mai avuto occasione prima di vedere Kiske dal vivo. Certo ho visto il reperibile su youtube, anche delle ultime esibizioni dal vivo con gli Unisonic, oltre ovviamente al periodo con gli Helloween, ma mai dal vivo, figurarsi live e da tipo dieci metri di distanza. Impressionante. Allucinante. Non so se fosse una serata di grazia, non so se fosse che era azzoppato, che s’è storto un ginocchio e quindi non sprecava energie a destra e a manca, non so cosa fosse ma una prestazione vocale così annichilentemente grandiosa, mostruosamente perfetta di Kiske dal vivo io non l’ho mai vista, anzi solo nel live Hells on Wheels del 1987 con gli Helloween nel periodo di Keeper 1. I pezzi degli Unisonic li ha cantati MEGLIO che su disco. O alla peggio uguali (che già la dice lunga). I Want Out l’ha canta sputata uguale a quando la incise nel 1988, a vent’anni, con un acuto finale allucinante, e Bargone mi sarà testimone che non dico cazzate (confermo, ndbarg). Il resto del gruppo ha suonato pure bene, con un Kai Hansen gigione, sorridente e molto amato da pubblico, ma se complessivamente hanno suonato bene un po’ tutti la vera differenza l’ha fatta Kiske che ha letteralmente scartavetrato i muri. Le varie Your Time Has Come, When The Deed Is Done, For The Kingdom, Throne Of The Dawn scorrono tutte troppo veloci e si arriva ad I Want Out, ultimo pezzo in scaletta, che il pubblico affamato ed estasiato ne vuole ancora. Ma loro, stramaledetti tedeschi fino al midollo, si accorgono di avere fatto un po’ tardi ed in fretta e furia salutano e lasciano il palco, Kiske stampellando stile gambero, manco avessero sforato il 3% del PIL. Che palle. Comunque un bellissimo concerto, indubbiamente.

Aggiungo, per la gioia di grandi e piccini, una ripresa amatoriale di tutto il concerto degli Unisonic. Che figata internet, vè? (Cesare Carrozzi)

14 commenti leave one →
  1. jay jay okocha permalink
    11 ottobre 2014 13:27

    bargone idolo delle masse!

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  2. lorenzo permalink
    11 ottobre 2014 14:33

    aspe ‘, ma quello nella foto è crozza?

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  3. Steve permalink
    11 ottobre 2014 15:15

    Non pensavo si potesse scrivere così in italiano. Per carità, si capisce però un pò di forma non avrebbe guastato.

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    • 11 ottobre 2014 18:06

      Goran Piritovic, il nostro correttore di bozze montenegrino (ha imparato l’italiano con ‘Le ore’ e ‘Corna vissute’, bisogna essere comprensivi), stamattina aveva un hangover pesantissimo perché aveva festeggiato il raddoppio dello stipendio che gli abbiamo concesso ieri in un improvviso attacco di prodigalità. Adesso guadagna due euro e un pacchetto di Diana blu da dieci al giorno. E’ potuto così passare dal Tavernello al Ronco ma pare che non gli faccia benissimo comunque.

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  4. Luis fly free permalink
    11 ottobre 2014 16:11

    Michael Kiske e Kai Hansen andrebbero insegnati nelle scuole!

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  5. sciacallo010 permalink
    13 ottobre 2014 09:57

    Kiske l’ho visto due volte quest’estate con gli Avantasia, una l’anno scorso sempre con gli Avantasia e una l’anno prima con gli Unisonic: mai meno che incredibile.

    La mia teoria è che come i tedeschi non sanno che sulle montagne italiane in inverno fa freddo e sciano in pantaloncini corti (e non hanno freddo), così Kiske non s’è accorto che sono passati più di 25 anni dai Keeper a canta come allora.

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    • Marco permalink
      16 ottobre 2014 16:11

      Vedendo prima il video di Richard, e poi gli Unisonic e gli Edguy è stato come quando si ripittura una parete sporca con del bianco finissimo!

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  6. Marco permalink
    16 ottobre 2014 16:08

    Certo che due giorni dopo Richard Benson, non è giusto… si saranno dovuti impegnare il doppio!

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