Andy Panigada entra nei DEATH SS, che intanto escono con un singolo

In questo rovente finale di luglio, già abbiamo assistito a un inatteso cambio di formazione ai piani altissimi. Andy LaRocque, al fianco di King Diamond da oltre quarant’anni, non suonerà più con lui. Ed è stato rimpiazzato da mister prezzemolo, Gus G. Non scriverò un articolo su questo fattaccio, altrimenti esce un piagnisteo che già gli Alcest a Firenze sono bastati e avanzati. Torniamo piuttosto in Italia.

Penso spesso che al fianco di Steve Sylvester manchi da molto tempo una seconda figura carismatica o, comunque, di spicco sul piano strumentale o compositivo, che non renda i Death SS riconducibili alla sola figura del leader. In passato c’erano stati Paul Chain, Kurt Templar e Ross Lukather (un batterista di cui ho impresse in testa tutte le parti di Heavy Demons e Do What Thou Wilt, nonostante la loro relativa semplicità). Senza la loro presenza, seppur in fasi alterne, il gruppo non sarebbe stato percepito come tale ma come un’entità solista di Steve Sylvester. Per funzionare bene i Death SS devono avere un assetto in cui tutti o quasi risaltano nel recitare la propria parte. Un altro asso di briscola, per intenderci, era stato Oleg Smirnoff, che determinò il suono della band per svariate annate. E nel recente passato Aldo Lonobile aveva svolto un signor lavoro nell’ombra. È notizia fresca il suo rientro in formazione, che auspichiamo quindi stabile. Non finisce qui: al servizio del vampiro sono tornate le due chitarre.

Death SS al Viper Theatre di Firenze, gennaio 2025 – Ph: Marco Belardi

Al Luppolo in Rock i Death SS si sono presentati sul palco con la formazione attuale, con Freddy, Dimitri e via discorrendo, e un personaggio pescato da quel plotone di veterani che nelle date del 2025 aveva ripresentato i classici di In Death of Steve Sylvester: Andy Panigada dei Bulldozer. Il quale, se ben ricordate, sostituiva niente meno che Andy Fois.

In una scaletta che ha fortemente tenuto conto dell’ultimo album, ma che è stata sufficientemente lunga da non trascurare ciò che i presenti desideravano, i Death SS hanno ricacciato fuori una Lilith, il che, se solo fossi stato lì presente, mi avrebbe ridotto in copiose lacrime. Perché non la suonano mai, non per altro. Passato il concerto e passata la sbornia per la birra e per la calura, è uscito subito fuori il comunicato. E non soltanto quello: Andy Panigada è ufficialmente un membro dei Death SS e questa è assolutamente una buona notizia per loro, poiché il riavvicinamento alle sonorità classiche con X prima, e con The Entity poi, necessitava a mio avviso di chitarre di un maggiore spessore. La personalità di spicco al fianco di Steve Sylvester, che in Panic era giusto si collocasse alle tastiere, ora era appunto vitale che si trovasse alla chitarra.

In realtà la collaborazione va avanti da una vita, avendo il chitarrista dei Bulldozer già aiutato il gruppo a tirar fuori Heavy Demons, sue le tastiere, in tempi che definirei remoti. Chiamiamolo lieto fine, chiamiamolo riconoscimento, l’importante è ora che questa cosa duri e porti frutti. Quanto al nuovo singolo, Pandemonium, non è niente per cui mi strapperei i capelli: presenta una discreta sparata power metal dopodiché sfocia in un ritornello semplice e orecchiabile, che è probabilmente la cosa migliore. (Marco Belardi)

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