ELECTRIC WIZARD – Black Masses (Rise Above)

La band che dieci anni fa diede alle stampe un album la cui copertina raffigurava il demonio intento a fumare un bong (e il cui suono era più o meno riassumibile nello stesso modo) siede ancora saldamente sul trono della dopa e regna incontrastata negli incubi acidi degli adoratori del metallo.

Sepolto sotto una coltre di distorsione e avvolto in un lo-fi eccessivo “Black Masses” è una nuova epifania del paganesimo che ha la sua specifica trinità in droga, Satana e amplificatori Marshall.

Un delirio psicotropo che  alterna brani up-tempo (“Patterns Of Evil”) e doom ortodosso (vedi “Satyr IX”), esibisce una vena semi-spirituale in “Venus In Furs” (no, non si tratta di una cover di quella canzone) e trova la sintesi massima tra pesantezza e psichedelia in brano come “Turn Off Your Mind” (fino a ieri solo uno slogan sulle loro magliette, oggi un inno da live show).

Difficile comprendere come una band, dopo quindici anni e sette dischi, possa ancora essere così completamente fuori di testa. Quello che preoccupa realmente è però che, nonostante tutto sia una fiera dell’eccesso con iconografia da b-movie, le ossessive invocazioni di Jus Osborn fanno davvero venire voglia di consacrare la propria esistenza all’oscuro signore ..rise, rise, legions of hatred… rise, rise, legions of hatred…

“Black Masses” stordisce ed esalta, la seduzione del male di fronte alla quale si può solo soccombere. (Stefano Greco)

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